Kim Jong-Un, un leader spietato o una notizia falsa?

Nelle ultime ore sta circolando la notizia che il leader della Corea del Nord, Kim Jong-Um, avrebbe fatto giustiziare “diversi ufficiali per aver consumato alcolici durante i 100 giorni di lutto per la morte di Kim Jong-Il”, come riporta il “Corriere della Sera”.

La Repubblica Popolare Democratica di Corea, meglio nota come Corea del Nord, è caratterizzata dal passaggio del potere per via ereditaria: così, dal padre della Corea del Nord, Kim Il-Sung (il “presidente eterno”), il potere è poi passato nelle mani di suo figlio Kim Jong-Il, ed infine, dopo la morte di quest’ultimo, al giovane Kim Jong-Un.

Quando Kim Jong-Un è divenuto il leader del paese, molti analisti mondiali lo hanno descritto come decisamente più liberale di suo padre, il che poteva essere un buon inizio per un riavvicinamento con la Corea del Sud. Le prime dichiarazioni di Kim Jong-Un sono andate effettivamente nel senso di un’apertura verso la parte meridionale della penisola di Corea (“Ciò che non voglio è un conflitto con la Corea del Sud”).

Questa notizia, un fulmine a ciel quasi sereno, sembrerebbe segnare un’inversione di rotta. Ma la Corea del Nord non è un Paese molto aperto verso l’estero, quindi, per verificare la veridicità della notizia, sarebbe importante conoscerne innanzitutto la fonte.

Facendo qualche indagine sulla stampa mondiale, non è stato difficile trovare diversi errori nella notizia data dal “Corriere della Sera”: innanzi tutto, i giorni di lutto nazionale previsti per la morte di Kim Jong-Il (17 dicembre 2011) erano solamente otto, e non cento; secondariamente, sembrerebbe che sia stato giustiziato solamente un generale, tale Kim Chol, mentre altri 14 sarebbero stati allontanati dai propri incarichi.

Con questo non vogliamo dire che l’esecuzione di un uomo sia giustificabile, chiaramente, ma bisogna quanto meno valutare, da parte della stampa italiana, la volontà di far apparire la Corea del Nord come ben peggiore di ciò che è.

L’ultimo appunto da fare è forse il più importante: la fonte originaria della notizia è il “Quotidiano di Corea”, un giornale della Corea del Sud, che ha naturalmente tutto l’interesse a dare un’immagine più che mai negativa dello storico nemico. Evidentemente, questo deve lasciarci quanto meno un dubbio sulla veridicità della notizia, anche perché altre fonti riportano di un’apertura in molti sensi da parte di Kim Jong-Un, ad iniziare dalla “liberalizzazione degli abiti”, in quanto, precedentemente, l’abbigliamento utilizzabile era fortemente limitato dalla legge.

L’unica cosa sulla quale possiamo concordare certamente, è l’analisi di Marcus Noland, specialista della Corea del Nord. Come Noland ha affermato, il nuovo leader nordcoreano, Kim Jong-Un, è molto giovane (28 anni) e non ha avuto abbastanza tempo per accumulare l’esperienza necessaria alla gestione del Paese. In uno stato dove il potere è principalmente concentrato nelle mani di un un solo uomo, l’inesperienza può portare ad eccessi ed abusi di potere frequenti, che possono sfociare anche in condanne a morte.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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