Il conflitto in Mali e la destabilizzazione della regione

Storicamente, soprattutto in Africa, quando un conflitto ha luogo in un determinato Paese, porta ad una serie di eventi che destabilizzano l’intera regione. Una guerra che sembra svolgersi all’interno dei confini di un unico stato può, quindi, portare a delle conseguenze che si espandono ai Paesi limitrofi.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare in articoli precedenti, la situazione maliana esiste già da molto tempo: nel 1990, hanno avuto luogo le prime ribellioni di gruppi Tuareg che abitano nel nord del Paese, ribellioni che si sono protratte fino ad oggi; dal 2002, sempre nell’area settentrionale del Mali, si sono venuti a formare gruppi islamisti jihadisti, generalmente descritti come “terroristi”.

Da tempo, quindi, il governo maliano ha perso il controllo del nord del Paese, ma questa situazione sembrava essersi relativamente stabilizzata. Due eventi principali hanno però causato l’acuirsi della crisi:

  • un evento interno, ovvero il colpo di stato dello scorso anno, che ha portato al potere l’attuale Presidente, Dioncounda Traoré, senza che gli occidentali battessero ciglio;
  • un evento esterno, ovvero la guerra in Libia che ha portato alla fine del regime di al-Qadhdh?f? (Gheddafi).

La guerra civile in Libia, con tanto di intervento da parte delle potenze occidentali, ha infatti portato numerosi Tuareg del deserto libico a lasciare il Paese, trasferendosi nei territori confinanti, tra i quali il Mali, dove si sono uniti ai gruppi che da ormai 23 anni combattono contro il governo di Bamako. I Tuareg libici, però, non hanno sconfinato solamente in Mali, ma anche in Algeria, dove, ad esempio, hanno circondato uno stabilimento petrolifero, prendendo in ostaggio circa 450 persone. Una ulteriore dimostrazione di come la guerra libica abbia destabilizzato tutta la regione dell’Africa nord-occidentale.

Naturalmente, però, come abbiamo già sottolineato altre volte, l’intervento militare francese, ormai appoggiato da gran parte dell’UE, è frutto degli interessi economici e non del tentativo di riparare un danno causato dagli stessi “occidentali”. A riguardo di ciò, vi rimando all’articolo della settimana scorsa: “La Francia non ha nessun interesse in Mali”. Sicuri?

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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