La versione nordcoreana dei fatti

La conoscenza della Repubblica Democratica Popolare di Corea, meglio nota come Corea del Nord, è alquanto scarsa in occidente, eppure se ne parla molto spesso. La Corea del Nord sarebbe, secondo la versione nota dei fatti, uno “stato canaglia”, per dirla con George W. Bush, che minaccerebbe continuamente i vicini della Corea del Sud con i suoi test nucleari e le sue azioni militari, e che organizzerebbe nel suo territorio dei “gulag” per rinchiudere gli oppositori di Kim Jong-Un.

Sta di fatto che, quando le parti in conflitto sono due, sarebbe bene conoscere entrambe le versioni per dare un’opinione che non sia affrettata e viziata dal pregiudizio.

Per cominciare, un po’ di storia della Corea, non farebbe male. Dico della Corea, perché fino al 1948 la Corea era un unico Paese, successivamente diviso dagli interessi statunitensi nella guerra fredda. Infatti, fino al 1945, la penisola coreana era una colonia giapponese. Successivamente, quando la seconda guerra mondiale era vicina all’epilogo, L’Esercito Rivoluzionario Popolare Coreano, sotto la guida di Kim Il-Sung, riuscì a sconfiggere l’invasore giapponese.

A quel punto, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si misero d’accordo per lo svolgimento di elezioni libere e democratiche in tutto il Paese, dopo le quali gli eserciti stranieri avrebbero lasciato la Corea. Nel 1948, queste elezioni, svoltesi su tutto il territorio coreano, videro la vittoria del Partito del Lavoro, composto principalmente da comunisti e guidato ancora una volta da Kim Il-Sung.

Gli Stati Uniti, che mantenevano il loro presidio nella parte meridionale della Corea, decisero, senza tener conto degli accordi presi, di organizzare una seconda tornata elettorale, valida solamente per la Corea del Sud e in cui avrebbero partecipato tutti i partiti tranne il Partito del Lavoro. Il risultato fu la formazione un governo di centro, naturalmente filoamericano. Allo stesso tempo, nel tentativo di mantenere l’integrità del Paese, gli Stati Uniti finanziarono delle ribellioni nella Corea del Nord, che furono ben presto sconfitte.

Nel 1950, ha inizio la guerra di Corea, in cui gli USA si schierano al fianco della Corea del Sud, mentre la Cina difende quella che ormai è la Repubblica Democratica Popolare di Corea. Dopo tre anni di conflitto, in cui il confine sostanzialmente non si mosse, fu firmato l’armistizio del 1953. Il confine fu stabilito convenzionalmente lungo la linea del 38° parallelo, che divenne così una frontiera fra blocco occidentale e blocco orientale per tutta la Guerra Fredda.

L’armistizio prevedeva, ancora una volta, l’abbandono da parte delle truppe straniere del territorio coreano. La Cina rispettò l’armistizio, ma gli USA mantennero migliaia di soldati in Corea del Sud, per impedire che cadesse sotto le “grinfie” comuniste e per garantirne uno sviluppo capitalista. Furono organizzate ancora elezioni senza comunisti, mentre per “proteggere” la Corea del Sud fu costruito un muro, simile al muro di Berlino, ma ben più lungo. Coloro che vi si avvicinavano, ovviamente, venivano uccisi.

La Corea del Nord, intanto, seguendo il modello sovietico, arricchito di concetti locali come quello diJuche, che rappresenta una forma di autosufficienza nazionale, approntò un piano di industrializzazione accelerata. Allo stesso tempo, gli USA ed il Giappone decisero di fare della Corea del Sud una vetrina del mondo occidentale, e finanziarono fortemente il governo fantoccio sudcoreano, più di qualsiasi altro stato al mondo.

Per screditare la Corea del Nord, come è stato fatto con altri Paesi (vedi Cuba), viene messa in atto una campagna mediatica in tutto l’occidente, in cui i nordcoreani vengono definiti come un popolo oppresso da un malvagio e disumano dittatore che sognerebbe di invadere la libera e democratica Corea del Sud.

La Corea del Nord, che perde un appoggio importante con la fine dell’URSS, vede il potere passare dalle mani di Kim Il-Sung (“il presidente eterno”) a suo figlio Kim Jong-Il, il quale a sua volta lo ha passato a suo figlio, l’attuale leader Kim Jong-Un. La fine dell’Unione Sovietica, assieme ad alcune carestie che hanno colpito la regione per motivi climatici, non ha di certo avvantaggiato la Corea del Nord, mentre la Corea del Sud ha sempre potuto contare su un forte appoggio finanziario giapponese e statunitense.

Resta il fatto che la campagna di disinformazione imperialista contro la Corea del Nord continua ancora oggi, sebbene si tratti di un piccolo stato alquanto innocuo, la cui popolazione (24 milioni) è esattamente la metà di quella della Corea del Sud (48 milioni). I leader nordcoreani sono sempre stati favorevoli ad una riunificazione del Paese, ma ad opporsi, più che la Corea del Sud, che vedrebbe favorevolmente una riunificazione del popolo coreano sotto una sola bandiera, sono stati gli USA, che volevano mantenere il loro baluardo nel continente asiatico.

Sorprendente, per chi dà ascolto ai mass media tradizionali, sarà sapere che la Corea del Nord non è un Paese chiuso ed inaccessibile come viene descritto, ma è possibile visitarlo. Ovviamente, per farlo, bisogna attenersi alle leggi locali, come in qualsiasi Paese estero. Per chi fosse interessato, possiamo consigliare il sito North Korea Travel.

Chiaramente, in Corea del Nord vi sono delle limitazioni alle libertà personali, ma allo stesso tempo non bisogna cadere nell’errore di giudicare il Paese con gli occhi occidentali, senza tenere contro della storia e della cultura locali. Lo scopo dell’articolo è quindi quello di invitare i lettori a conoscere anche il punto di vista che non rappresenta il pensiero dominante, nel quale si trova spesso una dose maggiore di verità rispetto alla disinformazione che ha come unico scopo quello di screditare un Paese, in quanto reo di opporsi ai poteri dominanti a livello mondiale.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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