Oggi la Grecia al voto anticipato

Oggi, domenica 7 luglio, i cittadini della Grecia sono chiamati al voto legislativo anticipato per eleggere i trecento deputati del parlamento ellenico.

La pesante sconfitta incassata alle elezioni europee di maggio ha assestato un duro colpo al governo di Alexis Tsipras in Grecia. Il primo ministro ellenico non ha avuto altra scelta se non quella di affidarsi a nuove elezioni legislative, sperando di recuperare parte del consenso perduto, anche se tutti gli indizi raccolti fino ad ora porterebbero ad una vittoria del centro-destra guidato da Kyriakos Mitsotakis.

Osservando i dati delle elezioni europee, infatti, il partito di Mitsotakis, Nuova Democrazia – ND (in greco: Νέα Δημοκρατία – NΔ, Nea Dimokratia) ha raccolto il 33.11% dei consensi, con un incremento di oltre dieci punti percentuali rispetto alle europee del 2014, e di sette rispetto alle legislative del settembre 2015. Per quanto riguarda Tsipras, invece, la sua Coalizione della Sinistra Radicale (in greco: Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς, Synaspismos Rizospastikis Aristeras), meglio nota con il solo acronimo di SY.RIZ.A. (ΣΥ.ΡΙΖ.Α.) si è fermata al 23.78%, perdendo quasi tre punti rispetto al 2014, ma soprattutto facendo segnare una flessione di quasi dodici punti percentuali rispetto alla vittoria delle ultime legislative.

Allora, la vittoria della sinistra di Tsipras era stata salutata come una speranza di sottrarre la Grecia dalle pesanti riforme all’insegna dell’austerità, imposte dalle aurotirà economiche europee ed internazionali. Tuttavia, il governo di Tsipras ha ceduto ai diktat europei e del Fondo Monetario Internazionale (FMI), venendo meno all’incarico che gli era stato affidato dal popolo greco. Nonostante una leggera ripresa economica (era del resto difficile peggiorare ulteriormente la situazione), il popolo greco continua a vivere in una situazione assai difficile dal punto di vista economico, e le misure di austerità e le privatizzazioni effettuate dal governo in carica hanno certamente contribuito all’emorragia di suffragi. Secondo molti analisti europei, il partito di Tsipras avrebbe in realtà assunto il ruolo della storica forza del centro-sinistra greco, il Movimento Socialista Panellenico – PASOK (in greco: Πανελλήνιο Σοσιαλιστικό Κίνημα – ΠΑΣΟΚ, Panellinio Sosialistiko Kinima), ritenuto dall’elettorato come il principale responsabile della crisi economica, e dunque sparito dai radar politici.

Dal canto suo, Tsipras risponde che fino ad ora è stato limitato dai diktat della Troika e che, terminata la fase più acuta della crisi economica, potrà finalmente mettere in pratica il programma con il quale era stato eletto quattro anni fa, opponendosi alle misure neoliberiste che invece verrebbero certamente messe in pratica in caso di vittoria del centro-destra.

Anche i sondaggi sembrano fino ad ora dare ragione a Mitsotakis, il cui partito dovrebbe vantare un vantaggio di nove-dodici punti percentuali nei confronti di quello del primo ministro in carica. Secondo l’ultimo sondaggio ufficiale, effettuato il 3 luglio, il Nuova Democrazia si attesterebbe sul 38.6%, mentre SY.RIZ.A. è accreditata del 29.2% dei consensi. Numeri da tenere d’occhio, perché qualche decimo potrebbe fare la differenza per Mitsotakis tra la maggioranza assoluta o quella relativa dei seggi: ci vogliono almeno 151 scranni su 300 per formare un governo, ed in caso contrario Nuova Democrazia dovrebbe trovare degli alleati per riuscire a formare una maggioranza parlamentare.

Sarà dunque molto importante il ruolo degli altri partiti per la distribuzione dei seggi, così come potrebbe avere un’influenza importante la nuova legge elettorale, che per la prima volta ha concesso il voto ai diciassettenni, mentre i collegi elettorali sono stati ridisegnati, passando da 56 a 59. Fondamentale sarà anche il numero di partiti che riusciranno a superare la fatidica soglia di sbarramento del 3%. Tra le forze cosiddette “minori”, in terza posizione si piazza al momento il Movimento per il Cambiamento (in greco: Κίνημα Αλλαγής – ΚΙΝΑΛ; Kinima AllagisKINAL), la coalizione della quale fa parte il PASOK, che sotto la guida di Fofi Gennimata è accrediatta del 7.5% dei consensi.

Diversi seggi dovrebbero finire anche al Partito Comunista di Grecia (in greco: Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας, Kommounistiko Komma Elladas), il KKE del segretario generale Dimitris Koutsoumpas, che secondo i sondaggi raccoglierebbe il 5.2% dei consensi, davanti all’estrema destra di Alba Dorata, ovvero la Lega Popolare – Alba Dorata (Λαϊκός Σύνδεσμος – Χρυσή Αυγή, Laïkós Sýndesmos – Chrysí̱ Avgí̱), accreditata del 4%.

Gli altri partiti, invece, dovranno lottare per il raggiungimento della soglia di sbarramento. Tra questo potrebbero farcela il partito nazionalista Soluzione Greca (Ελληνική Λύση, Elliniki Lisi) e il Movimento per la Democrazia in Europa 2025 (DiEM25, Μέτωπο Ευρωπαϊκής Ρεαλιστικής Ανυπακοής, più correttamente MeRA25, in greco ΜέΡΑ25), guidato dall’ex ministro delle finanze, Yanis Varoufakis.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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