L’Euro e la moneta secondo Johann Gottlieb Fichte

Le teorie sulla moneta del filosofo tedesco Johann Gottlieb Fichte posso risultare utili per comprendere la natura dell’Euro e costruire un’alternativa allo stesso.

Johann Gottlieb Fichte (Rammenau, 19 maggio 1762 – Berlino, 27 gennaio 1814) è uno dei principali filosofi esponenti di quella corrente nota come l’idealismo tedesco. Troppo spesso ingiustamente relegato in secondo piano rispetto a Friedrich Schelling e Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il pensiero di Fichte conserva indubbiamente una sua attualità soprattutto per quanto riguarda l’aspetto politico, del resto fu egli stesso un anticipatore di alcune tematiche che poi sarebbero state proprie della produzione di Karl Marx, come il ruolo attivo del filosofo in politica e la necessità di mutare il mondo piuttosto che limitarsi ad una mera interpretazione dello stesso.

Il filosofo, se considera la sua scienza non come un mero gioco ma come qualcosa di serio, non considererà mai impossibile la realizzazione dei suoi propositi“.

Secondo il filosofo di Rammenau, dunque, il fine della politica non è semplicemente quello di contemplare ciò che sarebbe ideale, ma determinare quanto di questo ideale può essere realizzato in determinate circostanze. Il politico, dunque, deve avere come fine quello di modificare il reale – lo stato di cose presente, direbbe Marx – per avvicinarlo il più possibile all’ideale. Questo passaggio, dal reale all’ideale, deve però avvenire in maniera progressiva e tranquilla, evitando di scivolare nella tirannia.

La tematica che vogliamo affrontare oggi è quella della moneta, che naturalmente, rapportata ai nostri tempi, assume inevitabilmente il significato di moneta unica europea, l’Euro. Fichte, che curiosamente figurava in passato sul retro della moneta da 5 marchi tedeschi, affronta l’argomento soprattutto nella sua opera politica più importante, Lo Stato commerciale chiuso (Der geschlossene Handelstaat), testo pubblicato nell’anno 1800 in tre volumi. Secondo Fichte, infatti, la moneta svolge un ruolo fondamentale nella storia, ed immagina una duplice via per il futuro: da un lato un avvenire di speculazione infinita, dall’altro l’utilizzo della moneta come mezzo per il soddisfacimento dei bisogni umani. Se l’ideale sarebbe naturalmente seguire la seconda via, oggi possiamo dire che l’umanità sembra tendere piuttosto verso la prima.

Secondo Fichte, la moneta, utilizzata come mezzo di scambio, è una delle principali cause di diseguaglianza tra gli uomini, in quanto uno scambio di questo tipo implica necessariamente un guadagno da parte di un individuo ed una perdita da parte di un secondo individuo. Per questo, nella descrizione del suo Stato ideale – lo Stato commerciale chiuso, appunto – dedica uno spazio importante alla questione della moneta. Allo stesso modo, il commercio tra gli Stati, fa sì che si creino delle diseguaglianze fra questi, portando alla distinzione fra economie nazionali ricche e povere.

La nazione ricca riceve beni dei quali potrebbe fare a meno in cambio di un surplus, e costringe i Paesi stranieri, che possono appena procurarsi lo stretto indispensabile, a lavorare per il suo piacere“.

A dimostrazione della sua grande attualità, Fichte aggiunge che questa situazione porta i popoli dei Paesi poveri ad emigrare, con la trasformazione delle persone in oggetti, alla vendita delle materie prime ad altri Paesi a prezzi bassi, alla speculazione straniera sulle terre coltivabili e, infine, alla vendita dell’indipendenza stessa dello Stato, che si trasforma in una provincia di uno Stato più ricco. Nel caso in cui un Paese povero dovesse risollevarsi, invece, questo rappresenterebbe un danno per il Paese ricco, che perderebbe parte della propria prosperità nazionale costruita sullo sfruttamento del primo.

Ai tempi di Fichte, gli scambi commerciali internazionali avvenivano con quella che lo stesso autore chiamava “moneta mondiale”, ovvero i metalli pregiati, oro e argento. La “moneta mondiale”, proprio come l’Euro ai nostri giorni, aveva la grave pecca di non poter essere controllata da nessun governo. Il filosofo, al contrario, propone la conversione della “moneta mondiale” in una moneta nazionale valida unicamenta all’interno del Paese, e che non abbia concorrenti all’interno dello stesso. In pratica, secondo Fichte, il governo dovrebbe ritirare tutta la “moneta mondiale” in circolazione, convertendola in moneta nazionale.

La parte più importante della teoria fichtiana arriva quando il filosofo spiega come i governi dovrebbero convincere i popoli a converitre l’oro e l’argento nella moneta nazionale. Ebbene, tutte le monete esistenti al mondo, siano esse nazionali (dollari, sterline…), sovranazionali (euro) o “mondiali” (oro e argento) si basano unicamente su una menzogna, ovvero che queste abbiano un determinato valore che in realtà non hanno. Per effettuare un cambio di moneta, dunque, basta convincere l’opinione pubblica dell validità della nuova valuta, ovvero affermare che questa abbia almeno lo stesso valore della precedente.

I governi, quando affermano che una moneta ha un determinato valore, non fanno altro che mentire, costruendo una nuova verità basata sull’opinione pubblica. Si tratta esattamente di quello che è accaduto al momento del passaggio dalle valute nazionali all’Euro: i governi si sono impegnati a diffondere l’opinione secondo la quale l’Euro sarebbe stato migliore, o quanto meno non peggiore, rispetto alle precedenti monete nazionali. Una menzogna costruita ad arte, nel momento in cui viene accettata dalla maggioranza dell’opinione pubblica, si trasforma in una verità, e la nuova moneta assume effettivamente un valore. La diffusione di una nuova opinione, però, si basa unicamente sulla propaganda e sulla manipolazione delle convinzioni dei soggetti governati.

La menzogna diventa dunque verità nel momento in cui la moneta in questione viene comunemente accettata negli scambi tra le persone, ed a garanzia dello stesso c’è il governo, che riscuote le tasse e paga gli stipendi dei dipendenti pubblici utilizzando solo ed esclusivamente quella stessa moneta. Nel momento in cui il governo compie questi semplici passi, rende automaticamente conveniente l’uso della nuova valuta, portando all’abbandono di quelle precedenti, che i cittadini saranno ben contenti di convertire nel nuovo conio.

Per essere più precisi, dunque, nel momento in cui si rende necessario un cambiamento di moneta, quella che viene messa in atto dai governi non è solo una propaganda, ma una contropropaganda, che va a sostituirsi alla propaganda precedente che aveva contribuito a dare valore al conio destinato alla sostituzione. Dunque, per abbandonare l’Euro e tornare alle monete nazionali, è necessario basarsi sullo stesso meccanismo psicologico: mettere in piedi una contropropaganda rivolta alle masse, convincere le persone del fatto che le nuove valute nazionali non avrebbero un valore inferiore rispetto a quella sovranazionale, in quanto unicamente lo Stato può essere garante del valore di monete che non hanno nessun valore intrinseco o valore d’uso. In questo modo, i Paesi si riapproprierebbero della propria capacità di mettere in pratica politiche monetarie ed economiche senza dover rendere conto a terzi.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

There is one comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.