Il Partito Comunista degli Stati Uniti contro il razzismo di Donald Trump

Vi proponiamo la traduzione del comunicato stampa del Partito Comunista degli Stati Uniti d’America (Communist Party USA – CPUSA), pubblicato per condannare le recenti esternazioni razziste del presidente Donald Trump.

Le recenti sfuriate di Trump su Twitter contro Elijah Cummings [1] e le donne della Squad [2] rappresentano un’intensificazione dell’appello del suo regime alla supremazia bianca. Il presidente ha chiarito che non ritiene che i legislatori neri abbiano il diritto o il potere di governare.

Trump ha twittato che il distretto di Baltimora di Elijah Cummings sarebbe “un disgustoso disastro infestato da topi e roditori” in cui “nessun essere umano vorrebbe vivere“. Ha incoraggiato Cummings a “passare più tempo a Baltimora” piuttosto che svolgere i compiti di supervisione che i suoi elettori e colleghi gli hanno affidato.

Prima di questo episodio, c’era stata la Squad: quattro giovani, schiette, progressiste donne di colore, recentemente elette alla Camera dei Rappresentanti. Trump le ha attaccate accusandole di essere straniere che “dicono brutalmente al popolo degli Stati Uniti… come dovrebbe essere gestito il nostro governo“. Come avrebbe fatto in seguito con Cummings, ha suggerito loro di “tornare indietro e aiutare a risolvere i problemi nei luoghi infestati dal crimine da cui sono venute“.

Rispolverando la Birther Conspiracy [3] che ha messo in giro durante la sua prima candidatura presidenziale, questi attacchi fondono la visione razzista e xenofoba di Trump della “grandezza” americana con un attacco continuo ai suoi nemici politici.

Torna da dove sei venuta“; “Passa più tempo a Baltimora“. Questo è solo il modo di Trump di veicolare il vecchio messaggio di Jim Crow [4]: impara a stare al tuo posto.

Le persone di colore potrebbero essere elette, ci dice Trump; potrebbero essere incaricate dai loro elettori e colleghi di legislatura con il dovere di legiferare e supervisionare il ramo esecutivo, ma non gli sarà permesso di governare. Un legislatore nero non può emettere alcuna citazione in giudizio, avviare alcuna indagine, fare critiche, che un presidente bianco sia tenuto a rispettare.

Il razzismo ha funzionato, fin dall’inizio, per escludere le persone di colore dalla partecipazione democratica al fine di garantire la ricchezza e il potere di una piccola minoranza di grandi capitalisti. Gli attacchi di Trump a Cummings e alla Squad si inseriscono perfettamente in questo schema, così come il programma di gerrymandering [5] e soppressione degli elettori che è stato al centro della strategia repubblicana negli ultimi dieci anni e oltre.

Ma c’è anche qualcos’altro all’opera qui: non solo il razzismo, ma la razzializzazione dell’ideologia politica. Associando i legislatori progressisti neri e latinos ad immagini di povertà e violenza, Trump attinge alla supremazia bianca per squalificare le idee progressiste e socialiste.

Prende di mira la Squad in quanto “donne democratiche progressiste” prima di affermare che sono venute qui da luoghi stranieri, infernali, corrotti e violenti per dire “chiassosamente e brutalmente” agli americani come gestire un paese. (Ilhan Omar è arrivata come rifugiata dalla Somalia all’età di 10 anni; Alexandria Ocasio Cortez, Ayanna Pressley e Rashida Tlaib sono nate negli Stati Uniti).

Allo stesso modo, e altrettanto falsamente, afferma che il distretto di Baltimora di Cummings “è considerato il peggiore e più pericoloso in assoluto” prima di affermare che i soldi federali spesi per lo stesso sono stati sprecati o rubati. Come al solito, Trump prende un vecchio discorso di destra (i programmi di assistenza sociale non aiutano le persone a basso reddito di colore…) e rafforza la sua supremazia bianca latente, incolpando della povertà urbana la leadership politica nera.

Il suo messaggio è chiaro: le idee progressiste sono pericolose e straniere. Rovineranno questo grande Paese. Sono abbracciati da persone dalla pelle scura che non appartengono a questo luogo, che non conoscono il loro posto, che odiano l’America, che dovrebbero tornare da dove sono venute…

È un messaggio che è stato ripetuto, negli ultimi 150 anni, da un coro di Klansmen [6] incappucciati e inneggianti al linciaggio pubblico, dai vigilanti che interrompono le riunioni sindacali e attaccano i picchetti, dai demagoghi come Coughlin [7] e McCarthy, fino a Nixon, Reagan e Trump. Ma la sua origine è sempre la stessa: il sussurro segreto della classe dominante, trasmesso e amplificato da chiunque possa assumere, costringere o ingannare per difendere i suoi interessi contro le forze della democrazia e del progresso sociale.

Gli ultimi attacchi di Trump non fanno eccezione. I suoi attacchi contro Cummings e la Squad ci mostrano un presidente il cui disprezzo per le persone di colore è accompagnato solo dal suo disprezzo per la democrazia – un uomo che si vede non solo al di sopra della legge, ma al di sopra del popolo e dei suoi rappresentanti eletti.

“Il razzismo incatena entrambi”, dice un vecchio poster del CPUSA. Riflette la nostra comprensione che la supremazia bianca è l’arma più pericolosa della classe capitalista americana. Mentre riscuote il pedaggio più pesante dalle persone di colore, danneggia tutte le persone della classe operaia, compresi i lavoratori bianchi. Normalizza la disuguaglianza e giustifica gli attacchi alla democrazia, come il tentativo di Trump di squalificare e bandire i suoi critici più espliciti. Divide la grande maggioranza della classe operaia, piuttosto che unirci attorno al nostro comune interesse nella lotta per una società umana, sostenibile e veramente democratica.

Il percorso verso quella società è lungo, ma il passo successivo è chiaro. C’è un razzista arrabbiato alla Casa Bianca, che dice rumorosamente e ferocemente al popolo americano come distruggere questo paese. Donald Trump e il suo regime devono andarsene, ed il Partito Repubblicano ed i suoi sostenitori della corporatocrazia devono andarsene con lui. Solo una decisa sconfitta della reazione neo-confederata, e nient’altro, può aprire la strada alla democrazia e al socialismo.

NOTE

[1] Elijah Cummings è il membro della House of Representatives (Camera dei Rappresentanti) eletto nel settimo distretto del Maryland, che include parte della città di Baltimora, della contea di Baltimora e della contea di Howard.

[2] The Squad, ovvero La Squadra, è il quartetto formato da quattro giovani donne elette alla House of Representatives, tutte di idee progressiste e di origini straniere: Alexandria Ocasio-Cortez (New York), Ayanna Pressley (Massachusetts), Ilhan Omar (Minnesota) e Rashida Tlaib (Michigan).

[3] La Birther Consipracy è una teoria del complotto secondo la quale Barack Obama non sarebbe nato alle Hawaii, ma in Kenya. In questo caso, Obama avrebbe violato l’articolo 2 della Costituzione, secondo il quale il presidente deve essere nato sul suolo statunitense. Secondo alcuni sondaggi, il 25% dei cittadini statunitensi crederebbe alla teoria della Birther Consipracy, nonostante Obama abbia reso pubblico il suo certificato di nascita.

[4] Jim Crow era un personaggio protagonista di alcuni spettacoli teatrali statunitensi tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. In essi veniva descritto un tale nero di nome Jim Crow, sciancato, che lavorava in una scuderia. La sua figura fu presa ad emblema della discriminazione razziale: durante la lotta all’emancipazione si diceva spesso che il nero doveva “lottare contro Jim Crow“. Le cosiddette leggi Jim Crow, invece, furono delle leggi locali e dei singoli stati degli Stati Uniti d’America emanate tra il 1876 e il 1965. Di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di “separati ma uguali” per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi.

[5] Il gerrymandering (parola d’origine inglese che rappresenta la fusione di due termini, quello di “Gerry” e “salamander”) è un metodo ingannevole per ridisegnare i confini dei collegi, in genere per renderli più favorevoli al proprio partito.

[6] I membri del Ku Klux Klan.

[7] Padre Charles Edward Coughlin (Hamilton, 25 ottobre 1891 – Bloomfield Hills, 27 ottobre 1979) è stato un presbitero statunitense. Fu uno dei primi leader politici ad utilizzare la radio per raggiungere un pubblico di massa. Dopo aver riservato attacchi ai banchieri ebrei, Coughlin, cominciò ad usare il suo programma radiofonico per il suo avvicinamento all’ideologia dell’antisemitismo e più tardi quale sostegno per le politiche di Adolf Hitler e Benito Mussolini. Le trasmissioni vennero definite “una variazione dell’agenda fascista applicata alla cultura americana”.

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