Nauru: Lionel Aingimea nuovo presidente dell’isola

Con una superficie di 21 kmq, Nauru è il terzo Stato indipendente più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano ed il Principato di Monaco, nonché la più piccola repubblica in assoluto.

Fosse in Italia, la Repubblica di Nauru sarebbe un comune piuttosto piccolo, con poco più di undicimila abitanti. L’isola dell’Oceano Pacifico, invece, è uno Stato indipendente sin dal 1968, anno nel quale terminò l’amministrazione fiduciaria congiunta tra Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda sotto l’egida delle Nazioni Unite, istituito dopo che l’isola era già stata colonia tedesca e britannica.

Oggi, dunque, Nauru è il terzo Stato indipendente più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano ed il Principato di Monaco, nonché la più piccola repubblica in assoluto, mentre per popolazione precede solamente Tuvalu – altro stato oceaniano – e lo stesso Vaticano. Di conseguenza, la capitale de facto, Yaren (in realtà non esiste una capitale ufficiale), è anche sede di uno dei parlamenti più piccoli in assoluto, con appena diciannove seggi.

In questo contesto bisogna inserire le elezioni legislative dello scorso 24 agosto, che hanno visto la pesante sconfitta del presidente uscente, il cinquantanovenne Baron Waqa, in carica dal 2013. Accusato di essere un antidemocratico fautore dell’arresto di diversi membri dell’opposizione, Waqa non ha ottenuto la riconferma come deputato nel suo collegio elettorale di Boe, dove ha chiuso solamente terzo (venivano eletti i due candidati più votati). Secondo la legge di Nauru, il presidente della Repubblica deve per forza essere anche un membro del parlamento, dunque Waqa è stato automaticamente estromesso dalla possibilità di una rielezione alla carica più ambita.

Come se non bastasse, l’ormai ex presidente ha visto molti dei suoi sostenitori uscire pesantemente sconfitti dai propri collegi elettorali, perdendo almeno sette dei suoi alleati più prossimi (a Nauru ufficialmente non esistono partiti, ma gli schieramenti politici sono comunque riconoscibili). A quel punto, l’ex ministro della Giustizia e delle Finanze di Waqa, David Adeang, rieletto nel collegio di Ubenide, è divenuto automaticamente il leader della compagine del governo uscente, ma il voto parlamentare ha bocciato anche la sua candidatura. Il nuovo capo di Stato, il quindicesimo dall’indipendenza dell’isola, sarà invece l’avvocato Lionel Aingimea, eletto nel collegio di Meneng e vincitore nel voto parlamentare per dodici preferenze a sei.

Nonostante sia stato a sua volta parte del governo di Waqa, Aingimea si è presentato con un programma di rottura rispetto ai sei anni precedenti, formando un governo composto unicamente da deputati al loro primo mandato. Le prime mosse del nuovo governo in politica estera, però, non sono state molto promettenti: proprio in queste ore, Nauru ha infatti ufficializzato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, accodandosi alla decisione presa dal presidente statunitense Donald Trump nel 2017.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.