Israele: addio Netanyahu? Incarico a Benny Gantz

Ancora una volta, Benjamin Netanyahu non ha trovato la maggioranza necessaria per formare il governo israeliano. Il presidente Reuven Rivlin ha incaricato Benny Gantz per la risoluzione della stasi politica.

Non c’era altra soluzione: il 21 ottobre era l’ultimo giorno utile per Benjamin Netanyahu, che per la seconda volta ha fallito nel tentativo di formare il nuovo governo di Israele. Il primo ministro in carica ha dovuto ammettere la sconfitta di fronte al capo di Stato, Reuven Rivlin, che gli aveva affidato l’incarico nonostante la sconfitta subita alle ultime elezioni legislative dal suo partito, il Likud (ליכוד, ovvero “consolidamento”).

Detentore del record di longevità come premier israeliano, Netanyahu potrebbe presto essere costretto ad abbandonare la poltrona che occupa incessantemente da dieci anni: in seguito al suo fallimento, infatti, Rivlin ha affidato il compito della formazione dell’esecutivo al suo principale rivale, Benny Gantz, leader del partito che ha raccolto il maggior numero di consensi alle ultime elezioni, Blu e Bianco (כחול לבן, Kahol Lavan).

Dall’assegnazione dell’incarico, avvenuta il 23 ottobre, Gantz ha a disposizione solamente quattro settimane per riuscire a trovare il bandolo di una matassa oramai indistricabile da diversi mesi. La maggioranza degli analisti politici israeliani, tuttavia, prevede che anche il leader dell’opposizione a Netanyahu potrebbe fallire: pur disponendo di un maggior numero di seggi nella Knesset (il parlamento israeliano), Gantz dovrebbe infatti fare i salti mortali per raggiungere la maggioranza assoluta di 61 seggi sui 120 che compongono l’emiciclo.

Una possibile soluzione per Gantz sarebbe quella di ottenere l’appoggio esterno della Lista Comune (in ebraico: הַרְשִׁימָה הַמְשׁוּתֶּפֶת, HaReshima HaMeshutefet; arabo: القائمة المشتركة, al-Qa’imah al-Mushtarakah), coalizione politica che rappresenta le principali forze dei cittadini israeliani di etnia araba e che dispone di dieci deputati. Nata nel 2015 per iniziativa del partito comunista Hadash (acronimo dell’ebraico haHazit haDemokratit leSHalom veleShivyon, in italiano Fronte Democratico per la Pace e l’Uguaglianza), la Lista Comune sarebbe pronta a votare la fiducia a Gantz pur di liberarsi di Netanyahu, ma non entrerebbe a far parte di un eventuale governo.

Ciò che quasi tutti temono è un nuovo rinvio alle urne: per Israele, si tratterebbe delle terze elezioni in meno di un anno, evento che sancirebbe definitivamente la crisi politica del Paese. Proprio per questo, il presidente Rivlin sta facendo di tutto per trovare un accordo tra i due principali partiti al fine di formare un governo di unità nazionale che possa risolvere la crisi. Ad essere restio è soprattutto Gantz, che ha incentrato tutta la propria campagna elettorale sull’obiettivo di estromettere Netanyahu dalle sfere del potere. Quest’ultimo, invece, vedrebbe di buon occhio un compromesso: “Bibi”, infatti, è attualmente coinvolto in ben tre casi di corruzione, e solamente l’immunità riservata ai membri del governo gli ha permesso fino ad ora di sfuggire al processo. Qualora Gantz dovesse riuscire a formare un governo senza Netanyahu, l’attuale premier rischierebbe una pesante condanna e la conseguente fine della propria carriera politica.

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