Bulgaria: la destra cala, ma conserva Sofia

Il partito conservatore GERB rimane la prima forza politica della Bulgaria, pur accusando un calo di consensi. Yordanka Fandakova resta sindaco di Sofia.

Il 27 ottobre si sono tenute le elezioni locali in tutta la Bulgaria, alle quali hanno fatto seguito, dove necessari, i ballottaggi del 3 novembre. Questa tornata elettorale era considerata soprattutto come un banco di prova per il partito di governo, i conservatori di GERB (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria; Граждани за европейско развитие на България, ГЕРБ; trasitterato Graždani za evropejsko razvitie na Bălgarija).

Prendendo in considerazione i risultati del primo turno su scala nazionale, GERB ha mantenuto il primato di forza con il maggior numero di consensi. Nonostante le tante vittorie, il partito guidato dal primo ministro Boyko Borisov ha dovuto fare i conti con un calo di consensi generalizzato, mentre molto negativo risulta il dato sull’affluenza alle urne, ferma addirittura al 42%.

I riflettori degli osservatori bulgari ed internazionali erano puntati soprattutto sulla capitale, Sofia, dove Yordanka Fandakova conserva la carica di sindaco da circa dieci anni. Sostenuta da GERB e dall’altro partito di destra SDS (Unione delle Forze Democratiche; Съюз на демократичните сили, СДС; traslitterato Sayuz na demokratichnite sili), il primo cittadino puntava alla conferma al primo turno (nel 2009 era stata eletta addirittura con il 66.23% dei consensi).

Nonostante le ambizioni, Fandakova ha ottenuto il 36.37% dei consensi al primo turno, venendo dunque costretta al ballottaggio contro Maya Manolova, sostenuta dalla coalizione di centro-sinistra guidata dal Partito Socialista di Bulgaria (Българска социалистическа партия, БСП; traslitterato Bulgarska sotsialisticheska partiya, BSP). Cresciuta politicamente tra le fila del Partito Comunista al tempo della Repubblica Popolare, Manolova ha conquistato un consistente 27.79% delle preferenze.

Da segnalare anche i risultati positivi di altri due candidati: Borislav Igantov, della Coalizione Bulgaria Democratica (12.20%), e Boris Bonev (10.77%), leader della lista che porta il suo stesso nome.

Il ballottaggio, poi, ha visto un significativo testa a testa tra Fandakova e Manolova. Alla fine, ad imporsi è stato il sindaco in carica, che tuttavia non è riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta dei consensi, fermandosi al 49.98% delle preferenze contro il 45.13% della sfidante. Da segnalare, infatti, che in Bulgaria è possibile votare la voce “contro tutti i candidati”, espressa dal 4.98% dei votanti. Manolova deve il suo risultato anche alla sorprendente scelta di Angel Dzhambazki, leader nazionalista dell’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone – Movimento Nazionale Bulgaro (Вътрешна Македонска Революционна Организация – Българско Национално Движение – ВМРО-БНД; traslitterato Vatreschna Makedonska Revoljuzionna Organizacija – Balgarsko Natsionalno Dvizhenie – VMRO-BND), che, dopo aver ottenuto il 4.82% dei voti al primo turno, ha dato indicazioni favorevoli alla candidata socialista.

Meno bene, per GERB, sono andati i risultati dei comuni minori del distretto di Sofia: il partito di governo ha eletto solamente undici sindaci su venticinque, mentre nel 2013 era stato sconfitto solamente in due comuni.

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