Romania: sfida a due per la presidenza

In base ai risultati del primo turno, il presidente in carica Klaus Iohannis se la vedrà con Viorica Dăncilă nel ballottaggio del 24 novembre.

Presidente della Romania dal 2014, il sessantenne Klaus Iohannis partiva con tutti i favori dei sondaggi alla vigilia del primo turno delle elezioni, svoltosi il 10 dicembre. L’esponente della principale forza di centro-destra del Paese, il Partito Nazionale Liberale (Partidul Național Liberal, PNL), ha, per qualche tempo, addirittura sperato di raggiungere la maggioranza assoluta, evitandosi così un confronto al secondo turno. Alla fine, però, Iohannis non ha ottenuto il risultato più ambizioso, ma ha comunque potuto incassare un solido vantaggio sui concorrenti.

L’esponente del PNL ha chiuso il primo turno con il 37.49% ed un vantaggio di quasi quindici punti percentuali sull’avversaria più temibile, Viorica Dăncilă, ferma al 22.69%. La cinquantacinquenne, già premier fino a dieci giorni fa, rappresentava invece la principale candidatura del centro-sinistra, ed in particolare del Partito Social Democratico (Partidul Social Democrat, PSD).

Tra i quattordici candidati alla presidenza, notevole anche il risultato di Dan Barna, classificatosi terzo con il 14.73% delle preferenze grazie al sostegno del suo partito, l’Unione Salvate la Romania (Uniunea Salvați România), ma anche del Partito della Libertà, dell’Unità e della Solidarietà (Partidul Libertății, Unității și Solidarității, PLUS). Seguono Mircea Diaconu (8.96%), Theodor Paleologu (5.70%) ed Hunor Kelemen (3.95%), che tra l’altro ha ottenuto la maggioranza assoluta nelle province di Covasna ed Harghita, ovvero le aree della minoranza di lingua ungherese, della quale fa parte.

Tornando al ballottaggio del prossimo 24 novembre, dunque, Iohannis parte con un confortevole vantaggio nei confronti di Dăncilă. Cinque anni fa, tuttavia, era stato Iohannis a trovarsi in ritardo di dieci punti percentuali nei confronti del candidato di centro-sinistra, Victor Ponta, riuscendo poi a ribaltare il verdetto nella tornata decisiva. Al momento, tutti i sondaggi sono favorevoli a Iohannis, ma in Romania i ribaltamenti non sono una novità: questo fenomeno si deve all’affluenza alle urne, generalmente molto bassa al primo turno, ma ben più consistente al ballottaggio. Nel 2014, ad esempio, solamente il 53.17% degli aventi diritto si espresse al primo turno, ma fu il 64.10% a votare al secondo, con un incremento di due milioni di elettori. Questa volta, il dato del primo turno è sceso addirittura al 51.37%, lasciando uno spiraglio aperto per la rimonta della candidata dell’opposizione.

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