Germania: Dietmar Woidke resta alla guida del Brandeburgo

Con oltre due mesi di ritardo rispetto alle elezioni del 1° settembre, Dietmar Woidke ha ottenuto l’investitura per un nuovo mandato alla guida del Brandeburgo.

Le elezioni del 1° settembre in Brandeburgo, uno dei Land che compongono la Germania, avevano destato non poche preoccupazioni tra gli analisti politici teutonici. I due partiti di riferimento, i socialdemocratici della SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) ed i cristiano-democratici della CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands) avevano infatti subito perdite ingenti, al pari della formazione di sinistra Die Linke.

Per la precisione, la SPD aveva ottenuto venticinque seggi, con una perdita di cinque scranni rispetto alla legislatura precedente, mentre la CDU aveva subito una flessione di sei deputati, fermandosi a quindici rappresentanti. Per quanto riguarda Die Linke, invece, il crollo era stato ancora più netto, passando da diciassette a dieci rappresentanti eletti. Tali risultati rendevano impossibile la conferma della coalzione di governo di centro-sinistra tra socialdemocratici e sinistra radicale, mettendo a repentaglio la conferma del cinquantottenne Dietmar Woidke, membro della SPD, alla guida dell’esecutivo locale dal 2013.

Al contrario, i risultati elettorali avevano sancito la crescita esponenziale del partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland), in grado di passare da undici a ventritré seggi, con un incremento di oltre undici punti percentuali. Successo anche per gli ecologisti (Bündnis 90/Die Grünen or Grüne), in grado di portare la propria rappresentanza a dieci seggi.

Esclusa la possibilità di una conferma della precedente coalizione tutta di centro-sinistra, le forze in campo hanno iniziato le contrattazioni per riuscira a formare una maggioranza di 45 seggi sugli 88 che compongono l’emiciclo del Brandeburgo. Ai colloqui hanno preso parte tutti i partiti ad esclusione di AfD. Alla fine, il 18 novembre è stato raggiunto l’accordo tra SPD, CDU e Verdi per la formazione della cosiddetta “Kenya Koalition“. Il 20 novembre, il socialdemocratico Woidke ha ottenuto la fiducia con 47 voti favorevoli, 37 contrari e 3 astensioni.

Risolto il nodo del Brandeburgo, in Germania restano ancora due Länder senza governo: la Sassonia, andata al voto il 1° settembre insieme al Brandeburgo, e la Turingia, dove invece le elezioni risalgono al 27 ottobre. I due capi di governo uscente sono rispettivamente il cristiano-democratico Michael Kretschmer e Bodo Ramelow, rappresentante di Die Linke.

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