Stati Uniti: i Democratici mantengono il controllo della Louisiana

L’ultimo importante appuntamento elettorale dell’anno negli Stati Uniti ha visto la conferma del democratico John Bel Edwards alla guida della Louisiana.

La politica statunitense è già tutta proiettata verso il 2020, anno delle prossime elezioni presidenziali. Nel frattempo, però, la Louisiana è andata al voto per l’ultimo importante confronto elettorale dell’anno, tenutosi su due turni il 12 ottobre ed il 16 novembre, con il confronto decisivo tra i due candidati più votati.

La sfida ha visto protagonisti il governatore uscente, il democratico John Bel Edwards, e lo sfidante repubblicano Eddie Rispone. Cinquantatreenne, ex capitano dell’esercito, Edwards ha ottenuto la conferma con il 51.3% delle preferenze, battendo l’avversario per poco più di quarantamila preferenze. Per la Louisiana si è trattato del confronto più serrato degli ultimi quarant’anni: bisogna tornare al 1979, infatti, per trovare una vittoria con uno scarto minore, quella del repubblicano Dave Treen sul democratico Louis Lambert, per appena novemila preferenze.

Edwards ha però rotto una sorta di “maledizione” per i governatori Dems della Louisiana: l’ultimo ad ottenere due mandati consecutivi, infatti, era stato l’omonimo – ma senza relazioni di parentela – Edwin Edwards, nel 1975. Insomma, per i Dems si tratta di un successo rilevante, salvo voler essere scaramantici: negli ultimi anni, infatti, il governatore della Louisiana è sempre stato di colore opposto rispetto al presidente degli Stati Uniti.

Il successo in Louisiana, al di là della curiosità sopra riportata, conferma il buon momento politico del Democratic Party, che solamente un paio di settimane prima aveva strappato ai Repubblicani il governo del Kentucky, con l’elezione di Andy Beshear, oltre ad imporsi nelle elezioni per la carica di sindaco in diverse città di primaria importanza (Charlotte, Indianapolis, Philadelphia, San Francisco). In quell’occasione, il Republican Party era riuscito a mantenere solamente il controllo del Mississippi. Ad ottobre, poi, i Democratici avevano vinto a Memphis, e prima ancora a Nashville, Kansas City, Denver, Dallas. Anche nella texana San Antonio, dove per la carica di sindaco possono concorrere solamente candidati indipendenti, il vincitore Ron Nirenberg è considerato come un elemento di posizioni progressiste.

Resta in bilico, almeno in teoria, il risultato della città texana di Houston, dove il sindaco democratico Sylvester Turner, noto come attivista per i diritti LGBT, cerca la conferma. Il suo sfidante nel ballottaggio di dicembre sarà Tony Buzbee, considerato come un “imitatore di Donald Trump“, che però ha raggiunto solamente il 28% delle preferenze, mentre Turner ha superato la soglia del 47%. In Texas, al contrario della maggioranza degli altri Stati, è necessario superare il 50% delle preferenze per vincere al primo turno, ma comunque la sfida a due non dovrebbe riservare grandi sorprese a Sylvester Turner, destinato ad ottenere un secondo mandato come i suoi colleghi del Partito Democratico nelle città sopra elencate.

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