Svizzera: completata la composizione del nuovo parlamento

In Svizzera, nonostante il calo, l’Unione Democratica di Centro resta la prima forza politica. Importante crescita per i partiti ecologisti, eletti anche due parlamentari comunisti.

Svoltesi lo scorso 20 ottobre, le elezioni federali svizzere si sono prolungate fino a pochi giorni fa, a causa dei diversi ballottaggi necessari in diversi cantoni. In palio c’erano i 200 seggi del Consiglio Nazionale ed i 46 scranni del Consiglio degli Stati.

Giusto al confronto elettorale con la maggioranza relativa dei seggi al Consiglio Nazionale, l’Unione Democratica di Centro (UDC; in tedesco Schweizerische Volkspartei – SVP, in francese Union Démocratique du Centre – UDC, in romancio Partida Populara Svizra – PPS) ha confermato la propria posizione di prima forza politica del Paese, non senza accusare un importante calo. La formazione di centro-destra guidata da Albert Rösti (in foto) ha infatti ottenuto il 25.6% delle preferenze, eleggendo 53 rappresentanti, dodici in meno rispetto alla precedente legislatura.

Minore, ma comunque rilevante, la flessione per le altre due forze politiche più importanti del Paese. Per quanto riguarda il centro sinistra, il Partito Socialista Svizzero (PS; in tedesco Sozialdemokratische Partei der Schweiz – SP, in francese Parti Socialiste Suisse PS e in romancio Partida Socialdemocrata de la Svizra) ha chiuso con il 16.8% delle preferenze, e trentanove scranni conquistati, con una perdita di quattro unità. Quattro sono i seggi persi anche per il Partito Liberale Radicale – I Liberali Radicali (in francese Parti Liberal Radical – Les Libéraux-Radicaux; in tedesco Freisinnig-Demokratische Partei. Die Liberalen; in romancio Partida Liberal Democratica. Ils Liberals), che ha eletto ventinove rappresentanti.

Gli analisti politici elvetici ed internazionali hanno invece sottolineato soprattutto il successo dei partiti ecologisti. Spettacolare la crescita del Partito Ecologista Svizzero (I Verdi) (in tedesco Grüne Partei der Schweiz (Grüne); in francese Parti écologiste suisse (Les verts); in romancio Partida ecologica svizra (La Verda)), che ha praticamente raddoppiato i propri consensi, raggiungendo il 13.2% ed eleggendo ventotto deputati contro gli undici della precedente legislatura. Bene anche il Partito Verde Liberale della Svizzera (in tedesco Grünliberale Partei der Schweiz, in francese Parti Vert’libéral Suisse), salito al 7.8% con sedici scranni conquistati, nove in più rispetto a cinque anni fa.

Da notare invece la performance del Partito Popolare Democratico (PPD; in francese Parti démocrate-chrétien – PDC, in tedesco Christlichdemokratische Volkspartei – CVP e in romancio Partida cristiandemocratica svizra), che elegge venticinque deputati al Consiglio Nazionale (11.4%), ma che allo stesso tempo risulta essere la formazione con il maggior numero di rappresentanti al Consiglio degli Stati, tredici, grazie all’elezione su base cantonale dei membri di questa camera.

La composizione del Consiglio degli Stati, infatti, risulta decisamente differente rispetto a quella del Consiglio Nazionale. Oltra ai tredici rappresentanti del PPD, vi troviamo dodici membri dei Liberali Radicali, nove socialisti, solamente sei popolari e cinque verdi, oltre ad un eletto indipendente.

Tornando alla camera bassa, invece, l’emiciclo è completato da tre eletti del Partito Borghese Democratico (PBD; in tedesco Bürgerlich-Demokratische Partei – BDP, in francese Parti bourgeois démocratique Suisse – PBD e in romancio Partida burgais democratica Svizra -PBD), tre del Partito Evangelico Svizzero (PEV; in tedesco Evangelische Volkspartei der Schweiz, in francese Parti Evangelique Suisse, in romancio Partida evangelica da la Svizra), ed uno a testa per i marxisti del Partito del Lavoro – Partito Operaio e Popolare (PdL – POP; in tedesco Partei der Arbeit der Schweiz; in francese Parti Suisse du Travail – Parti Ouvrier et Populaire; in romancio Partida svizra da la lavur), per i trotzkisti della lista solidaritéS, per l’Unione Democratica Federale (UDF; in tedesco Eidgenössisch-Demokratische Union – EDU) e per la Lega dei Ticinesi.

Guidato da Gavriel Pinson, il Partito del Lavoro ha confermato con successo la propria presenza in parlamento, permettendo anche al partito alleato solidaritéS di ottenere uno scranno. Rispetto all’unico seggio conquistato quattro anni fa, saranno dunque due i parlamentari comunisti in Svizzera per la nuova legislatura. “In parlamento, vogliamo fungere da megafono per sostenere gli interessi delle classi popolari, per far crescere la coscienza e l’organizzazione del movimento che cambia lo stato di cose presenti“, si legge sul sito ufficiale del PdL.

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