Etiopia: passa il referendum per l’autonomia del popolo Sidama

Il 20 novembre la cosiddetta “zona Sidama”, abitata dall’omonimo popolo, ha votato in favore di un referendum per ottenere una maggiore autonomia dal governo di Addis Abeba.

Il popolo Sidama rappresenta l’etnia numericamente maggioritaria nell’Etiopia meridionale, la quinta più popolosa sulle ottanta etnie che abitano l’intero territorio etiope. In totale, i Sidama sono quasi tre milioni di persone, e rappresentano il 4% della popolazione del Paese; per fare un paragone, l’etnia maggioritaria, quella degli Oromo, conta 29.5 milioni di persone (dati per difetto, risalenti al censimento del 2007).

Ad ogni modo, la popolazione Sidama è storicamente concentrata nella cosiddetta “Zona Sidama”, inserita nella regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, che condivide con altre quarantaquattro etnie. La Zona Sidama è particolarmente importante in quanto principale produttrice di caffè, che rappresenta una voce fondamentale nelle esportazioni etiopi, oltre a concentrare una buona dose delle riserve idriche del Paese.

Popolazione molto antica, la cui storia risale almeno al IX secolo, i Sidama sono stati a fasi alterne inseriti all’interno dell’impero etiope, fino a quando, nel 1880, Menelik II ha definitivamente conquistato l’area abitata da questa etnia. Dopo decenni di repressione, l’attuale legislazione etiope riconosce l’eredità culturale specifica del popolo Sidama, ed ammette l’insegnamento e l’utilizzo della lingua locale, il Sidamigna, in qualsiasi area del Paese. Tuttavia, la popolazione Sidama ha molte volte richiesto una maggiore autonomia al governo centrale di Addis Abeba, appoggiandosi sulla forma federale prevista dalla Costituzione.

Nel mese di agosto, il governo del primo ministro Abiy Ahmed, in carica dall’aprile 2018, ha garantito alla Zona Sidama un referendum per l’autonomia. Dopo alcuni rinvii e non pochi scontri registrati nell’area interessata, con almeno diciassette vittime registrate, il referendum ha finalmente avuto luogo il 20 novembre. Senza sorprese, la popolazione locale si è largamente espressa in favore dell’autonomia, con il 98.52% delle preferenze ed un’affluenza alle urne del 99.86%. Le operazioni di voto si sono svolte pacificamente.

L’esito di questo referendum significa che l’attuale Zona Sidama diventerà la decima entità federata che forma l’Etiopia, con la possibilità di adottare una propria Costituzione regionale e di istituire un proprio Consiglio regionale, godendo dunque di tutti i benefici e del massimo grado di autonomia previsti dalla Costituzione etiope. La capitale provvisoria del nuovo Stato regionale sarà situata ad Awassa per i prossimi dieci anni. Awassa, attuale capoluogo della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, si trova in realtà fuori dal territorio Sidama, e dunque nei prossimi dieci anni dovrà essere scelta una capitale definitiva all’interno dello Stato regionale.

Abiy Ahmed, il primo ministro che ha puntato molto sulla concessione dell’autonomia al popolo Sidama, ha dichiarato che “il referendum dei Sidama rappresenta un’espressione del processo di democratizzazione intrapreso dall’Etiopia“. Dal canto loro, alcuni rappresentanti delle etnie minoritarie che vivono nel territorio dei Sidama hanno manifestato il timore di subire discriminazioni da parte degli stessi Sidama.

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