Uruguay: Frente Amplio battuto dopo quindici anni

Il ballottaggio delle presidenziali in Uruguay ha incoronato il candidato del centro-destra Luis Lacalle Pou, che entrerà in carica a marzo. Battuta la coalizione di sinistra del Frente Amplio.

I mandati presidenziali di Tabaré Vázquez e dell’emblematico José Mujica avevano trasformato l’Uruguay, negli ultimi quindici anni, in un Paese simbolo per i progressisti sudamericani. Dal marzo 2020, però, la destra tornerà a governare la “Svizzera sudamericana”, come sancito dai risultati del ballottaggio del 24 novembre.

A salire alla presidenza in quella data sarà l quarantaseienne Luis Alberto Lacalle Pou (in foto), rappresentante del Partido Nacional (PN), forza conservatrice e liberista, che negli ultimi anni ha rappresentanto la principale forza di opposizione al governo. Lacalle, infatti, ha ottenuto il 50.62% delle preferenze al secondo turno, conquistando la carica che suo padre, Luis Alberto Lacalle, aveva occupato dal 1990 al 1995, sempre in rappresentanza del PN.

La vittoria del candidato della destra è stata davvero risicata nei confronti del sessantaduenne Daniel Martínez, proveniente dalla fila del Partido Socialista del Uruguay, lo stesso del presidente uscente Vázquez, sotto il quale ha già ricoperto il ruolo di ministro dell’Industria e dell’Energia tra il 2008 ed il 2009. Con il 49.38% delle preferenze, Martínez è stato battuto per appena 31.000 preferenze.

L’esito di queste elezioni rappresenta comunque un’importante sconfitta per la coalizione di sinistra, il Frente Amplio, sconfitto per la prima volta dopo quindici anni. Questo cartello aveva avuto il merito di sconfiggere le destre liberiste riunendo tutte le formazioni progressiste, da quelle riformiste fino a quelle più radicali, includendo anche la partecipazione del Partido Comunista del Uruguay, guidato dall’agronomo e senatore Eduardo Lorier. Tale collage aveva permesso al governo di adottare riforme economiche, sociali e civili con pochi eguali nel continente sudamericano, legalizzando l’aborto, i matrimoni omosessuali e la vendita di marijuana.

Nonostante l’ammissione della sconfitta, va sottolineato come la destra abbia dovuto concentrare tutti i propri sforzi per ottenere una vittoria comunque esigua. Come dimostrato dalle elezioni legislative, tenutesi in contemporanea con il primo turno delle presidenziali, il Frente Amplio resta comunque la formazione più rappresentata in entrambe le camere del parlamento, avendo conquistato la maggioranza relativa sia alla Camera dei Deputati, con 42 seggi su 99, che al Senato, con tredici senatori eletti su trenta scranni disponibili.

Appena incassata la vittoria elettorale, come da copione, Luis Alberto Lacalle Pou ha dichiarato che imporrà al Paese una netta svolta in politica estera, ammettendo praticamente la propria volontà di allineamento nei confronti degli Stati Uniti, in particolare sulla questione venezuelana.

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