Cina: ancora ingerenze straniere su Hong Kong

Denunciamo ancora una volta le ingerenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti, nelle questioni riguardanti Hong Kong, che rappresentano unicamente una questione di politica interna cinese.

Non si placano, da parte delle potenze occidentali, le operazioni mediatiche e politiche di ingerenze nelle questioni politiche cinesi riguardanti il territorio di Hong Kong. Questa volta, il nuovo pretesto sono stati i risultati delle recenti elezioni locali nell’ex colonia britannica, che hanno effettivamente visto il successo delle forze contrarie al governo di Carrie Lam, spalleggiato da Pechino.

In base ai risultati elettorali del 24 novembre, si è registrato un vero e prorio ribaltamento degli equilibri politici di Hong Kong: quello che dai media viene chiamato fronte “pro-democrazia”, infatti, ha conquistato il 57.10% delle preferenze, portando a casa 388 seggi, 265 in più rispetto a quanto accaduto nelle precedenti elezioni; al contrario, il cosiddetto fronte “pro-Pechino” si è fermato al 42.06% dei suffragi, eleggendo solamente 62 candidati, che diventano 89 considerando i membri ex-officio.

I media occidentali si sono concentrati unicamente sulla grande disparità dei seggi conquistati, dimenticando di citare che più del 42% degli elettori ha comunque espresso una preferenza per i partiti filocinesi. Inoltre, i risultati di questa tornata elettorale dovrebbero essere intesi come dimostrativi di un alto grado di libertà di voto garantita ai cittadini di Hong Kong, contraddicendo la vulgata che vorrebbe un controllo oppressivo del governo di Pechino sull’ex colonia britannica.

L’occasione mediaticamente importante delle elezioni locali è comunque stata colta al volo da Washington, visto che gli Stati Uniti di Donald Trump si sono affrettati ad approvare il cosiddetto Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che di fatto rappresenta una forma di ingerenza a viso aperto nelle questioni della politica interna cinese. Non è un caso che tra i principali sostenitori di questa mossa ci siano gli stessi politici statunitensi che da anni si spendono contro i governi antimperialisti del continente americano, come Cuba ed il Venezuela, a partire dal tristemente noto senatore Marco Rubio.

Indipendente dalle idee che si possono avere sulla questione di Hong Kong, una cosa deve essere chiara ed incontrovertibile: immischiarsi negli affari di Hong Kong adottando una legge nazionale è un palese atto di interferenza negli affari interni della Cina che viola il diritto internazionale e le norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali. In questo caso, oltretutto, anche i Democratici hanno dimostrato ancora una volta di essere completamente allineati all’imperialismo dei Repubblicani, come dimostrato dalla posizione assunta dalla presunta progressista Nancy Pelosi.

La scusa dei “diritti umani” è stata ancora una volta sfoderata a sproposito al servizio degli interessi politici a stelle e strisce. Nel corso degli ultimi decenni, al fine di salvaguardare il proprio dominio globale, Washington ha ripetutamente creato turbolenze e fomentato rivolte contro governi legittimi in molte parti del mondo, lasciando poi le popolazioni locali in una situazione di caos a tempo indeterminato.

Nel frattempo, le continue turbolenze e violenze che hanno messo Hong Kong a ferro e fuoco negli ultimi mesi stanno portando il regione amministrativa speciale cinese in uno stato di decrescita economica. Hong Kong, infatti, registrerà con ogni probabilità, il suo primo deficit di bilancio degli ultimi quindici anni. Lo stato d’assedio nel quale si trova la città, come testimoniato dal rallentamento delle vendite al dettaglio e degli arrivi dei turisti, avrebbe causato danni pari a due punti percentuali di crescita della produzione. L’ultima crisi economica di tale portata per Hong Kong si era registrata dal 2001 al 2004, quando la regione era stata gravemente colpita dell’epidemia di SARS.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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