Papua Nuova Guinea: l'isola di Bougainville vota per l'indipendenza

Con un lungo processo referendario, gli abitanti di Bougainville si sono espressi a favore dell’indipendenza dalla Papua Nuova Guinea.

Il mondo potrebbe presto avere un nuovo Stato indipendente: si tratta di Bougainville, regione autonoma della Papua Nuova Guinea, che ha espresso la propria volontà di staccarsi dal governo di Port Moresby attraverso un referendum tenutosi tra il 23 novembre ed il 7 dicembre.

Situata ad est della Nuova Guinea, la regione autonoma di Bougainville comprende l’omonima isola, l’isola di Buka ed una serie di isolotti ed atolli in gran parte disabitati. Quest’area fu al centro di una sanguinosa e lunga guerra civile tra il 1988 ed il 1998, per via del confronto tra una forza separatista, la Bougainville Revolutionary Army (BRA), e l’esercito regolare del governo di Port Moresby, denominato Papua New Guinea Defence Force (PNGDF).

Dopo dieci anni di conflitti, la guerra si concluse con un bilancio di almeno 15.000 morti, che salgono fino a 20.000 secondo alcune fonti, su una popolazione della regione che oggi sfiora i 250.000 abitanti. A condurre i negoziati di pace fu il governo della Nuova Zelanda e, nel 2000, si raggiunse l’accordo per il disarmo e la proclamazione della regione autonoma di Bougainville, alla quale venne attribuito un grande margine di manovra rispetto al governo centrale.

Lo stesso accordo di pace prevedeva lo svolgimento di un referendum non vincolante circa lo status dell’isola, con la possibilità per i votanti di optare per l’indipendenza della regione. Come prevedibile, il referendum ha dato un esito nettamente positivo per quest’ultima opzione, con il 98.31% degli elettori che ha espresso un parere favorevole all’indipendenza, corroborato da un’alta affluenza alle urne (87.59%), mentre meno del 2% ha preferito l’opzione “maggiore autonomia”.

Sebbene il referendum non abbia carattere vincolante, tutti gli analisti concordano nel dire che un risultato così nettamente favorevole all’indipendenza non potrà essere ignorato dal governo centrale. Ad ogni modo, l’indipendenza di Bougainville non arriverà in tempi brevi: nei primi mesi del 2020 dovrebbero iniziare i negoziati tra il premier della Papua Nuova Guinea, James Marape, ed il governo regionale, guidato da John Momis. Marape, in particolare, teme che il risultato di Bougainville possa portare ad una serie di referendum secessionisti in altre regioni del Paese, con il rischio di smembrare completamente la Papua Nuova Guinea.

Nel frattempo, il governo cinese ha già portato il proprio sostegno alla causa indipendentista di Bougainville, ed è pronto ad inglobare il potenziale nuovo Stato nella Belt and Road Initiative (BRI). Pechino ha già dichiarato la propria disponibilità per costruire un aeroporto e nuove infrastrutture sull’isola separatista.

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