Israele: Benjamin Netanyahu vince le primarie, ma i guai non sono finiti

Benjamin Netanyahu ha vinto le primarie e resta a capo del Likud, ma la triplice accusa di corruzione e le prossime elezioni politiche potrebbero ancora sancirne la fine.

Per Benjamin Netanyahu, gli ultimi mesi hanno rappresentato un continuo tirare avanti, sperando che non arrivasse l’ora della fine. Fino a questo momento, il primo ministro israeliano è riuscito a sopravvivere, nonostante due tornate elettorali che hanno visto il suo partito in progressiva perdita. Il premier più longevo della storia di Israele ha approfittato dello stallo politico e dell’impossibilità di formare un nuovo governo per restare primo ministro ad interim fino al prossimo tentativo, che avrà luogo a marzo.

La testa di Netanyahu, in effetti, potrebbe cadere in qualsiasi momento, visti i tre processi nei quali è imputato con l’accusa di corruzione, e con elementi abbastanza pesanti che sembrano provare la sua colpevolezza. Fino ad ora, “Bibi” è riuscito a sottrarsi al tribunale solamente grazie all’immunità che gli deriva dalla sua posizione di premier. Proprio per questo, un passaggio decisivo è stato rappresentanto dalle primarie del suo partito, il Likud (in ebraico: ליכוד, cioè “consolidamento”): perdendone il controllo, Netanyahu sarebbe stato costretto ad abbandonare la guida del governo anche in caso di vittoria alle elezioni di marzo.

Il suo avversario principale nella sfida interna era l’ex giornalista Gideon Sa’ar, già parlamentare dal 2003 al 2014, nonché ministro dell’istruzione (2009-2013) e degli affari interni (2013-2014), scelto in queste posizioni dallo stesso Netanyahu. Dopo una parentesi di qualche anno, Sa’ar è stato rieletto nella Knesset quest’anno, annunciando la propria intenzione di sfidare Netanyahu alle primarie del Likud.

L’esito delle primarie ha però regalato una schiacciante vittoria a Netanyahu, in grado di ottenere il 72.50% dei voti. “Bibi” dunque sarà il leader del partito anche in vista della prossima tornata elettorale, che per Israele sarà la terza in meno di un anno.

Tra i primi a reagire al risultato delle primarie, Benny Gantz, grande avversario di Netanyahu e leader del partito Blu e Bianco (כחול לבן, Kahol Lavan): “Sembra che l’imputato Netanyahu, che sta conducendo lo Stato di Israele lungo un percorso di corruzione, continuerà a guidare Likud“, ha dichiarato il leader dell’opposizione. “Queste elezioni richiedono che mettiamo uno specchio davanti al ‘partito Netanyahu’, facendo una scelta per l’unità, la dignità e la riconciliazione interna“, ha concluso.

Considerando che le ultime due elezioni hanno visto la sfida tra Netanyahu e Gantz risolversi in un sostanziale pareggio, con l’impossibilità di formare una maggioranza di governo, molti analisti politici temono che il ripetersi del duello tra i due Benjamin possa terminare con il medesimo esito, acuendo ulteriormente la crisi politica del Paese. Solamente un peggioramento della situazione giudiziaria del primo ministro in carica potrebbe invece far pendere la bilancia in favore di Gantz, ponendo fine al lungo predominio di Netanyahu sulla politica israeliana.

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