Tunisia: nasce il nuovo governo, Habib Jemli premier

Tre mesi dopo le elezioni legislative dello scorso 6 novembre, la Tunisia ha un nuovo governo. L’esecutivo sarà guidato da Habib Jemli, ed è stato presentato come un governo tecnico.

Le elezioni dello scorso 6 ottobre in Tunisia avevano visto lo storico partito Ennahda (Ḥarakat al-Nahḍa, lett. Movimento della Rinascita) ottenere la maggioranza relativa dei seggi, ma con un deciso calo rispetto alla precedente legislatura. La frammentazione dei seggi tra ben venti partiti aveva reso impossibile la formazione di un governo senza ricorrere a contrattazioni e compromessi tra le forze politiche.

Essendo comunque la forza politica di maggioranza relativa, Ennahda aveva indicato il nome Zied Ladhari, ministro dello sviluppo nel governo uscente ed esponente della giovane guardia del partito, come possibile premier. Le contrattazioni ufficiali hanno avuto inizio il 25 ottobre, con al convocazione da parte del neoeletto presidente, Kaïs Saïed, dei leader delle principali formazioni entrate in parlamento. Il 15 novembre, il capo di Stato ha incaricato il sessantenne Habib Jemli, ufficialmente indipendente ma legato a sua volta ad Ennahda, di formare il governo.

Ex segretario di Stato per l’agricoltura tra il 2011 ed il 2014, Jemli ha inizialmente faticato a trovare i voti necessari per raggiungere la maggioranza, incassando il rifiuto di due partiti importanti, come Corrente Democratica e Movimento del Popolo, che controllano rispettivamente ventidue e quindici seggi in parlamento.

A questo punto, Jemli non ha avuto altra scelta se non quella di rivolgersi al partito Al Cuore della Tunisia (Au cœur de la Tunisie; Qalb Tounes), formazione di centro-sinistra fondata quest’anno da Nabil Karoui. Con i 52 seggi di Ennahda ed i 38 del partito di Karoui, infatti, Jemli avrebbe potuto contare sull’appoggio dei due partiti più importanti del Paese, rendendo di fatto impossibile il fallimento del governo.

Gli ultimi nodi sono stati sciolti con l’inizio del nuovo anno, ed il 2 gennaio il premier designato Jemli ha potuto comunicare la nascita del nuovo esecutivo. Oltre ai due partiti citati in precedenza, il governo Jemli sarà sostenuto dal Forum Democratico per il Lavoro e le Libertà (al-Takattul al-Dīmuqrāṭī min ajl al-ʿAmal wa l-Ḥurriyyāt; Ettakatol – Forum démocratique pour le travail et les libertés, FDTL), meglio noto come Ettakatol, ed esternamente da Hizb Errahma (Partito della Misericordia) e da Al Karama (Coalizione della Dignità).

Il primo ministro Jemli, che dovrebbe ufficialmente entrare in carica il prossimo 10 gennaio, ha presentato la propria squadra come governo tecnico, composto dal alcuni elementi indipendenti ma anche da uomini che hanno già ricoperto cariche ministeriali in passato. Tra i nomi più contestati, vale la pena di citare quello di Fadel Abdelkefi, nominato ministro dello sviluppo e della cooperazione internazionale, posizione che aveva già occupato sotto il precedente governo, presieduto da Youssef Chahed. Abdelkefi si era poi dimesso perché implicato in un caso giudiziario, dal quale sarebbe poi stato assolto.

Una figura di spicco all’interno della squadra di governo è sicuramente quella di Chiraz Tlili, magistrato e presidente di sezione presso la Corte dei conti, nominato ministro del servizio pubblico, della governance e della lotta alla corruzione. Tra coloro che invece effettuano un ritorno al governo, troviamo René Trabelsi, ministro del turismo in carica da novembre 2018 e confermato in questa posizione, o ancora Bechir Zaâfouri, nominato ministro del commercio, posto che aveva occupato tra il 2011 ed il 2012.

In tutto, il governo sarà formato da ben ventotto ministri e tredici segretari di Stato.

LA SQUADRA DEL GOVERNO JEMLI

Primo ministro – Habib Jemli

Ministri

1- Hedi Guediri, ministro della giustizia
2- Imed Derouiche, Ministro della difesa nazionale
3- Sofiane Seliti, Ministro degli Interni
4 – Khaled Sehili, ministro degli affari esteri
5 – Rachid Tabbakh, ministro degli affari religiosi
6 – Abderrahamane Khocthali, ministro delle finanze
7 – Fadhel Abdelkéfi, ministro dello sviluppo, degli investimenti e della cooperazione internazionale
8 – Mongi Marzoug, ministro dell’industria, dell’energia e delle miniere
9 – Béchir Zaafouri, ministro del Commercio
10 – Noureddine Selmi, ministro degli affari locali e dell’ambiente
11 – Kamel Hajjem, ministro della pubblica istruzione
12 – Slim Choura, ministro dell’istruzione superiore e della ricerca scientifica
13 – Hassen Chourabi, ministro dell’agricoltura, delle risorse idriche e della pesca
14 – Raoudha Jabbari Larbi, ministro delle attrezzature, dell’edilizia abitativa e della pianificazione del territorio
15 – Mustapha Ferjani, ministro della sanità
16 – Sayed Blel, ministro degli affari sociali
17 – Houcine Debbech, ministro della formazione professionale e dell’occupazione
18 – René Trabelsi, ministro del turismo e dell’artigianato
19 – Sami Smaoui, ministro dell’informatica e dell’economia digitale
20 – Jamel Gamra, ministro dei trasporti e della logistica
21 – Abdellatif Missaoui, ministro dei settori statali e degli affari terrestri
22 – Fathi Haddaoui, ministro della cultura
23 – Tarek Dhiab, ministro della gioventù e dello sport
24 – Nabha Bessrour, ministro delle donne, della famiglia e dei bambini
25 – Chiraz Tlili, ministro del servizio pubblico, della lotta contro l’appropriazione indebita
26 – Ali Chebbi, ministro del capo del governo, incaricato degli affari economici
27 – Mohamed Hédi Bchir, ministro del capo del governo, responsabile del monitoraggio e della valutazione delle azioni del governo
28 – Lobna Jeribi, ministro del capo del governo, responsabile delle relazioni con l’ARP

Segretari di Stato

1 – Abdessalem Abbes, sottosegretario di Stato presso il ministro delle finanze
2 – Sana Skhiri, sottosegretario di Stato presso il ministro degli affari esteri, incaricato della diplomazia economica e dei tunisini all’estero
3 – Noureddine Kaabi, sottosegretario di Stato presso il ministro degli affari locali e dell’ambiente, responsabile dello sviluppo e della cooperazione internazionale
4 – Faten Belhédi, sottosegretario di Stato presso il ministro del commercio, incaricato del commercio interno
5 – Abdelamjid Ben Amara, segretario di Stato presso il Ministro dell’industria, dell’energia e delle miniere, responsabile delle piccole e medie impese
6 – Riadh Dabbou, segretario di Stato presso il ministro degli affari locali e dell’ambiente
7 – Mohamed Ali Ben Abdallah, segretario di Stato presso il ministro dell’agricoltura, delle risorse idriche e della pesca
8 – Maha Aissaoui, sottosegretario di Stato presso il ministro della sanità
9 – Mohamed Chiha, sottosegretario di Stato presso il ministro degli affari sociali
10 – Fathi Bayar, sottosegretario di Stato presso il ministro della gioventù e dello sport, responsabile della gioventù
11 – Sihem Ayadi, segretario di Stato presso il ministro della gioventù e dello sport, responsabile dello Sport
12 – Najet Nefzi, sottosegretario di Stato presso il ministro del turismo e dell’artigianato, incaricato dell’artigianato
13 – Kaouther Saied, sottosegretario di Stato presso il ministro dell’istruzione superiore e della ricerca scientifica

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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