Sint Maarten: il centro-sinistra vince le elezioni

Le elezioni nel territorio caraibico appartenente ai Paesi Bassi hanno visto la vittoria del centro-sinistra e del primo ministro Silveria Jacobs.

Sint Maarten è una delle quattro nazioni costitutive del Regno dei Paesi Bassi (oltre ad Aruba, Curaçao ed ai Paesi Bassi stessi), il cui territorio è costituito dalla parte meridionale dell’isola di Saint Martin, situata nel sud del Mare Caraibico. La parte settentrionale dell’isola, denominata Saint-Martin, è infatti una collettività d’oltremare dipendente dalla Francia.

Abitato da poco più di 33.000 persone, il piccolo territorio olandese gode di un’ampia autonomia riguardante tutte le materie ad esclusione della politica estera e della difesa, che sono invece di competenza unitaria del Regno dei Paesi Bassi. Proprio per questo, il governo locale assume un’importanza particolare, potendo agire anche su materie importanti come la sanità, l’istruzione o i trasporti.

Negli ultimi mesi, Sint Maarten ha vissuto un periodo politicamente burrascoso, con l’avvicendarsi di tre governi, situazione che ha portato alle elezioni anticipate dello scorso 9 gennaio. Ad inizio 2018, in seguito alle elezioni generali, Leona Marlin-Romeo era stata incaricata di guidare il governo, essendo la leader del partito con il maggior numero di seggi, i Democratici Uniti (United Democrats – Verenigde Democraten). Già nel mese di giugno, tuttavia, l’esecutivo era entrato in crisi, portando il primo ministro a formare un nuovo governo, prima di cederne le redini a Wycliffe Smith, subentrato nell’ottobre del 2019.

Il mese di novembre ha segnato la crisi definitiva del governo formato dai Democratici Uniti e dal Partito Cristiano di Sint Maarten (Sint Maarten Christian Party), quello di Smith. Silveria Jacobs è così stata nominata primo ministro, alla testa di un esecutivo di minoranza sostenuto dal suo partito, Alleanza Nazionale (National Alliance – Nationale Alliantie), e da alcuni deputati indipendenti.

Tale situazione ha reso inevitabili le elezioni, anticipate di due anni. Alleanza Nazionale, che, a differenza di quello che questo nome evoca in Italia, si posiziona nell’area socialdemocratica e progressista, ha ottenuto la prima posizione con il 35.20% dei consensi, passando da cinque a sei seggi in un emiciclo composto da quindici scranni.

Dopo l’esperienza di governo, i Democratici Uniti hanno visto i propri consensi crollare dal 42% di due anni fa all’8.72%, eleggendo un solo deputato contro i sette della precedente legislatura, mentre il Partito Cristiano è uscito dal parlamento, raccogliendo solo il 5.64% delle preferenze. Fanno il loro ingresso in parlamento, invece, il Partito Popolare Unito (United People’s Party – Verenigde Volkspartij), con quattro seggi (24.24%), ed il Partito per il Progesso (Party for Progresso), formato quasi esclusivamente da giovanissimi, con due (10.56%). Conferma i propri due eletti, infine, il Partito Unito di Sint Maarten (United St. Maarten Party), che ottiene il 13.19%.

L’11 gennaio, Alleanza Nazionale ha ufficialmente annunciato di aver trovato un accordo con il Partito Popolare Unito: le due formazioni più votate la nuova coalizione di governo, ancora sotto la guida del primo ministro Silveria Jacobs.

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