Irlanda: l’analisi elettorale del Partito Comunista

In seguito all’ufficializzazione dei risultati delle elezioni irlandesi dell’8 febbraio, il Communist Party of Ireland ha pubblicato un comunicato in cui analizza i risultati elettorali e propone una strategia da seguire per le forze di sinistra e per la classe lavoratrice. Di seguito la traduzione integrale del comunicato.

I risultati delle elezioni generali per il 33° Dáil [1] hanno confermato le crescenti frustrazioni all’interno della classe lavoratrice e la necessità di politiche economiche e sociali alternative. È il riflesso di un’importante crescita della coscienza di classe, che deve essere coltivata e ulteriormente sviluppata.

Il declino dei due principali partiti dell’establishment, Fianna Fáil e Fine Gael, che hanno dominato la vita politica di questo stato per oltre otto decenni, è di importanza sismica. Sono stati sconfitti dalla presentazione di una piattaforma economica e sociale alternativa di sinistra.

Questo risultato elettorale è maturato sul rifiuto dell’austerità imposta dall’UE e delle politiche che privilegiano le esigenze del capitale, dei ricchi e dei potenti, a spese dei lavoratori, delle politiche promosse da tutti i partiti dell’establishment, compreso il Partito Laburista, e i media dello stesso establishment. Arriva in seguito alle lotte popolari su acqua, alloggio, salute, abrogazione dell’ottavo emendamento [2] e matrimonio egualitario.

Le elezioni hanno solo confermato che l’alloggio, la sanità, le pensioni e l’assistenza all’infanzia erano questioni centrali che hanno avuto un grande impatto sulla classe lavoratrice.

I decenni di austerità tra UE e Troika hanno messo a dura prova le vite dei lavoratori, attraverso i tagli selvaggi alla sanità ed le spese abitative e sociali in generale, nonché le condizioni di lavoro che diventano più difficili e faticose.

I lavoratori hanno inferto un duro colpo politico ai partiti dell’establishment e hanno chiaramente affermato che vogliono una vera trasformazione, che richiedono cambiamenti sociali ed economici a beneficio loro, delle loro famiglie e delle comunità. Stanno chiedendo l’implementazione di politiche economiche più profonde che trasformino le reali condizioni materiali che vivono quotidianamente e non sdegnose dichiarazioni da pubbliche relazioni.

La classe operaia si arrabbia per la precarietà della propria vita e per la diffusione di precarie pratiche di lavoro da parte dei datori di lavoro, grandi e piccoli, per il tempo speso a stare in coda per ricevere cure mediche urgenti o sdraiati sulle barelle nei corridoi degli ospedali, mentre quelli che possono permettersi la sanità privata saltano la coda.

Il fatto che Sinn Féin possa aver temporaneamente conquistato la maggioranza del voto popolare, relegando i due principali partiti dell’establishment al secondo e terzo posto, è un importante passo avanti e dovrebbe essere accolto con favore da tutte le forze di sinistra e progressiste. Ma il suo ruolo nell’esecutivo dell’Irlanda del Nord e l’imposizione di politiche sociali ed economiche promosse dallo stato britannico, che hanno provocato grandi difficoltà alla classe operaia nel nord dell’Irlanda, tanto aspre quanto quelel imposte dai partiti dell’estabilishment nello Stato del sud, non sono di buon auspicio per qualsiasi allontanamento radicale dal sistema esistente, politicamente e moralmente fallito.

Negli ultimi otto decenni, i due principali partiti dell’establishment hanno ottenuto oltre l’80% del sostegno elettorale; ora riescono a malapena a raccoglierne il 40%. Chiaramente la classe lavoratrice ha usato le elezioni per massimizzare la voce di sinistra nel Dáil, che è un’altra indicazione della crescita della coscienza di classe.

Le formazioni politiche di Solidarity – People Before Profit [3] devono la riduzione dei propri TD [4], in misura non trascurabile, al massiccio avanzo e al trasferimento di voti dal Sinn Féin. Il settarismo politico e l’opportunismo di questi gruppi hanno dimostrato di essere la loro rovina ed è un fattore significativo nel declino dei loro voti di prima preferenza.

Un altro fattore che sta allontanando le persone dai partiti dell’establishment per cercare una risposta seria da parte di un governo di sinistra è la crescente consapevolezza della crisi ambientale e la consapevolezza che il governo non avrebbe mai sfidato potenti interessi economici e politici radicati. Ciò ha comportato un maggiore sostegno al Green Party.

Sinn Féin è riuscito a catturare questa rabbia presentandosi come il partito in grado di offrire quei miglioramenti reali e significativi che la nostra gente richiede così disperatamente, in settori come l’alloggio, la sanità e i diritti dei lavoratori, nonostante il ruolo dei media dell’establishment e i loro attacchi concentrati su eventuali possibili politiche economiche alternative. I partiti politici e i mass media dell’establishment continuano i loro tentativi di banalizzare o demonizzare le aspirazioni democratiche nazionali, inclusa la riunificazione dell’Irlanda.

Il risultato elettorale ha il potenziale per portare in cima all’agenda politica la questione centrale di chi ha il controllo del potere politico ed economico in Irlanda.

Nei prossimi mesi membri e sostenitori di Sinn Féin e della classe operaia in generale assisteranno alla strategia in atto dell’establishment di incorporare Sinn Féin nel sistema, di renderlo responsabile e agire “nell’interesse nazionale”, e di fargli fare il suo dovere nei confronti di coloro che hanno ricchezza e potere economico.

Abbiamo visto cosa succede ai partiti di sinistra e radicali quando entrano nei governi di coalizione con i partiti dell’establishment. Ciò può solo rivitalizzare il partito dell’establishment e demoralizzare i lavoratori, seminando confusione e disfattismo.

Fianna Fáil e Fine Gael potrebbero tentare di salvare il loro potere in declino e la loro influenza politica attraverso una qualche forma di coalizione. Spetta alla sinistra all’interno del Dáil, e a Sinn Féin come componente principale, mobilitare la classe lavoratrice per garantire che sia garantita l’alternativa di un governo di sinistra progressista così richiesto dalla classe lavoratrice.

Nelle prossime settimane assisteremo alle negoziazioni dietro le quinte e agli accordi sul retro che verranno messi insieme per vedere quale combinazione di partiti formerà il prossimo governo. L’opportunismo del Partito Laburista, dei socialdemocratici e del Partito Verde li renderà molto propensi a formare o sostenere un governo con Fianna Fáil.

 Mentre i comunisti irlandesi accolgono con favore questi sviluppi progressisti, siamo consapevoli della storia delle lotte di classe e della lotta per l’indipendenza e la sovranità nazionali, di quanto facilmente le richieste e l’energia dei lavoratori siano state soffocate in passato, promuovendo la fede cieca che il il solo sistema elettorale può offrire un cambiamento reale o duraturo.

I lavoratori non possono permettersi di sedersi e permettere al nostro futuro di essere deciso da accordi sottobanco. Dalle lotte più recenti sappiamo come l’energia e le richieste relative all’acqua siano state emarginate e sepolte negli oscuri corridoi del Dáil della precedente legislatura. La gente non è stata sconfitta per le strade, ma ha perso l’autorità per quelle istituzioni che controllano le nostre vite, istituzioni sulle quali abbiamo un controllo molto limitato.

Qualunque sia il controllo limitato che i lavoratori irlandesi hanno sul Dáil Éireann, non ne abbiamo affatto sulle istituzioni dell’Unione Europea. Qualsiasi governo progressista dovrà affrontare l’opposizione di queste potenti forze economiche e politiche, alle quali si può resistere solo con una mobilitazione popolare.

Le nuove condizioni create dal risultato elettorale devono essere utilizzate come un’opportunità per un rinnovamento delle lotte popolari su una vasta gamma di questioni. È chiaramente il momento giusto per una lotta sindacale e di classe più vigorosa e militante.

Tutte le forze di sinistra e progressiste devono mobilitarsi per garantire che i cambiamenti sociali ed economici promessi si materializzino; e l’unica garanzia che ciò accada è la lotta stessa del popolo. La sfida ora è se le aspirazioni e la domanda di cambiamento reale possano essere consolidate in cambiamenti e progressi strutturali a lungo termine.

Le elezioni hanno mostrato chiaramente che il nostro popolo vuole una trasformazione democratica della nostra società, una società in cui il popolo è sovrano, non uno in cui il bene più grande viene sacrificato per soddisfare i bisogni e gli interessi della proprietà privata e della finanza. Le persone vogliono chiaramente un cambiamento democratico che trasformi le strutture con potere di controllo a tutti i livelli, una trasformazione democratica che consenta la partecipazione e il contributo dei lavoratori a tutte le decisioni, a tutti i livelli della vita economica e politica.

Sappiamo che l’adozione dei necessari cambiamenti sociali, economici e politici richiede una classe lavoratrice mobilitata e la costruzione e il rafforzamento della sua capacità organizzativa e della sua coscienza ideologica di classe. La nostra classe deve sviluppare la chiarezza e la forza politica necessarie per sfidare e respingere gli interessi imperialisti rappresentati dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna e dai loro alleati nella classe capitalista irlandese sottomessa, affinché la classe operaia possa avanzare e garantire i suoi interessi.

Nel breve periodo i lavoratori devono presentare le loro richieste, quali:

• l’abrogazione di tutte le leggi anti-lavoratore, incluso l’Industrial Relations Act (1990);

• garanzie legislative e costituzionali per dare ai lavoratori il diritto alla contrattazione collettiva;

• una gamma completa e comprensiva di politiche per proteggere e far avanzare i diritti dei lavoratori;

• una disposizione costituzionale che sancisca la proprietà del popolo sull’acqua acqua e su tutte le risorse naturali;

• l’adozione di una strategia abitativa che modifichi le regole di proprietà, compresa la trasformazione del patrimonio immobiliare libero in titoli di proprietà statale;

• ingenti investimenti in un programma universale di edilizia popolare;

• porre fine al sistema sanitario a due livelli vietando al settore sanitario privato di utilizzare il sistema sanitario pubblico;

• la fornitura di un sistema di trasporto pubblico gratuito ed esteso in tutto il paese;

• il ripudio dell’odioso debito bancario dell’UE imposto al nostro popolo;

• l’adozione di una strategia progressiva per la realizzazione dell’unità nazionale;

• la fine dell’uso dell’aeroporto di Shannon come base di guerra degli USA e della NATO;

• sancire la neutralità nella Costituzione dell’Irlanda;

• ritirarsi dal PESCO [5] e da tutti gli impegni militari con l’UE;

• la costruzione di una strategia economica alternativa per spezzare il potere delle multinazionali.

NOTE

[1] Il Dáil Éireann è la camera bassa del parlamento irlandese.

[2] L’ottavo emendamento della Costituzione irlandese, approvato nel 1983, prevedeva il riconoscimento del pari diritto alla vita tra la madre ed il feto, rendendo illegale ogni tipo di aborto, salvo in particolari condizioni mediche. Il 25 maggio 2018, il 66.4% degli elettori ha votato in favore dell’abrogazione dell’emendamento.

[3] Solidarity – People Before Profit (Neart le Chéile–Pobal Roimh Bhrabús) è un’alleanza elettorale che raccoglie diversi partiti della sinistra anticapitalista. Alle ultime elezioni ha ottenuto il 2.6% dei consensi, eleggendo cinque deputati.

[4] TD sta per Teachta Dála, ovvero i deputati del parlamento irlandese.

[5] La Cooperazione strutturata permanente (acronimo PESCO, dall’inglese Permanent Structured Cooperation) è un’iniziativa dell’Unione europea nell’ambito della Politica di sicurezza e di difesa comune volta all’integrazione strutturale delle forze armate di 25 dei 27 stati membri.

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