Germania: in Turingia governo tecnico, poi si torna al voto

Prosegue la crisi politica della Turingia: dopo le dimissioni del neoeletto ministro-presidente Thomas Kemmerich, il Land tedesco sarà governato da un esecutivo tecnico, in attesa delle nuove elezioni da tenersi in primavera.

Non si placa la crisi politica in Turingia, Land un tempo parte della Germania Orientale. Tra le aree economicamente meno avanzate del territorio tedesco, la Turingia era salita alla ribalta delle cronache in seguito all’elezione di Thomas Kemmerich con i voti del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, abbreviato in AfD). Kemmerich, esponente di una forza di centro-destra, il Partito Liberale Democratico (Freie Demokratische ParteiFDP), era poi stato costretto alle dimissioni dopo le rimostranze della dirigenza nazionale del suo partito e delle altre principali forze politiche del Paese.

Dopo aver scatenato l’indignazione nazionale, venendo accusati di collaborazionismo con i simpatizzanti neonazisti, i partiti della Turingia sembrano aver trovato un accordo per lo svolgimento di nuove elezioni in primavera, nel tentativo di lavarsi di dosso la macchia dell’accordo con l’estrema destra. Le vicende di questo Land orientale avevano creato scompiglio anche all’interno del partito della cancelliera Angela Merkel, l’Unione Cristiano-Democratica di Germania (Christlich Demokratische Union DeutschlandsCDU), portando alle dimissioni della presidente del partito e braccio destro di Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer, da molti considerata come la futura leader del governo tedesco.

Martedì 18 febbraio, i partiti di tutto lo spettro politico hanno negoziato un compromesso per installare un governo tecnico per i prossimi settanta giorni, al fine di traghettare la Turingia verso la nuova tornata elettorale. L’accordo stipulato ha coinvolto anche Die Linke (“La Sinistra”), il partito di Bodo Ramelow, ministro-presidente della Turingia nella precedente legislatura, e forza politica che ha raccolto il maggior numero di voti nelle ultime elezioni, venendo però battuto al terzo scrutinio da Kemmerich. Secondo quanto deciso, il governo tecnico sarà guidato dalla sessantunenne Christine Lieberknecht, già ministro presidente del Land dal 2009 al 2014 per la CDU.

Non è ancora chiaro, tuttavia, se il piano verrà realizzato in questo modo: la CDU, infatti, vorrebbe una permanenza di Lieberknecht alla guida della Turingia fino all’approvazione del bilancio per il 2021, mentre AfD ha respinto il nome dell’esponente cristiano-democratica come guida per questo esecutivo di transizione.

Secondo molti, Bodo Ramelow avrebbe proposto il nome di Christine Lieberknecht per spingere ad un riavvicinamento tra la CDU e Die Linke, in vista poi di un nuovo governo guidato da Ramelow dopo le nuove elezioni. Lieberknecht rappresenta infatti la parte sinistra del partito di Angela Merkel: cresciuta politicamente nella Germania Orientale, è stata tra le prime a proporre una legge sul salario minimo dopo l’unificazione. Inoltre, si è vigorosamente opposta all’elezione di Kemmerich con i voti dell’estrema destra, una situazione nella quale la CDU si è cacciata proprio per la sua ostinazione nel rifiutare di sostenere un nuovo mandato del candidato di sinistra Ramelow.

Nel frattempo, come ricordato, la crisi politica in Turingia ha gettato nello scompiglio anche le dirigenze nazionali dei principali partiti, CDU in testa. Le dimissioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, erede designata di Angela Merkel, hanno riaperto la corsa alla presidenza del partito più potente del Paese. I nomi circolati negli ultimi giorni sono quelli di Friedrich Merz, ex europarlamentare e deputato del Bundestag, Armin Laschet, attuale ministro presidente del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, e Jen Spahn, ministro della sanità dal marzo 2018. La candidatura più recente è però quella di Norbert Röttgen, già ministro dell’ambiente nel secondo governo Merkel, che secondo alcuni potrebbe a questo punto addirittura essere il favorito. Altri, infine, sperano in una candidatura dell’attuale ministro presidente della Baviera, Markus Söder. Il vincitore dello scontro interno alla CDU potrebbe con ogni probabilità essere il prossimo cancelliere tedesco, visto che Merkel dovrebbe ritirarsi dalla politica al termine di questo quarto mandato.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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