Togo: Faure Gnassingbé ottiene il quarto mandato presidenziale

Nel piccolo stato africano del Togo, il presidente in carica Faure Gnassingbé ha vinto le elezioni per la quarta volta consecutiva. Non sono però mancate le proteste dell’opposizione.

In carica dal 4 maggio 2005, Faure Gnassingbé resterà per almeno altri cinque anni alla presidenza del Togo. È questo il verdetto delle elezioni svoltesi lo scorso 22 febbraio nel Paese africano, già colonia tedesca e poi francese. Il figlio del presidente Gnassingbé Eyadema, in carica dal 1967 al 2005, ha praticamente ereditato dal padre la leadership del Paese e del suo partito, il Rassemblement du peuple togolais (RPT), di ispirazione nazionalista di destra.

Dopo il suo primo mandato, l’attuale presidente aveva palesato una certa volontà di distaccarsi dalla linea politica paterna, almeno in apparenza. Nel 2012, Gnassingbé ha così deciso lo scioglimento del RPT, fondando un nuovo partito, l’Union pour la République (UNIR). Il capo di stato ha anche fatto approvare una riforma costituzionale che limita i mandati presidenziali a due, ma questa non ha valenza retroattiva: di fatto, Faure Gnassingbé potrà puntare ad un quinto mandato nel 2025.

Per questo carattere ereditario della presidenza togolese, François Akila Esso Boko, ex ministro dell’interno tra il 2002 ed il 2005, ha accusato Faure Gnassingbé di considerare la sua carica come un’eredità paterna, e che il suo eventuale erede sarebbe suo fratello Kpatcha. Anche per questi motivi, l’attuale presidente è soprannominato da molti togolesi “bébé Gnass”.

Sempre in base alla revisione costituzionale del 2019, le elezioni presidenziali si svolgono ora su uno scrutinio a due turni, secondo il cosiddetto “modello francese”, nel quale uno dei due candidati deve superare il 50% delle preferenze per essere eletto al primo turno. Come prevedibile, il secondo turno è stato evitato da Gnassingbé, che, in base ai risultati pubblicati dalle autorità competenti, sarebbe stato confermato alla presidenza con il 72.36% delle preferenze, ed un’affluenza alle urne del 76.63%. Un dato in crescita di quasi quindici punti percetuali rispetto al 2015, dovuto soprattutto alla mobilitazione delle regioni del nord del Paese, dove il presidente in carica ha ottenuto percentuali superiori al 90%.

Tra gli avversari del presidente, il meglio piazzato è Agbéyomé Kodjo, ex primo ministro e leader del Mouvement patriotique pour la démocratie et le développement, che ha raggiunto il 18.37% dei consensi. Kodjo si garantisce così il ruolo di leader dell’opposizione, carica ufficialmente riconosciuta nel sistema politico togolese, ai danni di Jean-Pierre Fabre, storico oppositore del governo togolese e leader dell’Alliance nationale pour le changement, un partito social democratico. Fabre, considerato come il vero sconfitto di queste elezioni, ha ottenuto soltanto il 4.35% delle preferenze, precedendo gli altri quattro candidati: Aimé Gogué (2.38%), Wolou Komi (1.14%), Georges Williams Kuessan (0.77%) e Tchassona Traoré (0.63%).

I risultati, pubblicati per la prima volta nella storia del Togo solamente 24 ore dopo la chiusura delle urne, sono stati fortemente contestati dalle opposizioni, in particolare da Kodjo, che ha convocato una conferenza stampa nella quale si è autoproclamato vincitore delle elezioni presidenziali con una percentuale di consensi tra il 57% ed il 61%, chiedendo a Gnassingbé di “accettare la sconfitta”. La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), presieduta da Tchambakou Ayassor, ha invece ribadito la vittoria di Gnassingbé, pur riservandosi di analizzare eventuali ricorsi entro il 2 marzo, quando i risultati diventeranno ufficiali a tutti gli effetti. Non ci sono comunque motivi per credere che i risultati subiranno modifiche.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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