Francia: tra elezioni municipali e coronavirus. Anne Hidalgo in testa a Parigi

Il primo turno delle elezioni municipali francesi ha regolarmente avuto luogo il 15 marzo, ma il secondo turno è stato rinviato a causa dell’emergenza coronavirus. Molte città, compresa la capitale, dovranno attendere la fine dell’epidemia.

Anne Hidalgo, il sindaco in carica di Parigi, si trova in pole position per ottenere una conferma, dopo aver chiuso in testa in occasione del primo turno delle elezioni municipali dello scorso 15 marzo, organizzate congiuntamente in tutta la Francia. La candidata del Parti Socialiste (PS), sostenuta anche dal Parti Communiste Français (PCF), tuttavia, dovrà attendere la fine dell’epidemia da nuovo coronavirus per ottenere un nuovo mandato, visto che il secondo turno, previsto per il 22 marzo, è stato rinviato a data da destinarsi. Una scelta presa anche in seguito alla bassissima affluenza alle urne registrata in tutto il Paese, pari al 46.5%, con una perdita di ben diciassette punti percentuali rispetto al 2014.

Hidalgo, in carica da sei anni, ha ottenuto il 29.33% delle preferenze contro il 22.72% della sua principale sfidante, Rachida Dati (Les Républicains – LR), ex ministro della giustizia durante la presidenza di Nicolas Sarkozy e poi europarlamentare dal 2009 al 2019. In una sfida tutta femminile, la grande perdente dell’agone parigino è Agnès Buzyn, la candidata del partito del presidente Emmanuel Macron, La République en Marche (LREM), che ha chiuso solamente terza (17.26%). Positivo il dato di David Belliard (Europe Écologie Les Verts – EELV, quarto con il 10.79%), che ha sfruttato la crescita in tutta la Francia delle liste ecologiste.

A Marsiglia, si annuncia una sfida molto serrata tra la candidata del centro-sinistra Michèle Rubirola (23.44%) e quella del centro-destra Martine Vassal (22.32%), che però rischia di perdere la città precedentemente governata da Jean-Claude Gaudin. Anche nella città più importante del sud dell’esagono, negativo il risultato del candidato di LREM, Yvon Berland (7.88%), che non ha neppure raggiunto la soglia del 10%, necessaria per accedere al secondo turno.

Ancora più clamorosa è stata la sconfitta del partito di Macron a Lione, dove l’ex ginnasta Yann Cucherat, due volte campione europeo delle parallele, ha chiuso solamente in terza posizione (14.92%) in una città fino ad oggi governata da un sindaco di LREM, Gérard Collomb. Ottimo invece il riscontro ottenuto dall’ecologista Grégory Doucet (28.46%), ora grande favorito per la vittoria nella sfida contro Étienne Blanc di LR (17.01%).

Tra coloro che potrebbero ottenere la conferma, troviamo il sindaco di Bordeaux, Nicolas Florian. Il candidato di LR ha ottenuto il 34.55%, comunque in calo rispetto a sei anni fa, quando era stato eletto al primo turno. Il colpaccio potrebbe arrivare da Pierre Hurmic, altro esponente degli ecologisti di EELV, staccato di soli sei voti nella città girondina (34.38%).

Favorita per un secondo mandato è certamente Martine Aubry, ex ministro del lavoro, che a Lille guida con il 29.80%, sostenuta dal centro-sinistra, contro il 24.53% della verde Stéphane Baly.

Tra coloro che hanno ottenuto l’elezione al primo turno, troviamo Christophe Béchu, confermato sindaco di Angers (57.82%), come Georges Morthon ad Argenteuil, Pierre-Christophe Baguet a Boulogne-Billancourt, Joël Bruneau a Caen e Hubert Falco a Toulon, tutti candidati di centro-destra al loro secondo mandato. La coalizione di centro-sinistra ottiene invece la conferma con il comunista Patrice Bessac a Montreuil.

Come detto, la maggioranza dei comuni francesi dovrà attendere la fine dell’emergenza di coronavirus per conoscere il nome del nuovo sindaco, mentre la Francia affronta oggi il suo terzo giorno dall’entrata in vigore delle misure restrittive varate per contenere il contagio. Attualmente il Paese conta 9.134 casi positivi e 264 morti.

Tuttavia, come in molti altri Stati europei, le misure di sicurezza prese dal governo francese dimostrano una importante contraddizione: mentre si vietano le attività della vita quotidiana per ragionevoli questioni di sicurezza, lo stesso discorso non viene fatto per milioni di lavoratori, costretti comunque ad uscire di casa ogni giorno in nome dell’economia di sfruttamento capitalista. Ad ammetterlo, seppur in maniera surrettizia, sia il primo ministro, Édouard Philippe, che il ministro dell’economia, Bruno Le Maire, che hanno promesso la “continuità economica del Paese”.

Il principale sindacato francese, la Confédération générale du travail (CGT) ha inviato “il governo e i datori di lavoro a fare di tutto per fornire, senza indugio, l’equipaggiamento protettivo necessario a chi lavora“, ma ha anche chiesto la “cessazione immediata di tutte le attività che non partecipano alla produzione di beni e servizi che soddisfano le esigenze di base della popolazione”. Un altro importante sindacato, la Confédération française démocratique du travail (CFDT), ha denunciato “carenze in termini di mascherine e guanti nei negozi di alimentari, nei servizi di pulizia degli ospedali”, secondo le parole del segretario generale Laurent Berger.

L’esecutivo deve costringere tutte le aziende che non hanno un ruolo essenziale a chiudere“, ha ribadito Céline Verzeletti, esponente della CGT. Senza indicazioni chiare e restrizioni severe da parte del governo, le aziende continueranno a far lavorare i propri dipendenti per perseguire l’unico scopo che conoscono, quello del profitto. “Non possiamo, da un lato, stabilire un contenimento totale e lasciare che i dipendenti prendano i trasporti e si riuniscano per lavorare in queste condizioni“, ha concluso Verzeletti.

Bisogna fare tutto il possibile, anche tramite requisizioni se necessario, per rendere disponibili tutti i mezzi di protezione di cui abbiamo bisogno, che si tratti di maschere, gel idroalcolico, vetri protettivi per coloro che sono in contatto con il pubblico, e non solo per gli operatori sanitari”, ha rincarato Yves Veyrier di Force Ouvrière, il terzo sindacato francese per numero di iscritti.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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