Vanuatu: niente coronavirus, ma il ciclone Harold sconvolge l’arcipelago

Lontane dalla terraferma, le isole Vanuatu non hanno registrato nessun caso di positività al nuovo coronavirus, ma il ciclone Harold ha sconvolto l’arcipelago proprio in corrispondenza delle elezioni.

Situato a circa 1.750 km a est dell’Australia ed abitato da circa 272.000 persone, l’arcipelago delle isole Vanuatu è uno dei pochi Paesi al mondo a poter affermare di non essere stato neppure sfiorato dalla pandemia da nuovo coronavirus. Tuttavia, la regione pacifica, che proprio grazie al suo isolamento è rimasta quella meno colpita dall’epidemia, è stata recentemente sconvolta dal passaggio del ciclone Harold, che si è abbattuto sulla Repubblica di Vanuatu poco dopo le elezioni del 19-20 marzo, costringendo un terzo della popolazione ad abbandonare le proprie case per recarsi nei centri d’accoglienza.

Questa situazione ha portato le isole a vivere il periodo più tumultuoso della loro storia sin dall’indipendenza, ottenuta nel 1980 da Francia e Regno Unito (in epoca coloniale l’arcipelago era noto con la demnominazione di Nuove Ebridi). Il Paese ha infatti subito ingenti danni dal passaggio del ciclone Harold, ed il primo ministro Charlot Salwai, in carica dal 2016, aveva già dichiarato lo stato d’allerta per l’emergenza coronavirus. Tale situazione ha portato ad un ritardo nel conteggio dei voti, ed il nuovo parlamento si è potuto riunire solamente il 20 aprile, una settimana dopo rispetto a quanto fissato dalla costituzione.

I risultati delle elezioni hanno visto ben diciannove partiti conquistare seggi all’interno del parlamento, sinonimo di una grande frammentazione politica, visto che l’emiciclo della capitale Port Vila è composto da solamente 52 scranni. Il sistema del voto singolo trasferibile ha premiato i conservatori del partito Terra e Giustizia (Graon mo Jastis Pati in bislama, la lingua locale), che hanno eletto nove deputati pur essendo solamente il quarto partito del Paese per numero di preferenze (10%). A livello di voti, infatti, la formazione con più consensi è il Leaders Party of Vanuatu (LPV), che ha raggiunto il 12.49%, eleggendo però solo cinque parlamentari.

Rappresentanza significativa anche per il Vanua’aku Pati (letteralmente Partito Nostra Terra) e per il Movimento della Riunificazione per il Cambiamento (Namangi Aute), che ottengono sette scranni a testa, mentre sono cinque i deputati eletti dalla coalizione liberale dell’Union des Partis Moderés. Da segnalare che, come nella legislatura precedente, nessuna donna è stata eletta.

Il 20 aprile, come detto, i 52 membri del parlamento della Repubblica di Vanuatu si sono riuniti per dare vita alla nuova legislatura. Il momento più importante è stato quello dell’elezione del primo ministro: ex ministro dell’educazione e del turismo, il cinquantanovenne Bob Loughman, del Vanua’aku Pati, ha ottenuto l’incarico battendo per trentuno preferenze a ventuno l’altro candidato, Ralph Regenvanu, ministro degli esteri uscente per il Partito Terra e Giustizia. Gracia Shadrack, del Leaders Party of Vanuatu, è stato invece eletta presidente del parlamento.

Loughman ha ottenuto l’incarico grazie al sostegno dell’Union des Partis Moderés, del Movimento della Riunificazione per il Cambiamento e del National United Party, che dispone di quattro seggi, oltre ad un certo numero di deputati di liste minori. L’Union des Partis Moderés ha in cambio ottenuto la carica di vicepremier, assegnata a Ishmael Kalsakau, che sarà anche ministro dell’interno del nuovo esecutivo dell’arcipelago. I quattro partiti più importanti della coalizione hanno ottenuto due ministeri ciascuno, mentre i restanti quattro incarichi sono andati ai rappresentanti delle liste minori.

Stiamo osservando il coronavirus minacciare il mondo intero. Ringrazio il primo ministro uscente e tutti i suoi ministri per tutti gli sforzi che hanno messo in atto per assicurarsi che questo virus non ci raggiungesse fino ad oggi“, sono state le prime parole del nuovo capo del governo, Bob Loughman. “Mentre eravamo concentrati sul COVID-19, non avremmo mai potuto sapere che il ciclone Harold avrebbe rincarato la dose. Ringrazio il governo uscente per la reattività che ha offero a tutte le isole colpite“.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.