Vietnam: lo sport è pronto a ripartire, il distanziamento sociale è solo un ricordo

La campagna di distanziamento sociale in Vietnam è terminata lo scorso 22 aprile. La scuola e le attività sportive riprenderanno regolarmente nel mese di maggio.

HỒ CHÍ MINH CITY – Il Vietnam sembra oramai aver efficacemente arginato l’epidemia da nuovo coronavirus: nelle ultime due settimane sono state registrate solamente due nuove positività, da parte di due studentesse che rientravano dal Giappone, portando il totale dei casi verificatisi nel Paese a 270. Il 22 aprile, il governo guidato da Nguyễn Xuân Phúc ha dichiarato la fine della campagna di distanziamento sociale e le scuole hanno già riaperto in molte province. Il 4 maggio dovrebbero riaprire per ultimi gli istituti delle due città principali, Hồ Chí Minh City e Hà Nội.

Anche lo sport dovrebbe essere in grado di ripartire a pieno ritmo nelle prossime settimane. Le squadre della V. League, il massimo campionato calcistico del Paese, stanno tornando ad allenarsi, dopo che la competizione era stata fermata a metà marzo. Se la situazione dovesse restare stabile, il 15 maggio le formazioni interessate potrebbero tornare in campo per disputare le partite della coppa nazionale, mentre la ripartenza del campionato è prevista per il 23 maggio. Il primo club a tornare sui campi di allenamento, sabato 25 aprile, è stato il TP Hồ Chí Minh FC, attuale leader del campionato con due vittorie nelle uniche due partite disputate (il campionato vietnamita si svolge normalmente da febbraio a ottobre), seguito dal CLB Hải Phòng FC, che ha ripreso gli allenamenti domenica.

Nel corso dello stop forzato, i club vietnamiti hanno dovuto far fronte a non poche difficoltà, soprattutto economiche. Sei dei quattordici club della V. League hanno optato per una riduzione dello stipendio dei propri calciatori tra il 20% ed il 50%. Ma i termini percentuali diranno poco al lettore italiano, abituato agli stipendi milionari dei calciatori italiani: in termini assoluti, un giocatore di una squadra di media classifica della V. League, come il CLB SHB Đà Nẵng, guadagna normalmente tra i 400 e gli 800 euro mensili, quindi il taglio del salario può avere un impatto davvero importante sulla vita degli sportivi. La ripresa delle competizioni non può dunque che rappresentare una buona notizia.

Il calcio vietnamita dovrà rivedere il proprio calendario anche alla luce degli impegni della nazionale. A causa dei rinvii imposti dall’Asian Football Confederation (AFC), infatti, la selezione guidata dal tecnico sudcoreano Park Hang-Seo avrà numerosi impegni nei mesi autunnali: tra novembre e dicembre dovrebbe svolgersi la Coppa del sud-est asiatico, dove il Vietnam dovrà difendere il titolo conquistato nel 2018, ma prima l’AFC potrebbe decidere di recuperare le partite valide per le qualificazioni ai Mondiali del 2022, con i Golden Star Warriors vietnamiti che al momento guidano la classifica del gruppo G.

Per far fronte ad una situazione tutt’altro che ordinaria, la Việt Nam Football Federation (VFF) ha fatto domanda presso la FIFA per un sostegno di 500.000 dollari. Il massimo organismo del calcio mondiale ha infatti stanziato 150 milioni di dollari per aiutare le federazioni nazionali in difficoltà. Lê Hoài Anh, segretario generale della VFF, ha detto che la federazione vietnamita presenterà una dichiarazione di perdite finanziarie per la valutazione da parte della FIFA, al fine di sostenere la propria richiesta.

Se l’attività sportiva nazionale è prossima alla ripresa, la situazione potrebbe essere più complicata per gli eventi internazionali, visto che molti altri Paesi sembrano trovarsi in una situazione ben diversa da quella del Vietnam. Il governo e le autorità sportive vietnamite sperano vivamente di vedere un imminente debutto della stagione di Formula 1, con l’obiettivo di recuperare il Gran Premio di Hà Nội, previsto inizialmente il 5 aprile. Al momento, la gara è ufficialmente rinviata ma non annullata, dunque vi sono ancora speranze di vedere le monoposto sfrecciare per le strade della capitale entro fine anno. Il Vietnam ha effettuato importanti investimenti per permettere lo svolgimento della gara ed un suo annullamento rappresenterebbe un’ingente perdita economica.

Hà Nội dovrebbe inoltre ospitare nel 2021 la 31ma edizione dei Giochi del sud-est asiatico, auspicando che allora il virus sarà solo un lontano ricordo per tutto il pianeta. Dal prossimo ottobre riprenderanno i lavori di ammodernamento dello stadio nazionale di Mỹ Đình, sede principale della competizione multisportiva, grazie ad un investimento di oltre sei milioni di euro, che vanno ad aggiungersi al milione e mezzo stanziato in precedenza. Le autorità vietnamite hanno chiesto la consulenza di esperti della IAAF per permettere allo stadio di essere omologato per lo svolgimento delle competizioni internazionali di atletica leggera. In totale, il Vietnam spenderà oltre 40 milioni di euro per l’organizzazione dell’evento, previsto tra il 21 novembre ed il 2 dicembre 2021, mentre dal 14 al 21 dicembre dovrebbero tenersi le competizioni paralimpiche.

Infine, il Comitato Olimpico Vietnamita (Uỷ ban Olympic Việt Nam), attende notizie circa lo svolgimento delle Olimpiadi di Tokyo e dei relativi eventi di qualificazione. La nazionale di vietnamita di taekwondo si trovava già in Corea del Sud quando è arrivata la notizia dell’annullamento dei Campionati Asiatici, che sarebbero stati validi anche per la corsa olimpica. Annullato anche il torneo asiatico di qualificazione per il tennistavolo, previsto a Bangkok ad inizio aprile. A settembre dovrebbe tenersi un torneo proprio ad Hồ Chí Minh City, e le autorità vietnamite hanno fatto richiesta per recuperare in quell’occasione il torneo di Bangkok, puntando sulla qualificazione di Nguyễn Anh Tú, medagliato d’oro agli ultimi Giochi del sud-est asiatico.

Al momento, il Paese ha conquistato cinque pass olimpici, ma vi sono ancora molte speranze di qualificazione, soprattutto nel sollevamento pesi e nel tiro a segno. Tra coloro che ancora devono ottenere il ticket a cinque cerchi c’è anche il tiratore Hoàng Xuân Vinh, che a Rio 2016 conquistò l’oro nella pistola 10 metri aria compressa e l’argento nella pistola 50 metri, diventando il primo vietnamita campione olimpico della storia.

Articolo pubblicato per la prima volta su www.oasport.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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