Polonia: presidenziali rinviate a causa del coronavirus

Previste per domenica 10 maggio, le elezioni presidenziali in Polonia sono state rinviate a data da destinarsi, ma dovranno comunque avere luogo entro il 21 luglio.

Il governo polacco guidato da Mateusz Morawiecki ha ufficializzato nella giornata di giovedì la decisione di rinviare le elezioni presidenziali, inizialmente previste per il 10 maggio, dopo che, lo scorso 30 aprile, nove ex primi ministri e presidenti del Paese, compresi Lech Wałęsa e l’ex presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, avevano pubblicato una lettera in cui chiamavano gli elettori a boicottare le urne. In seguito alla pubblicazione della lettera, un sondaggio ha rivelato che meno di un terzo dei polacchi avrebbe preso parte alle elezioni se queste si fossero svolte il 10 maggio, lasciando il governo senza grandi alternative rispetto al rinvio delle presidenziali.

In realtà, la questione riguardante lo svolgimento delle elezioni ha causato non poche tensioni all’interno della coalizione di centro-destra che governa la Polonia: il partito di maggioranza, Diritto e Giustizia (in polacco Prawo i Sprawiedliwość, PiS), avrebbe preferito il regolare svolgimento delle elezioni, visto che tutti i sondaggi davano il presidente in carica, Andrzej Duda (in foto), come favorito per la riconferma. Ma ad opporsi a PiS è stato proprio il partito alleato, Accordo (Porozumienie), condotto dal vicepremier Jarosław Gowin, che, unitamente all’opposizione, ha accusato Diritto e Giustizia di assegnare la priorità ai propri interessi politici rispetto al benessere della nazione. Questo evento ha rappresentato una novità importante nella politica polacca, visto che, per la prima volta in oltre cinque anni di governo, PiS è stato costretto a fare marcia indietro rispetto alla propria posizione iniziale.

La nuova data delle elezioni non è ancora stata fissata, ma queste dovranno comunque svolgersi entro il 21 luglio, per non infrangere i termini imposti dalla costituzione: per il momento, esponenti del governo hanno parlato di un possibile svolgimento a giugno. Proprio a causa di questa scadenza, il parlamento polacco ha approvato una legge che permetterà, in caso di necessità, di procedere alle operazioni di voto per corrispondenza. Oltre alle preoccupazioni riguardanti la salute degli elettori, gli osservatori elettorali polacchi ed internazionali avevano anche sollevato dubbi sul fatto che il voto non sarebbe stato sufficientemente trasparente né equo, dato che i candidati di opposizione sono stati costretti a sospendere la propria campagna elettorale a causa del lockdown, mentre Duda ha comunque potuto sfruttare i canali istituzionali.

Ad oggi, la Polonia conta oltre 15.000 casi ufficiali di positività al nuovo coronavirus, con 755 decessi. Numeri più bassi rispetto a molti altri Paesi europei, anche se il ministro della sanità di Varsavia, Łukasz Szumowski, ha avvertito che il picco dell’epidemia potrebbe non essere ancora arrivato.

Certamente, il rinvio delle elezioni offre tempo prezioso all’opposizione, che spera di assestare un colpo al governo di centro-destra nel caso di sconfitta di Duda alle elezioni presidenziali. In carica dall’agosto 2015, Duda è stato accusato nel corso del suo mandato di diverse violazioni della Costituzione polacca, e nel 2018 ha firmato una legge che rende illegale accusare “la nazione polacca” di complicità nell’olocausto e nelle altre atrocità naziste tedesche, causando non poche tensioni con il governo israeliano, il cui primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato Duda di negazionismo dell’olocausto.

Tuttavia, va detto che sembrano esserci poche possibilità per infliggere una sconfitta elettorale a Duda, che secondo alcuni sondaggi potrebbe addirittura sfondare la soglia del 50%, aggiudicandosi il secondo mandato direttamente al primo turno. I sondaggi IPSOS delle ultime settimane hanno assegnato al capo di stato in carica una percentuale variabile tra il 42% ed il 63%, con vantaggi quasi incolmabili su tutta la concorrenza. Non è neppure chiaro, in effetti, chi potrebbe classificarsi al secondo posto tra i candidati dell’opposizione.

A sorpresa, almeno secondo i sondaggi più recenti, l’avversario che potrebbe avvicinarsi di più a Duda sarebbe il giornalista Szymon Hołownia, noto volto televisivo ed attivista per i diritti umani, candidato da indipendente. Altri sondaggi, invece, assegnano la seconda posizione al centrista Władysław Kosiniak-Kamysz, ex ministro del lavoro (2011-2015) ed attuale leader del Partito Popolare Polacco (Polskie Stronnictwo Ludowe, PSL). Al contrario, sembra in declino la candidatura di Małgorzata Kidawa-Błońska, degli europeisti di Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska, PO), inizialmente indicata come sfidante più accreditata per Duda. Da notare che Piattaforma Civica aveva precedentemente proposto la candidatura al già citato Donald Tusk, che ha tuttavia riufiato.

In una galassia di candidature che vanno dal centro democristiano alla destra, si differenzia la proposta politica di Robert Biedroń, europarlamentare e leader del partito Primavera (Wiosna), inserito nella coalizione della Sinitra (Levica), sostenuta anche dal Partito Comunista Polacco (Komunistyczna Partia Polski, KPP). Tra le proposte di Biedroń, troviamo la pensione minima, l’assegnazione di maggiori risorse alla sanità pubblica, il calmieramento del prezzo dei medicinali, la promozione dell’edilizia popolare e misure per combattere il cambiamento climatico. In base ai sondaggi, l’obiettivo del candidato di sinistra potrebbe essere il superamento del 10% dei consensi, puntando ad eguagliare il 12,5% conquistato nel 2019 alle elezioni legislative per la camera bassa (Sejm).

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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