Serbia: secondo mandato alla guida del governo per Ana Brnabić

Primo ministro dal 2017, Ana Brnabić ha ricevuto un secondo incarico per la formazione del nuovo governo serbo da parte del presidente Aleksandar Vučić.

Oltre tre mesi dopo le elezioni dello scorso 21 giugno, il presidente Aleksandar Vučić ha affidato al primo ministro in carica Ana Brnabić l’incarico di formare il nuovo governo della Serbia. Lunedì 5 ottobre, il capo di stato ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha elogiato il lavoro svolto da Brnabić nei suoi primi tre anni come primo ministro. Vučić ha così deciso di confermare la quarantacinquenne al suo posto, indicando che il nuovo governo sarà formato da esponenti del Partito Progressista Serbo (Српска напредна странка, СНС; Srpska napredna stranka, SNS) e delle altre forze che lo sostengono. Il capo di stato ha aggiunto di aver preso in considerazione altri nomi, ma alla fine la scelta è ricaduta su Brnabić grazie ai buoni risultati ottenuti dal governo uscente, nonostante la pandemia da Covid-19: “Devo sottolineare che avevamo diversi candidati alla carica di presidente del consiglio e li ringrazio tutti. Pochi minuti fa ho firmato un decreto per nominare Ana Brnabić come primo ministro. Ha perseguito una politica disciplinata e responsabile, e non si è genuflessa al cospetto dei centri di potere stranieri“, ha dichiarato.

Il presidente ha anche specificato che il nuovo governo dovrebbe includere due nuovi ministeri, il Ministero dei diritti umani, dell’uguaglianza di genere e del dialogo sociale, e il Ministero della cura della famiglia, dell’infanzia e della demografia. Prima donna a guidare il governo della Serbia, Brnabić è anche la prima persona dichiaratamente omosessuale a ricoprire questo ruolo, e si è impegnata a formare un governo composto, per quanto possibile, per il 50% da donne.

Aleksandar Vučić ha proseguito il suo discorso affermando che il nuovo esecutivo dovrà concentrarsi sui tre pilastri della politica serba, che sono il rafforzamento e il progresso dell’economia, lo sviluppo del sistema sanitario e il rafforzamento della difesa e della sicurezza, al fine di garantire la pace e la stabilità nel Paese e nella regione dei Balcani occidentali. “La Serbia è orgogliosa di essere un Paese libero, indipendente e sovrano; di essere sulla strada verso l’ingresso nell’UE e di avere rapporti amichevoli con Russia e Cina, e di cercare di costruirne di migliori con gli Stati Uniti. I tre principali obiettivi del governo sono volti ad aumentare la forza economica della Serbia: il tenore di vita deve crescere nonostante le attuali condizioni causate dal coronavirus, le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici devono essere aumentati e la costruzione di strade e ferrovie deve essere completata nel modo migliore e più semplice. Dobbiamo investire in altri progetti, e uno di questi sta finalmente iniziando, la costruzione della metropolitana di Belgrado, che credo sarà un grande stimolo per l’economia. Dobbiamo anche iniziare con la costruzione delle linee ferroviarie ad alta velocità Belgrado-Niš, Niš-Preševo, da Valjevo al confine con il Montenegro e la sezione Novi Sad-Subotica. La tratta autostradale da Miloš Veliki fino a Požega sarà terminata entro la fine dell’anno. Ho insistito sul lancio di nuovi progetti come la metropolitana, in modo da non sederci sugli allori dei risultati precedenti”.

In materia di politica estera, invece, la priorità resta il complicato rapporto con il Kosovo, la provincia serba autoproclamatasi indipendente nel 2008 ma non riconosciuta come tale dalla Serbia. A tal riguardo, Vučić ha detto che Belgrado vuole un accordo di compromesso con le autorità di Priština, ma non accetterà alcuna pressione o umiliazione.

Il duo composto dal presidente Vučić, che a sua volta ha occupato la carica di primo ministro dal 2014 al 2017, e dalla premier Brnabić si è anche impegnato a proseguire sul cammino dell’adesione della Serbia all’UE, nonostante alcune divergenze che sono emerse di recente tra le parti. Nel corso della pandemia da Covid-19, Vučić ha attaccato Bruxelles per lo scarso sostegno ricevuto dalle istituzioni europee, denunciando la mancanza di solidarietà delle istituzioni comunitarie di fronte alla pandemia. Inoltre, la questione del riconoscimento del Kosovo è al momento considerata come il principale ostacolo che impedisce l’ingresso della Serbia nell’UE.

Il secondo governo Brnabić potrà contare su una solidissima maggioranza, visto che le elezioni dello scorso 21 giugno avevano visto il cartello elettorale denominato Per i nostri figli (Za našu decu), capeggiato proprio dal Partito Progressista Serbo, ottenere 188 seggi sui 250 scranni che costituiscono l’Assemblea Nazionale (Narodna Skupština), cinquantasette in più rispetto alla precedente legislatura. Una vittoria così netta è stata favorita anche dal boicottaggio delle elezioni da parte di alcuni partiti di opposizione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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