Il Vietnam rafforza la sua collaborazione con il Giappone

Il nuovo capo del governo nipponico, Yoshihide Suga, ha scelto il Vietnam come sua prima meta internazionale.

Divenuto primo ministro del Giappone lo scorso 16 settembre a seguito delle dimissioni di Shinzō Abe, il nuovo capo del governo nipponico, Yoshihide Suga, ha subito dimostrato di voler stringere una stretta relazione con il Vietnam, proseguendo sulla strada tracciata dal suo precedessore nei rapporti bilaterali con la Repubblica Socialista. Molti analisti, in effetti, avevano previsto che Suga avrebbe assegnato la priorità alla presenza del Giappone nello scenario geopolitico indo-pacifico oramai centro nevralgico dello scacchiere internazionale, con buona pace della “vecchia” Europa.

Sheila Smith, esperta di studi sul Giappone presso il Council on Foreign Relations negli Stati Uniti, aveva dichiarato che sotto Suga la visione indo-pacifica “continuerà probabilmente ad essere una priorità della politica estera giapponese”. “C’è un ampio consenso su questo all’nterno del governo, ma anche tra il popolo giapponese. Nel complesso prevedo pochi cambiamenti rispetto a ciò che il Giappone sta perseguendo in questo momento”, aveva dichiarato l’accademica. Da questo punto di vista, l’obiettivo del nuovo premier sarebbe dovuto essere quello di consolidare i legami già esistenti nei confronti dei principali paesi dell’Asia Sud-Orientale e Meridionale, come Vietnam, Indonesia, Thailandia e India.

In effetti, già prima dell’ascesa al potere di Suga, la Japan External Trade Organization (Jetro) aveva annunciato che quindici aziende giapponesi avrebbero delocalizzato la propria produzione in Vietnam. Il 7 settembre, il primo ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha reagito a questa notizia affermando che il mercato del Vietnam è abbastanza grande per ambiziosi piani di investimenti aziendali, nonché per le ristrutturazioni aziendali e per strategie di trasformazione delle catene di fornitura degli investitori giapponesi. A tal proposito, l’ex ambasciatore vietnamita in Giappone, Nguyễn Phú Bình, ha dichiarato che “il Giappone potrebbe scegliere il Vietnam come prima destinazione per spostare gli investimenti dalla Cina, poiché condividono una stretta vicinanza geografica e somiglianze culturali”, aggirando in questo modo le stringenti misure imposte dagli Stati Uniti contro le merci di produzione cinese.

Un’altra conferma del crescente legame tra Giappone e Vietnam è giunta il 19 settembre, quando il governo di Hà Nội ha autorizzato il primo volo commerciale verso l’estero dopo sei mesi di sospensione a causa della pandemia Covid-19, permettendo a circa cento passeggeri di recarsi a Tōkyō.

Il 15 ottobre, il Ministero degli Esteri vietnamita ha fatto sapere che il primo ministro Suga avrebbe presto visitato il paese, rispondendo a un invito del suo omologo Nguyễn Xuân Phúc. Il Vietnam sarebbe così diventato la prima destinazione estera raggiunta da Suga dall’inizio del suo mandato di primo ministro, proprio come aveva fatto Abe nel 2013. Il Giappone rappresenta in effetti un importante partner per il Vietnam, essendo il primo fornitore di aiuti ufficiali allo sviluppo, il secondo maggior investitore straniero, per un totale di 60 miliardi di dollari, e il quarto partner commerciale della Repubblica Socialista, per un valore complessivo degli scambi che ha raggiunto i 40 miliardi di dollari nel 2019. Inoltre, i due paesi hanno stabilito due partenariati strategici nel 2009 e nel 2014, un partenariato economico bilaterale (VJEPA), un partenariato economico multilaterale con altri paesi del sud-est asiatico (AJCEP) nel 2008, e sono entrambi membri del Cptpp (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership), stipulato nel 2018 tra Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

La scelta di Suga di visitare il Vietnam come sua prima meta rappresenta una scelta significativa anche in quanto proprio Hà Nội occupa attualmente la presidenza di turno dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, una decisione ribadita anche dal fatto che in seguito il premier giapponese si sarebbe recato in un altro paese membro dell’organizzazione regionale, l’Indonesia, palesando l’obiettivo strategico di migliorare le relazioni strategiche con il sud-est Asiatico nel quadro della visione indo-pacifica.

Yoshihide Suga è giunto in Vietnam domenica 18 ottobre per una visita di tre giorni, prima di recarsi in Indonesia. Ad Hà Nội, il premier giapponese è stato accolto con una cerimonia ufficiale dal capo del governo locale, Nguyễn Xuân Phúc, prima di incontrare il presidente della Repubblica, Nguyễn Phú Trọng, e la presidente dell’Assemblea nazionale, Nguyễn Thị Kim Ngân. Incontrando la stampa dopo i colloqui con Phúc, Suga ha definito il Vietnam una “pietra angolare” degli sforzi per realizzare un “Indo-Pacifico libero e aperto” e ha promesso il contributo continuo del Giappone alla “pace e prosperità nella regione”. Il primo ministro giapponese ha aggiunto che le parti hanno concordato in linea di principio un patto militare che consentirebbe al Giappone di esportare attrezzature e tecnologie per la difesa in Vietnam, inclusi aerei da pattuglia e radar. I due premier hanno infine concordato di riprendere i voli tra i loro paesi al più presto per permettere lo spostamento dei lavoratori qualificati, seguendo alcune norme sanitarie di prevenzione. Nella giornata di lunedì, Suga ha incontrato gli studenti della Vietnam-Japan University e ha visitato il Mausoleo di Hồ Chí Minh.

Lê Thị Thu Hằng, portavoce del Ministero degli Esteri, ha dichiarato che la visita di Suga si è svolta in un momento in cui le relazioni tra Vietnam e Giappone si stanno sviluppando positivamente. La visita del premier giapponese segnala la volontà, da parte del governo di Tōkyō, di continuare a rafforzare le relazioni con il Vietnam, permettendo la discussione delle misure per promuovere la cooperazione in tutti i campi e delle questioni regionali e internazionali di reciproco interesse. Il Giappone ha palesato la volontà di lavorare con il Vietnam per definire una direzione di cooperazione a lungo termine nella fase di post-crisi sanitaria. 

Articolo pubblicato per la prima volta su www.lacittafutura.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

There are 2 comments

  1. Il Vietnam paga le conseguenze del riscaldamento globale | World Politics Blog

    […] Anche diverse organizzazioni internazionali si sono mobilitate per raccogliere donazioni in denaro e beni al fine di aiutare le vittime delle inondazioni nel Vietnam centrale. In particolare, il Vietnam riceverà il sostegno dell’Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (JICA), come promesso dal premier nipponico Yoshihide Suga in occasione della sua recente visita nel Paese. […]

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