Seychelles: la destra al potere dopo 44 anni

La vittoria di Wavel Ramkalawan e dell’Alleanza Democratica delle Seychelles segna il ritorno della destra al potere nell’arcipelago dell’Oceano Indiano oltre 43 anni dopo la fine della presidenza di James Mancham.

Le elezioni tenutesi nelle Seychelles tra il 22 ed il 24 ottobre hanno assegnato la vittoria a Wavel Ramkalawan, che diventa così il quinto presidente nella storia del Paese, divenuto indipendente dal Regno Unito il 29 giugno del 1976. Cinquantanovenne prete anglicano, Ramkalawan è da oggi (26 ottobre, data ufficiale dell’inizio del mandato) il primo presidente di destra oltre 43 anni dopo la fine della presidenza del conservatore James Mancham, primo capo di stato del Paese, deposto il 5 giugno 1977 dalla rivolta che ha portato alla lunga presidenza di France-Albert René, leader del Fronte Progressista del Popolo delle Seychelles (Seychelles People’s Progressive Front – SPPF), rimasto in carica fino al 2004.

In seguito alle dimissioni di France-Albert René, la presidenza è stata assunta da James Michel (2004-2016) e successivamente da Danny Faure, entrambi esponenti del SPPF, che nel frattempo ha cambiato nome in due occasioni, assumendo la denominazione di Partito del Popolo (Parti Lepep) nel 2009 e di Seychelles Unite (United Seychelles – US) nel 2018.

Ramkalawan, candidato dell’Alleanza Democratica delle Seychelles (Linyon Demokratik Seselwa – LDS), una forza di ispirazione liberista, ha conquistato la vittoria al primo turno, superando ampiamente il 50% delle preferenze (54.91%), mentre il presidente uscente Danny Faure non è riuscito ad andare oltre il 43.51%. Sulle schede elettorali era presente anche un terzo candidato, Alain St. Ange, che però non è riuscito ad andare oltre l’1.58%. Per Ramkalawan si tratta di un’importante rivincita, dopo essere stato sconfitto nelle cinque elezioni presidenziali precedenti, ed in particolare dopo essere stato battuto da Michel nelle elezioni del 2015 per meno di duecento schede.

La destra ha conquistato la maggioranza anche nelle elezioni legislative, tenutesi in contemporanea con quelle presidenziali. LDS ha infatti conquistato il 54.84% dei consensi, eleggendo venticinque deputati sui trentacinque scranni che compongono l’emiciclo di Victoria. Gli altri dieci seggi saranno occupati da rappresentanti di US, che ha ottenuto il 42.35%. Nessuno degli altri partiti presenti è riuscito a superare la soglia del 10% o ad ottenere uno dei seggi assegnati con il metodo del first-past-the-post.

Le elezioni si sono svolte in un clima non semplice, anche a causa delle misure prese per evitare la diffusione dell’epidemia da Covid-19. Per queste ragioni, la campagna elettorale si è svolta interamente online, senza comizi o altri eventi di piazza. Nonostante questo, l’affluenza alle urne è rimasta piuttosto elevata (88.40% su meno di 75.000 aventi diritto).

Per la cronaca l’arcipelago delle Seychelles, composto da 115 isole di diverse dimensioni, molte delle quali disabitate, ha fino ad ora contabilizzato solamente 153 casi positivi al Covid-19, senza registrare decessi. Nonostante queste statistiche incoraggianti, le Seychelles hanno fortemente subito le conseguenze della pandemia, soprattutto per via del crollo del settore turistico, che rappresenta la voce principale tra le entrate del Paese.

La vittoria delle forze liberiste su quelle socialdemocratiche è stata naturalmente accolta con favore da Washington, il cui Dipartimento di Stato ha decritto queste elezioni come “un’altra importante pietra miliare nella democrazia delle Seychelles”. Nel comunicato, si legge anche che gli Stati Uniti “non vedono l’ora di espandere la cooperazione su un’ampia gamma di interessi reciproci, tra cui la sicurezza marittima, il buon governo e la lotta all’abuso delle droghe, alla pirateria e al terrorismo”.

Secondo gli analisti, la sconfita dei socialdemocratici è dovuta alla perdita di consensi registrata dallo storico partito di governo tra le classi popolari, che in passato lo hanno sempre sostenuto sotto le sue diverse denominazioni. La forte diseguaglianza che ancora oggi esiste nell’arcipelago ha portato gli elettori a dirigersi verso LDS, nonostante questo sia storicamente considerato come il partito dell’élite economica, che possiede gli alberghi e gli impianti turistici che rappresentano la grande ricchezza del Paese.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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