Il Venezuela si prepara alle elezioni legislative del 6 dicembre

Il 6 dicembre avranno luogo in Venezuela le elezioni legislative, un importante appuntamento per il rinnovamento della fiducia popolare nei confronti del PSUV e del presidente Nicolás Maduro. Nel frattempo, Caracas diventa un partner commerciale sempre più importante per la Cina.

LE ELEZIONI DEL 6 DICEMBRE

La scadenza elettorale del 6 dicembre è molto attesa in Venezuela: in quell’occasione, i cittadini del Paese sudamericano saranno chiamati a rinnovare la composizione dell’Assemblea Nazionale, il parlamento unicamerale di Caracas, attualmente controllata dall’opposizione, che riuscì ad ottenere la maggioranza alle legislative del 2015. Nonostante le grandi difficoltà causate dalla crisi sanitaria mondiale e dal blocco economico perpetrato dagli Stati Uniti, il Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) ed il presidente Nicolás Maduro vedono questo appuntamento come un momento fondamentale per confermare la fiducia popolare nei confronti dell’attuale governo e spazzare via quel parlamento che aveva dato il via al tentativo di colpo di stato da parte di Juan Guaidó.

In Venezuela la nuova Assemblea Nazionale sarà eletta dall’uomo e dalla donna comuni, dagli umili del popolo venezuelano, e con il vostro voto otterremo la pace!”, ha dichiarato il presidente Maduro nella giornata di venerdì. “Se volete che rimettiamo in sesto l’economia, il Paese, i salari e tutto il resto, devi uscire e votare il 6 dicembre. È quello che bisogna fare dopo cinque anni di sabotaggio da parte dell’Assemblea nazionale”, ha sottolineato ancora il capo dell’esecutivo venezuelano. “Dopo cinque anni di sabotaggio e guerra economica, stanno per arrivare cinque nuovi anni di ripresa, di rinnovata speranza, di lavoro condiviso, armonia, equilibrio”, ha concluso.

Maduro ha inoltre puntato il dito contro il governo degli Stati Uniti, i governi di destra dell’America Latina e l’Unione Europea, esortandoli a cessare i loro attacchi e le misure coercitive unilaterali contro il Paese sudamericano: “Il potere legislativo non sarà determinato da decisioni straniere, non sarà Donald Trump ad eleggere i deputati, non sarà l’Unione Europea o Iván Duque [presidente della Colombia, ndr] a scegliere i deputati, sarà il popolo venezuelano, in modo sovrano, il 6 dicembre con il proprio voto”.

Anche il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha sottolineato che l’opposizione venezuelana ha cercato con tutti i mezzi di usurpare la sovranità popolare e minare l’indipendenza, mentre è necessario far rispettare il testo costituzionale che stabilisce “chiaramente che gli organi dello Stato provengono dalla sovranità popolare, non sono emanati dal sangue e dal fuoco e nemmeno obbediscono agli interessi stranieri”.

Il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha affermato che “il voto del 6 dicembre è un atto di dimostrazione di sovranità, volontà di pace e difesa della Patria”. “Negli ultimi anni le aggressioni di Washington hanno generato conseguenze per l’intero popolo venezuelano, senza eccezioni”, ha aggiunto il responsabile della politica estera venezuelana.

Se il partito di governo spera di riconquistare la maggioranza all’interno dell’organo legislativo, persino molti esponenti dell’opposizione hanno espresso giudizi negativi circa il parlamento uscente, ed attendono un importante rinnovamento in occasione di queste elezioni. Secondo Javier Alejandro Bertucci, leader del partito di opposizione El Cambio, l’attuale Assemblea “non ha fatto nulla per il benessere del popolo. Non dobbiamo fare offerte fuorvianti, ma dare risposte che migliorano la nostra società”.

Nel frattempo, sempre nella giornata di venerdì, la presidente del Consiglio elettorale nazionale (CNE) del Venezuela, Indira Alfonzo, ha affermato che sono stati conclusi i lavori per distribuire il materiale elettorale e permettere la messa in piedi dei seggi elettorali in vista della scadenza della prossima settimana. Un grande lavoro è stato svolto per permettere alle elezioni di svolgersi regolarmente anche nel corso della pandemia da Covid-19: alle legislative avranno il diritto di partecipare più di 20.7 milioni di persone, che dovranno scegliere i 277 nuovi parlamentari tra 14.400 candidati di 107 partiti e liste. La nuova Assemblea Nazionale entrerà in carica il 5 gennaio.

COOPERAZIONE COMMERCIALE CON LA CINA

Venerdì 27 novembre, il portavoce del Ministero degli Affari esteri della Cina, Zhao Lijian, ha confermato che il Paese asiatico manterrà la cooperazione commerciale con il Venezuela nonostante le minacce degli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha indicato che il Venezuela è un partner commerciale importante e strategico di grande rilevanza: “La cooperazione tra Cina e Venezuela è sempre stata condotta in conformità con i principi di uguaglianza, mutuo vantaggio, cooperazione reciprocamente vantaggiosa e commercializzazione”, ha detto Lijian.

Nel corso di una conferenza stampa: Lijian ha sottolineato che la Cina manterrà le relazioni commerciali con il Venezuela indipendentemente dalle minacce e dalle sanzioni penali imposte unilateralmente dagli Stati Uniti alle società e ai Paesi che negoziano con il governo del presidente Nicolás Maduro: “La Cina crede fermamente che, indipendentemente da come cambierà la situazione, la cooperazione Cina-Venezuela continuerà normalmente e andrà a vantaggio dei due popoli”, ha detto il portavoce.

Di recente, diverse agenzie internazionali hanno rivelato che la Petróleos de Venezuela (PDVSA), la compagnia petrolifera nazionale, ha ripreso le operazioni di transito marittimo per la fornitura diretta di petrolio alla Cina, superando dunque il blocco commerciale illegale imposto unilateralmente dagli Stati Uniti.

Attualmente, l’economia venezuelana continua ad essere fortemente danneggiata a causa della politica criminale portata avanti da Washington, che cerca di impedire ogni forma di commercio da parte del Venezuela, in particolare quella riguardante la benzina e gli altri derivati del petrolio. Al contrario, la politica cinese ha risvolti positivi sia per il governo che per il popolo del Venezuela, che grazie a Pechino e ad altri partner commerciali potrà superare questo momento critico.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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