Covid-19: la Russia è il primo Paese a lanciare la campagna di vaccinazione

Questa settimana, il governo russo ha dato il via alla campagna di vaccinazione, partendo dalla città di Mosca e dalle categorie a più alto rischio. Sputnik V è dunque il primo vaccino contro il Covid-19 ad entrare effettivamente in commercio, e presto sarà reso disponibile anche per gli altri Paesi che ne hanno fatto richiesta.

Dopo essere stato il primo Paese in grado di presentare un vaccino efficace contro il Covid-19, la Russia ha ottenuto anche un altro primato, quello dell’inizio della campagna di vaccinazioni su vasta scala. L’operazione è stata lanciata questa settimana nella città di Mosca, la più colpita dalla pandemia, ed è stata estesa a tutto il territorio nazionale a partire dal fine settimana.

A confermarlo è stata Tat’jana Golikova, vice ministro della sanità: “La campagna di vaccinazione è già stata lanciata nell’esercito russo, nella città di Mosca“, ha dichiarato nella giornata di venerdì. “Entro la fine della settimana, tutte le regioni del paese si uniranno a questa campagna“, ha aggiunto Golikova, sottolineando che il presidente Vladimir Putin ha incaricato il governo e le autorità regionali di dare il via alla campagna di vaccinazione volontaria gratuita contro l’infezione da coronavirus.

Secondo quanto riportato dalla stampa russa, il Ministero della Sanità selezionerà delle categorie particolarmente a rischio, che avranno la precedenza nell’accesso al vaccino: “Vorrei ripetere ancora una volta che prima di tutto saranno vaccinate le persone a rischio, ovvero operatori sanitari, insegnanti, assistenti e operatori della comunità, forze dell’ordine e coloro che lavorano con servizi essenziali“, ha sottolineato Golikova. Saranno invece escluse le persone con determinate malattie croniche, mentre le vittime di infezioni respiratorie acute dovranno attendere due settimane dopo essersi riprese per ricevere la prima iniezione.

Secondo i dati forniti dal Cremlino, la vaccinazione avrà bisogno di 42 giorni per essere completata; ciò significa che coloro ai quali sarà inoculato il vaccino Sputnik dovranno continuare ad osservare le precauzioni necessarie per non contrarre il virus in quest’arco di tempo: astenersi dal visitare luoghi affollati, indossare maschere per il viso, usare disinfettanti, ridurre al minimo i contatti e astenersi dal bere alcolici o assumere farmaci immunosoppressori.

Il Ministero della Sanità di Mosca ha inoltre sottolineato che la vaccinazione dei cittadini russi sarà gratuita e assolutamente volontaria, e che lo Sputnik V è stato aggiunto all’elenco dei all’elenco dei medicinali vitali ed essenziali stilato dallo stesso Ministero. Il governo ha inoltre fissato il prezzo di costo massimo del vaccino a 1.942 rubli per due dosi (circa 26,20 dollari), mentre una scatola da cinque set di due dosi costerà al massimo 9.710 rubli (circa 131 dollari).

Ricordiamo che la Russia è stata tra le principali vittime del Covid-19 a livello internazionale, figurando al quarto posto per numero di contagi, con oltre 2.4 milioni di test positivi registrati. Tuttavia, il numero di decessi registrati in Russia è attualmente di circa 42.600, un numero decisamente inferiore rispetto a Paesi che hanno registrato meno casi, come Italia, Francia, Regno Unito e Spagna.

Michail Muraško, il ministro della sanità di Mosca, ha affermato che la situazione sanitaria della Russia può essere considerata come stabile. “In primo luogo, dobbiamo garantire che il personale medico e gli insegnanti siano in grado di lavorare. E la fase successiva sono i gruppi a rischio, o quelli ad alto rischio di complicazioni e ricoveri“, ha sottolineato, tracciando quelle che saranno le prossime mosse della campagna di vaccinazione.

Lo Sputnik V non sarà somministrato solamente in Russia: al contrario, sono numerosi i Paesi che hanno già stipulato accordi con il governo moscovita per ricevere dosi del primo vaccino contro il Covid-19. Presidente uscente della Moldova (cederà il posto a Maia Sandu il prossimo 24 dicembre), Igor Dodon ha affermato che il suo Paese ha presentato una richiesta ufficiale al primo ministro russo Michail Mišustin: “Speriamo che questo vaccino arrivi in Moldova nel più breve tempo possibile, perché la pandemia è in aumento e non saremo in grado di affrontarlo senza un vaccino“, ha affermato il capo di Stato dell’ex repubblica sovietica.

La Russia ha già stipulato numerosi accordi internazionali per la produzione e la distribuzione del vaccino Sputnik in altri Paesi. Secondo i dati del Cremlino, almeno 50 Paesi di tutti i continenti hanno fatto richiesta per oltre 1.2 miliardi di dosi. Bielorussia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, India e Venezuela hanno partecipato alle fasi di sperimentazione, mentre Argentina, Brasile, Cina, Corea del Sud, India e altri Paesi hanno stretto accordi con Mosca per produrre il vaccino in casa propria.

Di recente, il Fondo russo per gli investimenti diretti ha dichiarato di aver stipulato un accordo di cooperazione per la registrazione, la produzione e la distribuzione del vaccino contro il Covid-19 con il Ministero della Sanità del Kazakistan. “La produzione del vaccino Sputnik V che sarà organizzata in Kazakistan renderà possibile ridurre i costi logistici e garantire la fornitura del vaccino alle strutture mediche in un breve periodo di tempo. Oltre a questo, gli accordi consentiranno di espandere lo scambio di tecnologie, ricerca ed esperienza medica tra i nostri Paesi“, ha dichiarato Kirill Dmitriev, numero uno del Fondo.

Un’altra ex repubblica sovietica, l’Uzbekistan, ha ricevuto questa settimana le prime dosi del vaccino russo, consegnato personalmente alle autorità locali dal ministro dell’industria e del commercio Denis Manturov. “I campioni sono stati inviati alla parte uzbeka per condurre le prove necessarie per ottenere la registrazione e avviare la produzione industriale del vaccino in Uzbekistan“, affermano le fonti ufficiali.

Anche il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha confermato che il suo Paese ha ricevuto venti dosi del vaccino Sputnik. Il capo di Stato ha dichiarato di aver ignorato le indicazioni provenienti dall’Unione Europea contro l’utilizzo del vaccino russo: “Se avessi deciso contro il vaccino russo o cinese seguendo l’opinione di Bruxelles, come avrei potuto dormire sapendo che delle persone che avrebbero potuto essere salvate stanno morendo?“, ha detto.

Il lancio della campagna di vaccinazione nel Paese ed il grande interesse suscitato nel resto del mondo dal vaccino Sputnik segna dunque un’altra importante vittoria della Russia sullo scenario internazionale, che contrasta con la campagna mediatica lanciata contro il vaccino russo da Europa e Stati Uniti, che continuano a metterne in dubbio l’efficacia e la sicurezza nonostante le evidenze scientifiche a disposizione.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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