Prosegue con successo la lotta di Cuba contro il Covid-19

Lo sviluppo di quattro vaccini, la produzione di innovativi respiratori polmonari e le misure prese per garantire l’inizio del nuovo anno scolastico in presenza dimostrano come Cuba sia uno dei Paesi che meglio sta rispondendo all’emergenza pandemica mondiale.

L’isola di Cuba continua a distinguesi nella sua capacità di combattere il Covid-19, come dimostrano anche le statistiche riguardanti la pandemia: i casi positivi a Cuba sono fino ad ora stati meno di 9.000, mentre i decessi sono stati appena 136, numeri decisamente inferiori, ad esempio, alla vicina Giamaica, che pure ha una popolazione di soli di soli tre milioni di abitanti a fronte degli 11.5 milioni della maggiore delle isole caraibiche. Cuba si situa inoltre nelle ultime posizioni della regione nordamericana per quanto riguarda il rapporto tra casi positivi e popolazione e quello tra morti e popolazione, battuta solamente dalla piccola isola di Saint Lucia (184.000 abitanti).

L’eccellenza cubana in campo sanitario ha permesso al Paese di arginare la pandemia mentre, come sappiamo, i medici cubani sono andati in soccorso di decine di altri Paesi, Italia compresa. I ricercatori dell’isola hanno inoltre sviluppato autonomamente ben quattro vaccini candidati ad entrare in commercio al più presto: Soberana 01, Soberana 02, Abadala e Mambisa.

Di recente, le autorità hanno annunciato l’inizio della sperimentazione clinica del vacino Abadala nella provincia di Santiago de Cuba, nell’est del Paese, dopo che il prodotto ha ricevuto l’autorizzazione per questa fase dal Centro per il controllo statale dei medicinali, delle apparecchiature e dei dispositivi medici (Cecmed). Tale vaccino è staton sviluppato dal Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (CIGB), il quale ha fatto sapere che le sperimentazioni hanno avuto inizio lo scorso 2 dicembre. La prima fase dello studio clinico durerà fino al 16 febbraio 2021 e coinvolgerà 200 volontari epiù di 40 operatori sanitari tra medici, infermieri e operatori di laboratorio.

Ottime notizie arrivano anche dagli sviluppatori dei primi due vaccini di produzione cubana, Soberana 01 e Soberana 02. Il direttore dell’Instituto Finlay de Vacunas, Vicente Vérez Bencomo, ha infatti comunicato che i due vaccini sono pronti ad entrare nella fase tre della sperimentazione, quella che precede la messa in commercio. La terza fase dovrebbe coinvolgere anche altri Paesi. Secibdi quanto affermato da Vérez Bencomo, Soberana 01 dovrà concludere la sua prima fase dei test clinici entro la fine del 2020. Successivamente verrà determinato quale delle sue cinque formulazioni sarà approvata per avanzare più velocemente alla seconda fase, a partire dal 2021. Per Soberana 02, invece, la terza fase potrebbe avere inizio già prima della fine del 2020.

I due vaccini, è bene ricordarlo, sono stati sviluppati grazie alla collaborazione di varie istituzioni nazionali cubane, tra le quali il Centro di ingegneria molecolare (CIM) e l’industria biotecnologica e farmaceutica di Cuba (Biocubafarma). Soberana 01, in particolare, ha rappresentato il primo vaccino anti Covid-19 sviluppato nell’intera regione latinoamericana.

Il direttore della Biocubafarma, Eduardo Martínez, ha spiegato che i ricercatori cubani hanno adottato la strategia di sviluppare numerose varianti per ciascun vaccino, al fine di verificare quali potessero avere maggior efficacia. “Lo sviluppo di diverse varianti di vaccino ha anche lo scopo di posizionarle ad età diverse, cioè un vaccino per bambini potrebbe essere diverso da quello che usiamo negli adulti e, all’interno degli adulti, potremmo differenziare gli ultrasessantenni, che, come sappiamo, richiedono un vaccino di maggiore potenza per raggiungere i livelli di immunità necessari per la protezione contro il virus“, ha esplicitato il dottor Martínez.

Oltre alla ricerca per i vaccini, Cuba sta puntando anche sulla produzione di respiratori polmonari, fondamentali per salvare la vita di molti malati di Covid-19. La scorsa settimana, il presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel, ha preso parte in prima persona alla presentazione di diversi progetti di modelli di ventilatori polmonari, accompagnato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz e da altri esponenti del governo. In particolare, è stato svelato per la prima volta un ventilatore di emergenza sviluppato nell’isola caraibica dal Proyecto Cubano Ventilador de Emergencia (Pcuvente), che sarà consegnato a diversi centri ospedalieri per curare pazienti in stato di emergenza. In quest’occasione, Díaz-Canel ha sottolineato che nonostante il blocco economico criminale imposto unilateralmente dagli Stati Uniti al Paese caraibico, la ricerca, lo sviluppo scientifico e industriale continuano a progredire a pieno ritmo per soddisfare le esigenze del comunità meno favorite. Gli specialisti cubani hanno infine rivelato che stanno attualmente lavorando alla produzione di vari dispositivi per la cura delle persone infette dal coronavirus, incluso un dispositivo di ventilazione non invasivo chiamato Ventopap.

Nel frattempo, lunedì 7 dicembre ha preso il via il nuovo anno scolastico, che era precedentemente stato rinviato a causa della situazione epidemiologica. L’attuale situazione, che ha costretto le autorità competenti a rendere più breve l’anno scolastico 2020-2021, è stato preso in considerazione per programmare l’introduzione di nuovi contenuti educativi. Gli studenti delle scuole materne ed elementari frequenteranno le scuole a tempo pieno, mentre per le scuole medie e superiori, nonché per le università, gli orari sono stati riadattati per evitare il sovraffollamento. Gli studenti di tutte le scuole potranno prendere parte alle lezioni solamente dopo essersi disinfettati le mani e in assenza di sintomi riconducibili al Covid-19. Negli istituti scolastici sono state create anche le condizioni per garantire l’igiene di studenti e insegnanti, come l’installazione di più servizi igienici e il miglioramento dell’approvvigionamento idrico.

Cuba, come gli altri Paesi socialisti, dimostra ancora una volta la propria capacità di far fronte ad un’emergenza che invece ha messo in ginocchio le istituzioni e le economie dei Paesi a capitalismo avanzato.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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