India: importante vittoria dei comunisti in Kèrala

I due partiti comunisti indiani, riuniti sotto l’egida del Fronte Democratico della Sinistra, hanno ottenuto una nuova importante vittoria in occasione delle elezioni locali in Kèrala.

Il Kèrala è uno dei ventotto Stati federati che appartengono all’Unione Indiana, situato lungo la costa sud-occidentale del Paese ed abitato da oltre 33 milioni di persone. Pur dipendendo dal governo centrale di Nuova Delhi, il Kèrala è divenuto nel corso degli anni quasi uno stato a sé stante rispetto al resto dell’India, soprattutto grazie ai governi del Partito Comunista d’India (Marxista), che lo pongono in netta opposizione con il governo federale di destra, guidato dal primo ministro Narendra Modi. I comunisti hanno infatti governato il Kèrala sin dal 1956, alternandosi al potere con il Congresso Nazionale Indiano, di orientamento socialdemocratico.

Considerato come lo stato più a sinistra di tutta l’India, il Kèrala ha tratto beneficio dalle politiche sociali messe all’opera dai comunisti, tanto che oggi può vantare un tasso di alfabetizzazione del 91%, decisamente il più alto di tutto il Paese. Il Kèrala è inoltre considerato come lo stato meno corrotto dell’India, secondo i dati dell’organizzazione non governativa Transparency International, e quest’anno si è distinto come l’unico stato federato indiano in grado di arginare la pandemia da Covid-19.

Se, in tutta l’India, il Covid-19 ha colpito quasi 82 milioni di persone e causato circa 1.8 milioni di decessi, il Kèrala può vantare un tasso di guarigione altissimo, grazie ai finanziamenti di cui ha potuto godere il settore della sanità pubblica ed alla tempestività degli interventi attuati dal governo guidato da Pinarayi Vijayan, in carica dal 2016. Ad esempio, la sola città di Nuova Delhi ha fatto registrare oltre diecimila decessi, mentre l’intero stato del Kèrala ne ha subiti meno di tremila con una popolazione doppia ed un numero di casi positivi simile.

Non deve sorprendere dunque la vittoria ottenuta dal Fronte Democratico della Sinistra nelle ultime elezioni locali, nelle quali la coalizione anticapitalista ha ottenuto il 40.18% delle preferenze. All’interno del Fronte, il Partito Comunista d’India (Marxista) si è affermato come la prima forza politica del Kèrala, con il 26.71% delle preferenze, una percentuale alla quale andrebbero sommati i voti del Partito Comunista d’India (6.93%). Oltre alle due forze comuniste, all’interno del Fronte hanno ottenuto risultati positivi anche il Congresso del Kerala (M), con il 2.54%, ed il nuovo partito socialista denominato Loktantrik Janata Dal (1.40%).

All’opposizione, il raggruppamento di centro-sinistra del Fronte Democratico Unito ha ottenuto il 37.92% dei consensi, con il Congresso Nazionale Indiano che si conferma il principale partito di questa coalizione (25.29%), sostenuto anche dalla Lega Musulmana dell’Unione Indiana (9.06%). Decisamente meno lusinghiero, invece, il risultato della coalizione di destra, l’Alleanza Democratica Nazionale, che non è andata oltre il 15.02%: in particolare, il Partito del Popolo Indiano (Bharatiya Janata Party), quello del primo ministro Narendra Modi, si è dovuto accontentare del 14.80%.

La vittoria del Fronte Democratico della Sinistra ha anche portato all’elezione di Arya Rajendran come sindaco di Thiruvananthapuram, la capitale del Kèrala. Ventunne studentessa universitaria in matematica e militante del PCI (M), Arya è divenuta la più giovane a ricoprire questo incarico nella storia dell’India: “Ho affrontato le elezioni con fiducia e coraggio. Sono pronta ad assumermi ogni responsabilità che mi viene affidata dal mio partito. Il mio sogno è portare avanti insieme la politica ei miei studi“, ha dichiarato. Arya proviene da una famiglia di importante tradizione marxista, ed ha ereditato la passione per la politica dal padre. “La nostra città è bella. Per mantenerla così, dovrebbe essere priva di rifiuti. Oltre a un sistema scientifico di gestione dei rifiuti, è necessaria una profonda consapevolezza tra le persone per non abbandonare i rifiuti sui bordi delle strade“, ha aggiunto.

Questo il commento del politburo del Partito Comunista d’India (Marxista) in seguito al successo delle elezioni locali in Kèrala: “Il politburo del Partito Comunista d’India (Marxista) si congratula e rende onore al popolo del Kèrala per aver dato al Fronte Democratico di Sinistra in Kèrala una grande vittoria nelle elezioni del corpo locale. Il Fronte ha ottenuto una grande maggioranza in tutti e tre i livelli dei panchayat [istituto dei governi locali indiani, ndt]. […] Il popolo del Kèrala ha fatto registrare la propria approvazione per le prestazioni del governo del Fronte. Il popolo ha apprezzato il lavoro svolto dal governo dello stato e dagli enti locali per far fronte alle gravi inondazioni del 2018 e alla pandemia di Covid-19”.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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