Capodanno? Solo per i Paesi socialisti

Mentre in tutto l’occidente il lockdown ha costretto la popolazione a restare in casa, nei Paesi socialisti è stato possibile festeggiare il capodanno con eventi pubblici grazie ai risultati perseguiti da questi governi nel contenimento della pandemia da Covid-19.

In quasi tutto il mondo, il capodanno 2021 è stato vissuto in maniera atipica a causa della pandemia da Covid-19 che continua ad imperversare in gran parte del pianeta. In Italia, come negli altri Paesi europei, i lockdown imposti dai governi hanno costretto i cittadini a celebrare il nuovo anno in casa, con una ristretta cerchia di parenti, senza possibilità di prendere parte ad eventi pubblici né di scendere in strada. Lo stesso dicasi per i Paesi a capitalismo avanzato degli altri continenti, dove il virus continua a mietere vittime.

Tra le pochissime eccezioni troviamo quei Paesi socialisti che sono riusciti a sconfiggere il virus grazie alle politiche lungimiranti messe in atto dai rispettivi governi. In Cina, in Vietnam o ancora in Corea del Nord, il nuovo anno è stato festeggiato come al solito, con eventi pubblici dalla grande partecipazione, in alcuni casi con l’obbligo di mascherina e con la misurazione delle temperatura corporea prima di entrare nei luoghi affollati. Curiosamente, il capodanno civile è stato questa volta festeggiato decisamente di più in Asia orientale, dove invece la ricorrenza più attesa è quella del tradizionale capodanno lunare (Nónglì Xīnnián in cinese, Tết Nguyên Đán in vietnamita, Seollal in coreano), che quest’anno cadrà il 12 febbraio.

Le prime immagini a fare il giro del web sono state quelle della città cinese di Wuhan, dove circa un anno fa furono ravvisati i primi casi di positività al Covid-19. Festeggiamenti pubblici si sono tenuti anche in tutte le principali città della Repubblica Popolare, che oramai si trova solamente all’82° posto tra i Paesi con più contagi (poco più di 87.000) e al 44° per numero di decessi (4.634), pur trattandosi del Paese più popolato al mondo. Nonostante la Cina sia stato il primo Paese a dover fare i conti con il nuovo virus, il governo di Pechino è stato in grado di debellare quasi del tutto la malattia nel giro di pochi mesi, ed oramai ravvisa pochi casi positivi al giorno, la maggioranza provenienti da viaggiatori che arrivano dall’estero. I cinesi hanno in effetti numerosi motivi per festeggiare: non solo sono riusciti ad arginare la pandemia, ma hanno anche chiuso il 2020 con un tasso di crescita del PIL positivo. Inoltre, il 2021 sarà l’anno del centenario della fondazione del Partito Comunista Cinese, un anniversario molto sentito dal Paese.

Hồ Chí Minh City, Hà Nội (in foto) e le altre principali città vietnamite hanno organizzato eventi pubblici ai quali hanno preso parte migliaia di persone. Il Vietnam è infatti universalmente considerato come il Paese che meglio di ogni altro ha affrontato la pandemia, grazie alla lungimirante leadership del Partito Comunista. Nonostante i 98 milioni di abitanti, il Paese del sud-est asiatico ha registrato meno di 1.500 casi positivi ed appena 35 decessi, numeri inferiori a quelli di microstati come San Marino o il Liechtenstein. Attualmente, il Vietnam ha superato il mese senza contaggi interni al Paese, mentre i pochi casi che vengono ravvisati quotidianamente riguardano persone messe in quarantena al loro arrivo nel Paese dall’estero. Anche il Vietnam, come la Cina, ha chiuso il 2020 con un’andamento del PIL positivo, ed il Paese continua a scalare le classifiche degli indicatori macroeconomici mondiali.

La Repubblica Democratica Popolare di Corea, ovvero la Corea del Nord, si avvia ad affrontare nelle prossime settimane il Congresso del Partito del Lavoro, un evento dalla grande rilevanza politica. Nel frattempo, però, i nordcoreani hanno potuto festeggiare il capodanno con eventi pubblici e giochi pirotecnici, come dimostrano le immagini che giungono da Pyongyang, mentre a sud del 38° parallelo i sudcoreani erano costretti al lockdown. Ufficialmente, la RDPC ha registrato ancora oggi zero casi positivi al Covid-19: anche se alcuni casi potrebbero essersi verificati, va ricordato che il governo nordcoreano ha chiuso le frontiere sin da gennaio, riuscendo così ad evitare il diffondersi del virus. In occasione del capodanno, il leader Kim Jong Un ha invitato a tutti i cittadini una breve lettera di auguri: “Anche nel nuovo anno lavorerò duramente per anticipare la nuova era in cui gli ideali ei desideri della nostra gente diventeranno realtà“, ha scritto.

Le immagini delle strade deserte di molte città italiane, europee e non solo devono far riflettere circa il baratro al quale ci ha portato il sistema capitalista vigente. Il 2020, seppur attraverso un evento infausto come quello pandemico, ci ha dimostrato come i Paesi retti da un sistema socialista siano stati gli unici in grado di rispondere in maniera efficace all’emergenza sanitaria, riuscendo a salvaguardare allo stesso tempo la salute delle persone e l’economia della nazione. Che il 2021 sia un nuovo anno di trionfi sotto la bandiera rossa del socialismo!

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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