La Bolivia si affida ai vaccini di Russia e Cina

Il neoeletto presidente boliviano Luis Arce ha confermato che il Paese sudamericano farà affidamento sui vaccini Sputnik V e SinoVac, prodotti rispettivamente da Russia e Cina.

Lo scorso 28 dicembre, il presidente della Bolivia, Luis Arce, ha promulgato una legge per garantire le risorse necessarie per l’acquisto di vaccini contro il Covid-19. In carica da appena due mesi, Arce ha anche sottolineato come il provvedimento sia stato necessario per colmare la lacuna lasciata dal governo golpista di Jeanine Áñez, che invece non si era preoccupato di stanziare le risorse per fronteggiare l’epidemia in maniera adeguata: “Contrariamente a quanto facevano gli altri paesi che avevano governi legittimamente eletti e che si facevano carico dei vaccini, il governo de facto della Bolivia non lo ha fatto a suo tempo“, ha dichiarato il presidente socialista.

La Legge sul bilancio generale dello Stato promulgata dal governo boliviano, all’interno della quale sono stanziate le risorse per fronteggiare la pandemia, garantisce che il 10% del budget dello Stato venga utilizzato per rafforzare il sistema sanitario nazionale. “Il budget 2021 prevede anche la conclusione dei lavori per la costruzione dei nostri ospedali rimasti da tempo abbandonati“, ha aggiunto ancora Arce. “Il nostro impegno è concludere l’intero programma ospedaliero che avevamo redatto, disporre di tutte le infrastrutture per fronteggiare possibili focolai di coronavirus e di altre malattie del paese“.

Il 30 dicembre, dopo aver contrattato con diversi altri paesi, il governo boliviano ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Russia per acquisire 5,2 milioni di dosi del vaccino Sputnik V, utili a vaccinare 2,6 milioni di persone (il vaccino prevede infatti due dosi da somministrare a distanza di tre settimane). In questo modo, la Bolivia si assicurerà una quota di vaccini superiore rispetto a quella destinata al paese sudamericano dal Global Access Fund for Covid-19 Vaccines. In seguito della firma dell’accordo, Arce ha affermato che la Bolivia sarà in grado di vaccinare l’80% della popolazione, e che i vaccini verranno somministrati gratuitamente a spese dello Stato. In questo modo, la Bolivia ha seguito la strada degli altri governi progressisti sudamericani, quelli di Argentina e Venezuela, che già da tempo hanno raggiunto un accordo con le autorità russe per il vaccino Sputnik V.

Il 5 gennaio, María Renee Castro, viceministro della Sanità con delega per la Promozione, la Vigilanza Epidemiologica e la Medicina Tradizionale, ha affermato che le autorità sanitarie boliviane hanno autorizzato l’utilizzo non solo del vaccino russo Sputnik V, ma anche di quello cinese SinoVac. Le autorità sanitarie boliviane hanno preso in considerazione diversi vaccini provenienti da diversi paesi, prima di preferire queste due opzioni. Persino il Brasile del reazionario Jair Bolsonaro, del resto, si è dovuto arrendere all’evidenza, firmando un accordo per l’acquisto di ben cento milioni di dosi – di cui 46 milioni da consegnare entro fine aprile – del vaccino CoronaVac, anch’esso di produzione cinese.

A causa della gestione scellerata dell’emergenza da parte del governo golpista di Jeanine Áñez, la Bolivia ha accumulato quasi 170.000 casi positivi al Covid-19, superando i 9.300 decessi. Di recente, fonti governative hanno confermato la positività al virus di Rogelio Mayta, ministro delle Relazioni Estere dell’attuale governo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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