USA e Russia si accordano per il rinnovamento del New START

I governi di Stati Uniti e Russia hanno raggiunto l’accordo per il rinnovamento del trattato New START, che prevede la riduzione del 30% delle testate nucleari presenti nell’arsenale dei due paesi.

L’accordo New START venne firmato l’8 aprile 2010 dal presidente statunitense Barack Obama e dal suo omologo russo Dmitrij Medvedev. Pensato per sostituire una serie di accordi stipulati precedentemente dai due paesi, il New START si prefiggeva il compito di ridurre del 30% il limite di testate nucleari fissato dal precedente accordo SORT. Il New START rappresenta anche l’unico accordo bilaterale ancora vigente tra Stati Uniti e Russia.

Il documento, per la precisione, stabilisce per le parti contraenti un limite di 1.550 tra testate e bombe nucleari, un limite di 800 vettori nucleari tra missili balistici intercontinentali (ICBM), sottomarini nucleari lanciamissili (SLBM) e bombardieri pesanti, ed infine un limite di 700 vettori nucleari tra missili balistici intercontinentali (ICBM), sottomarini nucleari lanciamissili (SLBM) e bombardieri pesanti contemporaneamente operativi.

Nella giornata del 26 gennaio, le due parti interessate hanno confermato la propria volontà di rinnovare il trattato, che scade quest’anno, avendo una durata prestabilita di dieci anni dalla sua ratifica, con scadenza al 5 febbraio 2021. Il trattato prevede la possibilità di un rinnovamento quinquennale, che dunque prolungherebbe la validità dell’accordo fino al 2026.

I presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Joe Biden, hanno espresso soddisfazione in seguito allo scambio di note sull’estensione del nuovo trattato START, ha detto martedì il servizio stampa del Cremlino dopo la loro conversazione telefonica. “I presidenti hanno espresso soddisfazione dopo lo scambio di note diplomatiche di oggi su un accordo per estendere il Nuovo Trattato START“, riporta l’agenzia stampa russa TASS.

Secondo la fonte del Cremlino, “le parti definiranno, entro pochi giorni, le procedure necessarie per garantire l’ulteriore funzionamento di questo importante meccanismo internazionale di limitazione reciproca degli arsenali missilistici nucleari“. Oltre al rinnovamento del trattato New Start, le tematiche affrontate dalle parti includono “il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal Trattato sui Cieli Aperti (voluto da Donald Trump, ndr), i problemi nel mantenimento in atto il Piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare iraniano, la questione ucraina, nonché l’iniziativa della Russia di convocare un vertice dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite“, si legge ancora nella nota ufficiale del governo russo.

La camera alta del parlamento del Consiglio della Federazione Russa dovrebbe votare nella giornata di oggi, 27 gennaio, per la ratifica dell’estensione del trattato New Start, come affermato dal presidente del comitato internazionale del Consiglio, Konstantin Kosačev. “Discuteremo di questo argomento e sono sicuro che voteremo per l’estensione del trattato New START nella prossima sessione di domani“, ha affermato nella giornata di ieri. Il funzionario ha inoltre aggiunto di essere convinto che entrambe le camere del parlamento “non perderanno tempo per estendere questo trattato attraverso tutte le necessarie procedure di ratifica“.

Sarebbe molto bello iniziare il nostro lavoro con la nuova amministrazione statunitense del presidente Joe Biden con un passo simbolico di questo tipo, che potrebbe aprire nuove porte e dare ulteriori opportunità per fare progressi riguardo ad altri problemi che esistono nelle nostre relazioni turbolente“, è stato il messaggio lanciato da Kosačev all’indirizzo della controparte statunitense.

Anche il nuovo presidente statunitense, come anticipato in precedenza, si era espresso a favore del rinnovamento dell’accordo New START con la Russia. “Trovo che possiamo entrambi operare nel reciproco interesse dei nostri paesi con un accordo sul New START“, ha affermato Biden, che tuttavia non ha mancato occasione per attaccare Mosca su altre questioni. “Ho chiesto alle agenzie in questione di fare una lettura approfondita per me su ognuna di queste questioni, per aggiornarmi esattamente sulla situazione. E non esiterò a sollevare tali questioni con i russi“, ha specificato, facendo riferimento al caso dell’arresto di Aleksej Naval’nyj e ad altre questioni che dividono le parti.

La questione dell’estensione del Nuovo START è di massima priorità dal punto di vista della politica di sicurezza internazionale per il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden“, ha commentato il noto analista Tiberio Graziani, intervistato dall’agenzia TASS. “Poiché questa questione riguarda la sicurezza sull’intero pianeta, l’estensione del trattato potrebbe essere almeno una dimostrazione simbolica della moderazione di Biden rispetto al suo predecessore“, ha aggiunto Graziani.

Tuttavia, il rinnovamento del New START non deve far pensare che Biden sia pronto a mutare atteggiamento nei confronti della Russia. La nuova amministrazione ha infatti chiarito la propria volontà di mantenere un atteggiamento ostile nei confronti di Mosca: “Senza dubbio, le condizioni non sono delle più promettenti. Biden ha sottolineato più volte che i principali rivali degli Stati Uniti sono Russia e Cina. In questo senso, non ci si deve aspettare grandi cambiamenti“, ha concluso Graziani.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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