Vietnam: il XIII Congresso del Partito Comunista pone ambiziosi obiettivi

Il Partito Comunista punta a trasformare il Vietnam in un paese sviluppato a reddito alto entro il 2045, anno del centenario della proclamazione d’indipendenza da parte di Hồ Chí Minh.

Lunedì 25 gennaio ha avuto luogo a Hà Nội la sessione preparatoria del XIII Congresso del Partito Comunista del Vietnam. Prima dell’inizio dei lavori, i delegati hanno reso omaggio al Presidente Hồ Chí Minh presso il mausoleo dove riposa. Membri del Politburo e della Segreteria del Comitato Centrale del Partito, così come i capi delegati, hanno poi deposto fiori e offerto incenso ai martiri presso il Monumento ai Martiri Eroici.

La sessione preparatoria è stata presieduta da Nguyễn Thị Kim Ngân, membro del Politburo e presidente dell’Assemblea nazionale, e ha approvato il proprio ordine del giorno insieme ai regolamenti, all’ordine del giorno e alle regole di voto del congresso. Un Presidium del congresso è stato eletto con la partecipazione di 17 membri, ovvero 16 membri del Politburo con l’aggiunta di Trần Thanh Mẫn, Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente del Comitato Centrale del Fronte della Patria del Vietnam. Infine, la sessione preparatoria ha approvato la nomina dei 1.587 delegati designati per il XIII Congresso del Partito Comunista del Vietnam.

Il congresso è stato preceduto da riunioni e discussioni a tutti i livelli sulle bozze dei documenti da presentare. A tali lavori hanno preso parte le varie associazioni di categoria affiliate al Partito Comunista, come l’Unione Giovanile Comunista Hồ Chí Minh, l’organizzazione giovanile del Partito, e le associazioni dei lavoratori, che hanno potuto presentare suggerimenti ed emendamenti ai suddetti documenti.

Il XIII Congresso si è ufficialmente aperto alle ore 8 di martedì 26 gennaio. Questi i temi portanti del congresso: “Rafforzare la costruzione e la rettifica del Partito e del sistema politico in purezza e forza; stimolare la volontà e la determinazione per lo sviluppo nazionale e promuovere la forza del grande blocco di unità nazionale in combinazione con il potere di questa epoca; continuare ad accelerare in modo completo e sincrono la causa della riforma; costruire e salvaguardare fermamente la Patria e mantenere un ambiente pacifico e stabile; e sforzarsi di trasformare il Vietnam in una nazione sviluppata e orientata al socialismo entro la metà del 21° secolo”.

Nguyễn Phú Trọng, Segretario Generale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, vi ha consegnato il rapporto politico del XII Comitato Centrale del Partito. Trọng è stato accompagnato dalle altre più importanti cariche dello Stato, il primo ministro Nguyễn Xuân Phúc e la presidente dell’Assemblea nazionale, la già citata Nguyễn Thị Kim Ngân, oltre che dagli altri membri del Politburo.

Trọng ha aperto il proprio discorso facendo riferimento alle difficoltà affrontate e ai risultati raggiunti dal paese nella crisi pandemica del 2020: “Mentre l’economia globale ha subito una recessione nel 2020 e ha registrato un tasso di crescita negativo di quasi il 4% a causa della pandemia, il Pil del Vietnam è cresciuto del 2,91%, il dato più basso del decennio, ma è rimasta una delle economie in più rapida crescita al mondo. Raggiungendo il suo duplice obiettivo di garantire la crescita economica e contenere la diffusione del Covid-19, il Vietnam è stato più volte elogiato come modello nella comunità internazionale”, ha affermato.

Il capo di Stato ha poi ricordato gli sforzi della nazione nell’affrontare le conseguenze dei disastri naturali che hanno colpito il Vietnam negli ultimi mesi, prima di tracciare un bilancio generale dell’ultimo quinquennio: “I risultati raggiunti durante il mandato del XII Congresso del Partito sono di particolare importanza in quanto contribuiscono a rafforzare la fiducia, creando uno slancio per l’intera società per continuare a superare difficoltà e sfide, e trarre vantaggio dalle opportunità favorevoli per portare il paese in un nuovo periodo di sviluppo”. Trọng ha concluso affermando che, grazie ai risultati raggiunti, il Vietnam ha ottenuto una posizione e un prestigio internazionali senza precedenti nella sua storia.

Con il motto “Solidarietà – Democrazia – Disciplina – Creatività – Sviluppo“, il XIII Congresso del Partito Comunista si pone l’obiettivo di esaminare l’attuazione delle risoluzioni approvate cinque anni fa dal XII Congresso, e si svolge in una data che segna i 35 anni dall’approvazione delle riforme di rinnovamento economico del paese (Đổi mới), i 30 anni dall’approvazione della piattaforma economica del 1991 e i 10 anni dall’attuazione della piattaforma economica modificata del 2011. Si tratta dunque del momento ideale per trarre un bilancio della politica e dell’economia nazionali, al termine del piano denominato “strategia nazionale di sviluppo socioeconomico 2011-2020”.

Oltre a valutare lo sviluppo economico e politico del paese negli ultimi anni, il XIII Congresso ha soprattutto il compito di tracciare la strada che il Vietnam dovrà percorrere negli anni a venire per raggiungere l’obiettivo di “trasformare il Vietnam in una nazione sviluppata e orientata al socialismo entro la metà del 21° secolo”. Il congresso provvederà infatti alla definizione degli orientamenti e dei compiti di sviluppo socioeconomico per il periodo 2021-2025, alla determinazione degli obiettivi e degli orientamenti fino al 2030 e di una visione per lo sviluppo nazionale fino al 2045. Non si tratta di date scelte casualmente: il 2025 segnerà infatti il 50° anniversario della liberazione del sud e della riunificazione nazionale; il 2030 rappresenta il 100° anniversario della fondazione del Partito; infine, il 2045 fa riferimento al 100° anniversario della proclamazione della Repubblica Democratica del Vietnam da parte di Hồ Chí Minh, ribattezzata Repubblica Socialista del Vietnam in seguito alla riunificazione nazionale.

Il Congresso, si legge nei documenti ufficiali, “definisce un’ulteriore visione per la metà del 21° secolo, cercando di trasformare il nostro paese in un paese sviluppato orientato al socialismo, fissando obiettivi e compiti specifici da completare per ogni settore”. Ancora, “gli obiettivi specifici per le importanti pietre miliari dello sviluppo del nostro paese includono rendere il Vietnam un paese in via di sviluppo con un’industria moderna e superare il livello di reddito medio-basso entro il 2025; diventare un paese in via di sviluppo con un’industria moderna e un reddito medio alto entro il 2030; e un paese sviluppato con un reddito elevato entro il 2045”. Obiettivi certamente ambiziosi, ma anche realizzabili da un paese che continua a crescere a ritmi elevati nonostante tutte le difficoltà.

Vi aggiorneremo nei prossimi numeri sulla prosecuzione dei lavori del XIII Congresso del Partito Comunista del Vietnam, che si concluderà nella giornata del 2 febbraio.

Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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