Vietnam: il congresso del Partito Comunista ai tempi della pandemia

Il XIII Congresso del Partito Comunista si è concluso proprio mentre nel paese aveva inizio una terza ondata pandemica.

Il XIII Congresso del Partito Comunista del Vietnam, apertosi lo scorso 25 gennaio, si è concluso ufficialmente nella giornata di martedì 2 febbraio dopo aver eletto tutti i principali organi del partito che governa la Repubblica Socialista del Vietnam. L’elezione più importante ha riguardato il segretario Nguyễn Phú Trọng, confermato per un terzo mandato consecutivo in deroga al limite dei due mandati previsto dallo statuto del partito.

In seguito all’elezione del Comitato centrale del partito, il 30 gennaio questo stesso organo ha provveduto a eleggere Nguyễn Phú Trọng nel ruolo di segretario generale. La decisione renderà Nguyễn Phú Trọng il secondo più longevo segretario generale nella storia del partito, superando i dieci anni di Nông Đức Mạnh, in carica dal 2001 al 2011, e avvicinando i quasi sedici anni di Trường Chinh, segretario tra il novembre del 1940 e l’ottobre del 1956. 

Molte persone si sono congratulate con me. Sono felice, ma sono ancor più preoccupato perché i compiti da svolgere sono grandi, molteplici, difficili e complicati” ha reagito Nguyễn Phú Trọng, che ricopre anche l’incarico di presidente della repubblica, nella conferenza stampa successiva alla sua rielezione. “Ho alcuni problemi di salute, i compagni lo sanno, e la mia età è avanzata; ho anche rassegnato le mie dimissioni, ma è il Congresso a eleggere, e i membri del partito devono obbedire”.

Proverò a fare del mio meglio” ha proseguito Trọng. “Ma dobbiamo agire collettivamente, uniti, solidali, come fossimo uno solo. L’intero partito, il popolo, tutto l’esercito, devono essere uniti e unanimi nel svolgere questi compiti”. La rielezione di Trọng per un terzo mandato consecutivo è stata decisa in via del tutto eccezionale per garantire stabilità al partito e al paese in un momento di grande difficoltà, caratterizzato dalla crisi pandemica ed economica mondiale. Con ogni probabilità, Trọng verrà confermato anche alla presidenza della repubblica nel mese di aprile.

Proprio mentre il XIII Congresso del Partito comunista del Vietnam era in pieno svolgimento, il paese ha registrato i primi casi di contagi interni da Covid-19 dopo 55 giorni consecutivi senza positività, nella giornata di giovedì 28 gennaio. I primi due casi di questa terza ondata della pandemia in Vietnam sono stati registrati nelle province di Hải Dương e Quảng Ninh, nel Nord del paese. I due individui infetti sarebbero venuti in contatto con una paziente rientrata dal Giappone con un volo di rimpatrio e atterrata presso l’aeroporto della provincia di Hải Dương. 

In seguito a questi primi due casi, le autorità locali delle due province interessate hanno provveduto a chiudere tutte le scuole e le università, oltre a cancellare diverse attività previste nei giorni successivi per le celebrazioni del 91° anniversario della fondazione del Partito comunista (3 febbraio 1930) e per le prossime festività del Tết Nguyên Đán, il capodanno lunare, che quest’anno cade il 12 febbraio.

Impegnato nel congresso in quanto membro del Politburo, il primo ministro Nguyễn Xuân Phúc ha preso l’importante decisione di prolungare la quarantena per le persone in arrivo dall’estero, portandola da 14 a 21 giorni. Il primo ministro ha infatti rivelato che la nuova ondata è legata alla cosiddetta “variante britannica” del Covid-19, considerata più contagiosa, e per queste ragioni il governo ha deciso di prendere misure più stringenti.

Le autorità vietnamite hanno inoltre provveduto a tracciare tutti gli spostamenti delle due persone infette e a testare tutte le persone venute in contatto con i due soggetti interessati. Solamente nelle prime 24 ore, sono stati trovati 82 casi positivi, tutti collegati all’aeroporto di Quảng Ninh e alla Vietnam Poyun Electronics Co., Ltd., un’impresa di Hải Dương dove lavora uno dei primi due pazienti trovati positivi.

Il governo ha immediatamente provveduto a isolare completamente le due province interessate, fermando tutti i trasporti in entrata e in uscita. L’amministrazione della provincia di Hải Dương, considerata come l’epicentro del nuovo focolaio, ha inoltre imposto un lockdown locale con misure più stringenti rispetto a quelle prese da Hà Nội. Il ministro della Salute, Nguyễn Thanh Long, ha garantito anche la costruzione di tre ospedali da campo nella provincia più colpita, il primo dei quali è stato aperto solamente 24 ore dopo, con 200 posti letto a disposizione.

Successivamente, nuovi casi collegati allo stesso focolaio sono stati registrati anche in altre province e città, compresa la capitale Hà Nội, situata a soli 57 km da Hải Dương. Il 30 gennaio, anche la metropoli meridionale di Hồ Chí Minh City ha registrato un caso collegato al focolaio di Hải Dương. In seguito a questi casi, Hà Nội ha provveduto alla chiusura di numerosi locali e luoghi pubblici, mentre Hà Nội, Hồ Chí Minh City e le altre province colpite hanno anticipato l’inizio delle vacanze scolastiche, inizialmente previste a partire dal 6, all’1 o al 2 di febbraio.

Ancora una volta, il Vietnam ha dimostrato la propria capacità di rispondere immediatamente alla diffusione del virus. Nel giro di pochi giorni, sia il governo centrale sia le amministrazioni provinciali e cittadine hanno provveduto a prendere le misure necessarie per rintracciare i casi positivi e isolarli dal resto della comunità. Tuttavia, le festività del capodanno lunare potrebbero rappresentare un’insidia da questo punto di vista, dato che milioni di vietnamiti sono soliti spostarsi dalle grandi città per tornare ai propri villaggi di origine. Al momento, la fine delle vacanze è stata fissata al 16 febbraio, ma un aumento dei casi potrebbe portare il governo a prolungare il periodo festivo, come accaduto l’anno scorso.

Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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