Kosovo: netta vittoria per Albin Kurti alle legislative

Primo ministro tra il febbraio ed il giugno 2020, Albin Kurti ha ottenuto una netta vittoria con il suo partito Vetëvendosje! alle elezioni legislative in Kosovo.

Il partito socialdemocratico Lëvizja Vetëvendosje! (ossia Movimento per l’Autodeterminazione! in lingua albanese, noto con l’abbreviazione VV o LVV) si conferma come la formazione politica con i maggiori consensi in Kosovo, ed esce ulteriormente rafforzato dalle elezioni legislative tenutesi lo scorso 14 febbraio. La formazione guidata da Albin Kurti, infatti, si era imposta alle elezioni 2019, per poi formare un governo di coalizione con la Lega Democratica del Kosovo (Lidhja Demokratike e Kosovës, LDK) a partire da febbraio, con lo stesso Kurti nel ruolo di primo ministro.

Tuttavia, il 25 marzo, LDK ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Kurti, a causa del dissenso tra i due partiti sulla gestione dell’emergenza pandemica. Il gabinetto Kurti è rimasto in carica come governo provvisorio fino al mese di giugno, quando il leader della LDK, Avdullah Hoti, ha assunto la guida di un nuovo esecutivo, estromettendo la prima forza politica del Paese dal potere. Il 3 giugno, Hoti ha ricevuto la fiducia in parlamento, tuttavia, il 21 dicembre, la Corte Costituzionale ha stabilito che il voto di Etem Arifi del Partito per l’Integrazione Ashkali (Partia Ashkalinjëve për Integrim, PAI) non era valido, in quanto questi era stato condannato per frode. Di conseguenza, sono state indette nuove elezioni.

Questa situazione ha portato allo svolgimento delle seste elezioni nei dodici anni di vita indipendente del Kosovo, con il partito di Kurti che ha ottenuto una vittoria schiacciante, raggiungendo il 47,85% dei consensi. Le tattiche poco trasparenti e le politiche fallimentari del governo Hoti, evidentemente, hanno giovato a Vetëvendosje!, che ha guadagnato oltre venti punti percentuali rispetto alle elezioni precedenti. A questo punto, non ci sono molti dubbi sul fatto che la formazione socialdemocratica sarà alla guida del prossimo esecutivo.

Questa grande vittoria di stasera è solo un’opportunità per noi per iniziare il cambiamento che vogliamo. Non ci vendicheremo contro nessuno, ma chiederemo responsabilità per tutti e ovunque, quindi giustizia senza vendetta“, ha dichiarato Albin Kurti dopo la pubblicazione dei primi risultati. “Senza rancore e revanscismo, senza tangenti per le imprese, senza corruzione e nepotismo nell’amministrazione, con giustizia istituzionale e sociale, con responsabilità reciproca individuale, svilupperemo e democratizzeremo il nostro Paese“, ha aggiunto.

Al contrario, Avdullah Hoti e LDK sono i grandi sconfitti di questa elezione. Il partito di centro-destra ha infatti conquistato solamente il 13,08% dei consensi, perdendo oltre undici punti percentuali rispetto all’ottobre del 2019. Se, nelle precedenti legislative, la Lega Democratica aveva ottenuto quasi gli stessi consensi di Vetëvendosje!, questa volta la formazione di Hoti ha chiuso addirittura al terzo posto, scavalcata anche dai conservatori del Partito Democratico del Kosovo (Partia Demokratike e Kosovës, PDK). La formazione guidata dall’ex ministro degli Esteri Enver Hoxhaj ha raggiunto il 17,41%, proponendosi come prima forza di opposizione.

Tra gli altri partiti, l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (Aleanca për Ardhmërinë e Kosovës, AAK) dell’ex primo ministro Ramush Haradinaj ha chiuso con il 7,43%, precedendo la Lista Serba (Српска листа / Srpska lista), il principale partito della minoranza serba in Kosovo, con il 5,54%, ed il partito di sinistra Iniziativa Socialdemocratica (Nisma Socialdemokrate), con il 2,60%, che però non ha superato la soglia di sbarramento fissata al 5%, uscendo in questo modo dal parlamento.

La soglia di sbarramento non si applica invece ai partiti rappresentativi delle minoranze etniche, che hanno dei seggi riservati in parlamento.

Ora Kurti dovrà impegnarsi per trovare il consenso di almeno 61 deputati sui 120 che siedono nell’emiciclo di Priština. Kurti dovrebbe comunque ottenere i consensi necessari grazie a degli accordi con i rappresentanti delle minoranze etniche, oltre a dover includere almeno un rappresentante serbo all’interno del proprio governo, come previsto dalla costituzione kosovara. Questa volta, invece, Kurti non includerà nelle contrattazioni per la formazione dell’esecutivo partiti come LDK e PDK: “PDK e LDK sono due fazioni dell’ancien régime e la schiacciante vittoria elettorale che abbiamo avuto ci dice che dovremmo andare avanti con alcuni dei parlamentari delle comunità minoritarie anziché questi due grandi vecchi partiti. Beh, grandi fino a ieri, vecchi per certo, che dovrebbero riformarsi”, ha dichiarato Kurti, intervistato da EuroNews.

Dopo la formazione del nuovo governo, il Kosovo dovrebbe procedere all’elezione del nuovo presidente. Lo scorso 5 novembre, Hashim Thaçi ha rassegnato le proprie dimissioni dopo essere stato accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi ai danni di oppositori politici, serbi e rom, nell’ambito del conflitto con la Jugoslavia del 1998-1999. La carica presidenziale è così stata assunta ad interim da Vjosa Osmani, in quanto presidente del parlamento. Seconda donna a ricoprire il massimo incarico nella storia del Kosovo dopo Atifete Jahjaga (2011-2016), Osmani ha stipulato un accordo pre-elettorale con Kurti, per cui il nuovo parlamento dovrebbe confermarla alla presidenza del Paese.

CLICCA QUI PER LA PAGINA FACEBOOK

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.