Turks e Caicos: i progressisti trionfano e conquistano il governo

L’opposizione ha fatto segnare una schiacciante vittoria alle elezioni delle isole Turks e Caicos.

Turks e Caicos è un territorio britannico d’Oltremare situato nei Caraibi, costituito dalle isole Turk (Grand Turk e Salt Cay) e dall’arcipelago delle Caicos (composto da 28 tra isole e atolli). Precedentemente inglobate nell’amministrazione della Giamaica, le Isole Turk e Caicos restarono sotto la corona britannica al momento dell’indipendenza giamaicana, avvenuta nel 1962. Tra il 1965 ed il 1973, l’amministrazione delle isole venne affidata al governatore delle Bahamas, ma in quell’anno anche l’arcipelago più settentrionale dei Caraibi ottenne l’indipendenza. Dal 1982, le Isole Turks e Caicos hanno ottenuto ufficialmente lo status di territorio d’oltremare del Regno Unito, che mantengono tutt’ora.

Sebbene il sovrano del Regno Unito ricopra la carica di capo di Stato, rappresentato in loco dal governatore di Turks e Caicos, il potere esecutivo è detenuto dal primo ministro, mentre il legislativo viene esercitato dalla House of Assembly, un emiciclo composto da ventuno membri e situato nella capitale delle isole, Cockburn Town. 

Sin dal 1976, data delle prime elezioni generali tenutesi con una legislazione simile a quella attuale, a contendersi la guida del governo sono stati il People’s Democratic Movement (PDM), formazione conservatrice di centro-destra, ed il Progressive National Party (PNP), che invece si attesta su posizioni socialdemocratiche. Entrambi i partiti hanno però una forte matrice cristiana, religione alla quale aderisce l’86% dei circa 42.000 abitanti delle isole.

Dal 2003, le elezioni sono quasi sempre state dominate dal PNP, fino al 2016, quando il PDM è tornato al potere, portando Sharlene Cartwright-Robinson alla carica di primo ministro per poche centinaia di voti. Tuttavia, le elezioni del 19 febbraio hanno sancito una nuova netta vittoria del PNP, che ha conquistato la quasi totalità dei seggi della House of Assembly.

Secondo i dati ufficiali pubblicati dall’Elections Department, il PNP ha conquistato quattordici dei quindici seggi in palio, raggiungendo il 56,25% dei consensi su scala nazionale. Il PDM, invece, si è dovuto accontentare di un unico seggio conquistato, nonostante il 39,88% delle preferenze. Sharlene Cartwright-Robinson, dopo essere stata eletta prima donna premier nella storia delle isole, ha perso il suo seggio in questa tornata elettorale. L’unico membro del PDM ad ottenere uno scranno è stato l’ex ministro della Sanità Edwin Astwood. Non entra in parlamento, infine, il Progressive Democratic Alliance (PDA), terza forza politica delle isole, che però non ha potuto fare meglio dello 0,29%.

Ai quindici deputati eletti in forma diretta, vanno aggiunti cinque membri nominati dal governatore, dal primo ministro e dal leader dell’opposizione, ed infine il presidente della House of Assembly, che deve essere scelto al di fuori dell’emiciclo, portando il totale dei suoi componenti a 21.

In base ai risultati elettorali, il governatore ha nominato il leader del PNP, il settantenne Washington Misick, per la carica di primo ministro, che aveva già occupato tra il 1991 ed il 1995. Washington Misick è inoltre fratello di Michael Misick, che aveva guidato il governo locale tra il 2006 ed il 2009. 

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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