Il Laos punta a un quinquennio di sviluppo

Il governo del Laos spera di uscire dalla categoria dei Paesi meno sviluppati dell’Onu entro il 2026.

La Repubblica Popolare Democratica del Laos è uno Stato senza sbocchi sul mare abitato da appena 7.5 milioni di abitanti. Vista la sua posizione geografica, lo scarso peso demografico e la mancanza di grandi risorse naturali, il Laos è spesso dimenticato dalla stampa e dai governi stranieri: nel corso dell’epoca coloniale e poi nel periodo della guerra del Vietnam, il Laos è stato considerato come poco più di un’appendice dei vicini Vietnam e Cambogia. Di fatto, tra le grandi potenze, solamente la Cina ha sempre sostenuto la Repubblica laotiana sin dalla sua indipendenza, e ancora oggi Pechino resta il maggior partner commerciale di Vientiane.

Oggi, la Cina sta fortemente sostenendo il Laos nel suo progetto di sviluppo per i prossimi anni. La RPDL, come detto, ha tutti gli elementi generalmente considerati svantaggiosi per lo sviluppo economico, come l’assenza di uno sbocco sul mare e di risorse naturali, oltre a un terreno prevalentemente montagnoso e di difficile accessibilità e una popolazione sparuta concentrata in alcune città lungo il corso del fiume Mekong. Proprio queste caratteristiche, però, hanno permesso al Laos di proteggersi al meglio dalla pandemia da Covid-19. Grazie anche alle politiche attuate dal Partito Rivoluzionario del Popolo Lao, il Paese ha registrato appena 47 casi dall’inizio dell’epidemia.

L’economia laotiana è certamente stata colpita dalla pandemia, soprattutto a causa dei rallentamenti negli scambi con i Paesi limitrofi come Cina e Vietnam, ma comunque ha retto l’onda d’urto, permettendo al governo di mantenere ambiziosi obiettivi per i prossimi anni, come quello di uscire dalla categoria dei Paesi meno sviluppati dell’Onu entro il 2026. In tale categoria, al momento, figurano ben 46 Paesi, e questa viene stilata dalle Nazioni Unite tenendo in considerazione criteri quantitativi – reddito nazionale lordo pro capite, indice delle risorse umane e indice di vulnerabilità economica e ambientale – e ulteriori informazioni qualitative specifiche di ciascun Paese.

Secondo il parere del Comitato delle Nazioni Unite per la politica di sviluppo (CDP), il Laos potrebbe effettivamente riuscire a centrare quest’obiettivo. Secondo un rapporto pubblicato il 26 febbraio dallo stesso comitato, il Paese asiatico avrà bisogno di circa cinque anni per ottenere la promozione e vedere il proprio nome cancellato dalla lista Onu dei LDC (Least Developed Countries). 

Al riguardo, il ministro degli Affari Esteri della Rdpl, Saleumxay Kommasith (in foto), ha affermato che “la promozione dallo status di LDC è stata un obiettivo a lungo termine del governo della Repubblica Democratica Popolare del Laos dal 2000. Nel corso degli anni, il governo ha sottolineato il suo forte impegno e ha compiuto costantemente progressi significativi nell’attuazione dei piani nazionali di sviluppo socioeconomico”. “Tuttavia”, ha aggiunto il ministro, “la promozione non è fine a se stessa e non implica che non permanga la povertà. In qualche modo, indica i risultati duramente guadagnati dal governo in molte aree prioritarie. Pertanto, il risultato della revisione da parte del Cdp apre la strada a un periodo preparatorio prima che la Rdpl venga ufficialmente rimossa dalla lista dei Paesi meno sviluppati”.

Il ministro Kommasith ha anche aggiunto che “tenendo conto delle attuali circostanze della pandemia di Covid-19, le preoccupazioni persistono poiché i dati per questa revisione non coprono completamente gli impatti causati dalla pandemia. In questo contesto, il sostegno e l’assistenza continui della comunità internazionale sono tanto necessari, soprattutto nel cruciale periodo di transizione”.

Alle parole del ministro degli Esteri ha fatto eco Sara Sekkenes, Coordinatore residente dell’Onu presso la Repubblica Democratica Popolare del Laos. “Il conseguimento della promozione dal gruppo dei LDC è stato per molti anni un obiettivo di sviluppo per la Repubblica Democratica Popolare del Laos, un obiettivo che è stato sottolineato nei piani nazionali di sviluppo socioeconomico e nelle priorità politiche del Paese”, ha affermato al rappresentante delle Nazioni Unite. “Pertanto, è molto positivo vedere i progressi costanti del Paese attraverso una vasta gamma di indicatori, nonostante le numerose sfide di sviluppo affrontate, comprese le battute d’arresto comportate dall’epidemia di Covid-19”.

La promozione non solo riflette livelli di reddito più elevati e migliori risorse umane, ma pone anche le basi per opinioni più positive da parte degli investitori e una posizione più forte nell’integrazione e nell’impegno internazionale. È importante sottolineare che il governo ha adottato un approccio proattivo per affrontare gli impatti del Covid-19, ma, alla luce delle sfide fiscali del Paese che stavano crescendo prima della pandemia ed esacerbate dalla stessa, sarà importante che la comunità internazionale intensifichi il sostegno alla transizione, processo verso il quale si sta muovendo la Repubblica Democratica Popolare del Laos”, ha aggiunto Sara Sekkenes. 

Durante il periodo preparatorio, la Rdpl rimarrà nell’elenco dei Paesi meno sviluppati e continuerà a beneficiare di tutte le misure di sostegno speciali associate allo status di Paesi meno avanzati e al loro trattamento preferenziale. Inoltre, il governo attuerà determinate politiche con il fine di riempire i criteri previsti dall’Onu per la promozione entro il 2026. Il Cdp continuerà a monitorare i progressi di sviluppo della Repubblica Democratica Popolare del Laos nei prossimi anni, collaborando strettamente con il governo del Paese.

Nel frattempo, a partire dell’8 marzo, il Laos ha dato il via alla propria campagna di vaccinazioni contro il Covid-19, che includeranno circa 150mila operatori sanitari e membri delle categorie a rischio in tutto il Paese. Il capo del dipartimento di igiene e promozione della salute sotto il ministero della Salute, il dottor Phonepaseuth Ounaphom, ha affermato che le vaccinazioni verranno effettuate grazie a un lotto di 300mila vaccini Sinopharm donati dalla Cina. “Oltre mille operatori sanitari laotiani e operatori in prima linea a rischio hanno già ricevuto due dosi del vaccino cinese Sinopharm Covid-19 senza effetti collaterali”, ha aggiunto Ounaphom. Il ministero della Salute del Laos ha affermato che si aspetta che il 20% della popolazione laotiana venga vaccinata contro il Covid-19 entro la fine di quest’anno.

Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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