Croazia: a Zagabria vincono le liste di sinistra

La netta vittoria del candidato di sinistra Tomislav Tomašević a Zagabria è un segnale di risveglio per la Croazia, anche se nel complesso il centro-destra resta dominante.

La città di Zagabria sarà governata per i prossimi cinque anni da una coalizione composta da forze della sinistra ecologista e socialista: è questo il verdetto più importante delle elezioni amministrative svoltesi in Croazia fra il 16 ed il 30 maggio.

La capitale croata si conferma invisa al partito di centro-destra Unione Democratica Croata (Hrvatska Demokratska Zajednica, HDZ), il cui leader nazionale è il primo ministro Andrej Plenković. HDZ ha ancora una volta subito una dura sconfitta proprio nella città più importante del Paese, con il candidato Davor Filipović che ha ottenuto solamente il quarto posto (9,83%). Al ballottaggio sono così andati il nazionalista Miroslav Škoro, leader del Movimento Patriottico di Miroslav Škoro (Domovinski pokret Miroslava Škore – DPMŠ), e soprattutto Tomislav Tomašević, sostenuto da una serie di partiti di sinistra, capeggiati da Possiamo! – Piattaforma Politica (Domovinski pokret Miroslava Škore – DPMŠ), la formazione dello stesso Tomašević, e dalla lista Zagabria è NOSTRA (Zagreb je NAŠ!).

Avendo già ottenuto il 45,15% delle preferenze al primo turno, Tomašević era il grande favorito per la vittoria finale, ma le forze della destra conservatrice e reazionaria hanno stretto un’alleanza per tentare di spingere la candidatura di Škoro, accreditato solamente del 12,16%. Questo ha permesso a Škoro di arrivare quasi a triplicare i propri consensi, giungendo al 34,01%, ma Tomašević ha comunque ottenuto la vittoria in maniera netta, con il 63,87%.

Nel complesso, le liste che sostengono Tomašević, compresa anche la Nuova Sinistra (Nova Ljevica, NL), hanno conquistato il 40,83% dei consensi e ben 23 seggi nell’assemblea cittadina, sfiorando la maggioranza assoluta, fissata a 24 scranni su 47. Tomašević potrebbe comunque ricevere il sostegno da altri consiglieri di sinistra. Difficile che questo sostengo arrivi dai cinque eletti nelle fila della lista Bandić Milan 365 – Partito del Lavoro e della Solidarietà (Bandić Milan 365 – Stranka rada i solidarnosti, BM 365), dell’ex sindaco Milan Bandić, che candidava Jelena Pavičić Vukičević, subentrata come sindaco ad interim dopo l’improvvisa morte di Bandić a febbraio. Ma improbabile appare anche un’alleanza con il Partito Socialdemocratico di Croazia (Socijaldemokratska partija Hrvatske, SDP), la tradizionale forza del centro-sinistra croato, che gli elettori hanno dimostrato di non apprezzare, relegandolo al quinto posto tra le coalizioni presenti.

Per la coalizione si sinistra si tratta di un successo storico, che sposta ulteriormente a sinistra l’orientamento della capitale croata dopo le sei vittorie elettorali consecutive di Milan Bandić, un ex socialdemocratico che ha amministrato la capitale ininterrottamente dal 2005, dopo essere già stato brevemente sindaco tra il 2000 ed il 2002. Per capire la portata di questo successo, basta ricordare che nel 2017 lo stesso Tomašević si era fermato al 3,94%, chiudendo al sesto posto su otto candidati. “Grazie per la vostra fiducia, grazie per la vostra speranza e per la vostra persistenza affinché sia ​​possibile un vero cambiamento“, ha dichiarato a tal proposito il sindaco eletto.

Tornando al partito di governo, HDZ, questo ha subito una sconfitta ancora più cocente a Spalato, seconda città del Paese, dove il sindaco uscente era proprio un esponente di questa formazione, Andro Krstulović Opara. Questa volta, il candidato del partito di governo, Vice Mihanović, è stato sconfitto al ballottaggio da Ivica Puljak, che sarà il nuovo sindaco di Spalato per la lista Centro (Centar). In questa città la coalizione di sinistra non ha fatto bene quanto a Zagabria, ma ha comunque incrementato i propri consensi, raggiungendo il 5,79% con la candidatura di Jakov Prkić.

Come abbiamo detto, i socialdemocratici hanno subito un forte calo, ma hanno mantenuto il controllo della loro storica roccaforte, Rijeka, dove Marko Filipović ha battuto al secondo turno l’indipendente Davor Štimac. Filipović succede dunque ad un altro esponente di SDP, Vojko Obersnel, mentre è rimasto escluso dal ballottaggio il candidato di HDZ, Josip Ostrogović, solo terzo. A sinistra, Nebojša Zelič ha ottenuto il 4,31% per DPMŠ, ma tra i candidati figurava anche Katarina Peović, del Fronte dei Lavoratori, (Radnička Fronta, RF), che ha chiuso con il 2,88%.

Certamente, questi risultati non devono creare illusioni: su scala nazionale, i conservatori di HDZ rappresentano ancora la prima forza politica del Paese. Il partito del primo ministro Andrej Plenković ha ottenuto la vittoria in quindici delle venti contee che compongono il Paese, mentre i socialdemocratici ne hanno conquistate solamente due, rispetto alle quattro che amministravano in precedenza. Un discorso a parte va fatto per la contea dell’Istria, che resta saldamente nelle mani della Dieta Democratica Istriana (Istarski Demokratski Sabor, IDS-DDI), partito regionalista bilingue, che ha vinto anche le elezioni comunali nel capoluogo Pola.

Anche a livello di comuni, HDZ continuerà a controllare l’amministrazione nella grande maggioranza del Paese, ma, come detto, deve fare i conti con risultati deludenti nelle tre città più grandi del Paese, nonostante il primo ministro Plenković abbia proclamato la “vittoria assoluta” del suo partito. HDZ si consola con la vittoria di Osijek, quarto centro per numero di abitanti, con il candidato Ivan Radić.

Infine, da segnalare che l’estrema destra capeggiata da Miroslav Škoro ha mantenuto il controllo della città orientale di Vukovar, grazie alla conferma di Ivan Penava, un fuoriuscito di HDZ spostatosi su posizioni nazionaliste.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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