Russia e Cina celebrano i vent’anni del Trattato di buon vicinato

I ministri degli Esteri, Sergej Lavrov e Wang Yi, hanno sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali russo-cinesi nel XXI secolo.

Il Trattato russo-cinese di buon vicinato, amicizia e cooperazione è stato firmato il 16 luglio 2001 dal presidente russo Vladimir Putin e dal suo omologo cinese Jiang Zemin. Da allora, i rapporti tra Mosca e Pechino sono divenuti sempre più stretti e positivi, al punto che lo scorso 28 giugno, Putin e il presidente cinese Xi Jinping hanno annunciato che il trattato sarebbe stato prorogato per cinque anni.

In questi giorni, Taškent, capitale dell’Uzbekistan, sta ospitando la conferenza internazionale intitolata “Asia centrale e meridionale: connettività regionale. Sfide e opportunità“, alla quale hanno preso parte sia il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che il suo collega cinese, Wang Yi. Il 15 luglio, i due capi diplomatici si sono incontrati a margine del consesso internazionale per discutere l’attuale situazione regionale, considerando anche la corrispondenza con il ventennale della firma del trattato.

I nostri leader hanno deciso di estendere il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione. Hanno adottato una dichiarazione congiunta su questo punto. Quel documento ha riassunto l’esperienza del nostro sviluppo ventennale“, ha osservato Wang Yi. “I nostri leader hanno definito nuove prospettive per le nostre relazioni, e siamo pronti, insieme alle nostre controparti russe, facendo affidamento sullo spirito di quel grande trattato e sulla dichiarazione congiunta dei nostri leader, ad approfondire categoricamente la nostra interazione strategica globale, pianificare e promuovere la nostra cooperazione pratica“.

Vorrei condividere pienamente la sua valutazione delle nostre relazioni bilaterali come le migliori di sempre“, ha replicato Lavrov. “A seguito dei risultati della loro videoconferenza, i capi di Stato hanno adottato una dichiarazione congiunta, sottolineando che il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione, di cui stiamo celebrando il ventesimo anniversario, ha svolto un ruolo cruciale nel coltivare le nostre relazioni bilaterali contemporanee, un partenariato globale e un’interazione strategica“.

I due ministri degli Esteri, come anticipato, non hanno solamente discusso delle relazioni bilaterali tra i propri Paesi, ma anche della situazione politica in varie regioni dell’Asia. Secondo quanto affermato dal ministero degli Esteri di Mosca, “si è svolto un approfondito scambio di opinioni su problemi globali e regionali di attualità, tra cui la sicurezza delle informazioni internazionali, la situazione in Asia centrale e nella regione Asia-Pacifico e il programma nucleare iraniano“. Inoltre, i due ministri si sono concentrati su l’instabile situazione in Afghanistan, alla luce della fallimentare avventura bellica statunitense, ed “hanno riaffermato il loro impegno a facilitare il processo di stabilizzazione dell’Afghanistan attraverso il Gruppo di contatto tra l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e l’Afghanistan“. Secondo il ministero degli Esteri russo, i due massimi diplomatici hanno ribadito il loro reciproco impegno per un maggiore coordinamento all’interno dell’ONU, del G20, dei BRICS e di altre organizzazioni internazionali.

Nella giornata di venerdì, Sergej Lavrov ha diffuso un articolo dedicato al ventennale del Trattato russo-cinese di buon vicinato, amicizia e cooperazione, che è stato congiuntamente pubblicato dalla testata russa Rossijskaja Gazeta (Российская газета) e dal Quotidiano del Popolo (Rénmín Rìbào) cinese. Nel testo, Lavrov ha sottolineato soprattutto l’importanza degli scambi commerciali bilaterali tra Russia e Cina, ed ha posto ambiziosi obiettivi per gli anni a venire: “La Cina è il nostro più grande partner commerciale estero. Nel 2020 la dinamica in quest’area è stata influenzata negativamente, anche se non in modo radicale, dalla pandemia di coronavirus. Tuttavia, osserviamo una rapida ripresa dei volumi. Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi di raggiungere un nuovo record negli scambi entro la fine del 2021 e, a lungo termine, raggiungere l’obiettivo di 200 miliardi di dollari, fissato dai capi di Stato“.

Secondo Lavrov, i rapporti commerciali ed economici sono la componente più importante delle relazioni russo-cinesi ai sensi dell’articolo 16 del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole. Il ministro ha osservato che dal 2001 il fatturato del commercio reciproco è aumentato di quasi 14 volte e negli ultimi tre anni ha costantemente superato i 100 miliardi di dollari.

Le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto livelli senza precedenti, diventando un perfetto esempio di cooperazione tra i paesi nel 21° secolo“, si legge ancora nell’editoriale di Lavrov. Il ministro russo ha poi affermato che il trattato in questione “rispecchia le antiche tradizioni di buon vicinato e amicizia tra il popolo russo e cinese e delinea la visione di un nuovo modello di legami tra i due Paesi. Un modello in linea con gli interessi nazionali fondamentali di entrambi i Paesi e le aspirazioni dei loro popoli, che svolge un ruolo importante nel mantenere un ordine mondiale multipolare stabile, garantendo sicurezza e stabilità“.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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