L’Algeria rompe le relazioni diplomatiche con il Marocco

Il deterioramento delle relazioni diplomatiche tra Algeria e Marocco ha raggiunto il proprio apice con la decisione presa in questi giorni dal governo algerino.

Nella giornata del 24 agosto, l’Algeria ha comunicato la decisione del proprio governo di rompere le relazioni diplomatiche con il vicino Marocco. La conferma è arrivata dalle parole del ministro degli Esteri di Algeri, Ramdane Lamamra, che ha definito come “ostili” le azioni della monarchia marocchina. Questa decisione arriva al culmine di decenni di grande tensioni tra i due Paesi maghrebini, situazione riconducibile soprattutto allo status del Sahara Occidentale, territorio che il Marocco reclama come proprio ma che ha proclamato la propria indipendenza nel 1976 con il nome di Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).

L’Algeria ha deciso di interrompere da oggi le relazioni diplomatiche con il Regno del Marocco“, ha detto Lamamra in una conferenza stampa martedì. “Il regno marocchino non ha mai fermato le sue azioni ostili contro l’Algeria“, ha aggiunto. La rottura delle relazioni diplomatiche è entrata in vigore con effetto immediato, tuttavia Lamamra ha affermato che i rispettivi consolati resteranno operativi.

Oltre alla questione riguardante il Sahara Occidentale, altri eventi più recenti hanno causato un acuirsi della crisi diplomatica tra i due Paesi. La scorsa settimana l’Algeria ha affermato che gli incendi che stanno devastando il proprio territorio sarebbero opera di gruppi terroristici sostenuti dal governo marocchino. L’Algeria è infatti alle prese con una serie di incendi distruttivi sin dal 9 agosto, e fino ad ora si calcola che siano andati bruciati migliaia di ettari di foresta, mentre il bilancio delle vittime è di almeno 90 persone, compresi trenta soldati.

Il governo algerino ha in particolare puntato il dito accusatore contro il movimento indipendentista della Cabilia, regione che si estende lungo la costa mediterranea a est della capitale, Algeri, e la cui popolazione è prevalentemente di etnia berbera e di lingua amazigh. Il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (Mouvement pour l’autodétermination de la Kabylie, noto con l’acronimo di MAK) è accusato anche del linciaggio di un uomo falsamente accusato di incendio doloso. Il governo algerino considera il MAK come un’organizzazione terroristica, ed accusa il governo marocchino di sostenere questo movimento.

Non dimentichiamo che, già il mese scorso, l’Algeria aveva richiamato il suo ambasciatore a Rabat dopo che un diplomatico marocchino presso le Nazioni Unite, Omar Hilal, aveva chiesto da New York il diritto all’autodeterminazione del popolo della Cabilia. Hilal aveva infatti convocato una riunione del Movimento dei non allineati per “il diritto all’autodeterminazione per le persone che vivono nella regione della Cabilia“. Una mossa che sembra rappresentare più che altro una sorta di vendetta per il sostegno che l’Algeria offre storicamente al popolo saharawi ed all’organizzazione indipendentista della RASD, il Fronte Polisario (dall’abbreviazione spagnola di Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro).

La rottura delle relazioni diplomatiche era già stata preconizzata da un comunicato ufficiale della presidenza algerina che la scorsa settimana affermava che “gli incessanti atti ostili compiuti dal Marocco contro l’Algeria hanno reso necessaria la revisione delle relazioni tra i due Paesi“. Inoltre, l’Algeria ha annunciato anche un’intensificazione dei controlli al confine tra i due Paesi, confine che è già chiuso sin dal 1994.

L’Algeria ha anche accusato Israele del suo coinvolgimento nelle operazioni di spionaggio marocchine, in quanto i servizi di sicurezza del regno avrebbero utilizzato lo spyware Pegasus di fabbricazione israeliana per spiare gli ufficiali e i cittadini algerini, come riporta l’agenzia stampa ufficiale APS. Ricordiamo che di recente il Marocco ha deciso di regolarizzare le proprie relazioni diplomatiche con Israele, fatto che ha indispettito non poco l’Algeria ed altri Paesi arabi che considerano questa mossa come un tradimento della causa palestinese. Lo stesso governo israeliano è stato accusato di sostenere direttamente il MAK, come si legge nel comunicato della presidenza algerina, secondo il quale il MAK “riceve sostegno e aiuto da partiti stranieri, in particolare dal Marocco e dall’entità sionista“. Il governo algerino, infatti, non riconosce ufficialmente Israele come uno Stato legittimo, e si riferisce a quel Paese con l’unica espressione di “entità sionista”.

Dopo l’annuncio del ministro Lamamra, non si è lasciata attendere la replica del suo omologo marocchino, Nasser Bourita. Il comunicato del ministero degli Esteri marocchino afferma di essere rammaricato per la decisione dell’Algeria, che considera “ingiusitificata”. “Il Marocco rifiuta categoricamente i pretesti fallaci, persino assurdi, che la sottendono“, si legge ancora nel comunicato.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

There are 3 comments

  1. Marocco: terremoto politico alle elezioni legislative | World Politics Blog

    […] Il primo compito del nuovo primo ministro sarà quello di formare una coalizione con altre forze politiche che permetta di raggiungere la maggioranza all’interno della Camera dei Rappresentanti. Il nuovo governo dovrà affrontare una difficile situazione causata dalla crisi economica aggravata dalle ondate di siccità e dalla pandemia di Covid-19, che ha portato ad un crollo delle entrate provenienti dal settore turistico, mentre il PIL ha fatto segnare un -6,8% nel corso del 2020. Attualmente, infatti, il Marocco è il secondo Paese più colpito del continente africano dopo il Sudafrica, con quasi 900.000 casi positivi, ed il quarto per numero di decessi (oltre 13.300). Inoltre, il Marocco si trova attualmente al centro di una crisi diplomatica con la vicina Algeria, che solamente due settimane fa ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con Rabat. […]

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