Breve guida alle bandiere dell’Afghanistan

Con non meno di 25 bandiere che si sono alternate nel corso degli ultimi tre secoli, l’Afghanistan è uno dei Paesi al mondo che ha avuto più bandiere differenti nella storia. Passiamo in rassegna quelle più importanti.

L’Afghanistan è un Paese dalla storia tormentata, e i continui conflitti e le successioni di governi diversi hanno portato all’adozione di almeno venticinque bandiere diverse sin dal 1709, di cui ben diciannove nel solo XX secolo (alle quali vanno aggiunte alcune varianti). La prima bandiera venne infatti adottata dalla dinastia Hotak proprio nel 1709, quando venne istituita la monarchia guidata da Mirwais Hotak, che aveva guidato una rivoluzione contro il dominio persiano. Il vessillo, rimasto in vigore fino al 1738, era costituito da un drappo completamente nero, e la capitale del regno venne fissata a Kandahar.

Nel 1747, Ahmad Shāh Durrānī istituì l’Impero Durrānī, il cui territorio comprendeva anche aree che oggi appartengono all’Iran e al Pakistan. In questo periodo, la bandiera adottata era costituita da tre bande orizzontali di egual misura, di colore verde-bianco-verde. L’impero durò quasi un secolo, quando, nel 1842, la dinastia Barakzai prese il potere, istituendo l’Emirato dell’Afghanistan e spostando la capitale a Kabul, già capoluogo della provincia afghana ai tempi della dominazione mongola. La nuova dinastia non adottò nessuna bandiera fino al 1880, quando Abdur Rahman Khan decise di adottare nuovamente la bandiera nera della dinastia Hotak.

Bandiera dell’Impero Durrānī (1747-1842)

La dinastia Barakzai adottò successivamente diverse bandiere, cominciando ad introdurre dei vessilli rappresentanti una moschea al centro della bandiera nera. Il primo di questi venne introdotto nel 1901 durante il regno di Habibullah Khan, ma il suo successore Amanullah Khan modificò il simbolo al momento della sua ascesa al potere, nel 1919 e poi nuovamente nel 1926, quando l’Emirato dell’Afghanistan venne ribattezzato Regno dell’Afghanistan, ed Amanullah assunse la carica di re.

La bandiera adottata nel 1901 da Habibullah Khan, la prima a presentare il vessillo della moschea al centro.

Nel giugno del 1928, lo stesso re Amanullah modificò completamente la bandiera del Regno dell’Afghanistan, introducendo per la prima volta il tricolore nero-rosso-verde, con tre bande orizzontali sovrastate dal vessillo della moschea. In questo tricolore, il nero rappresentava il passato, essendo appunto il colore delle bandiere storiche dell’Afghanistan, il rosso il sangue versato nel corso della terza guerra anglo-afghana del 1919, che aveva permesso all’Afghanistan di ottenere la piena indipendenza, il verde la speranza nel futuro. Secondo molti, Amanullah avrebbe scelto questi colori ispirandosi al tricolore tedesco (nero-rosso-giallo), dopo un suo viaggio in Europa nel 1927.

La bandiera introdotta nel 1928 da re Amanullah, la prima con il tricolore nero-rosso-verde

Solamente un mese dopo, re Amanullah decise di modificare ancora una volta il vessillo ufficiale, disponendo il tricolore afghano con bande verticali, ed introducendo un nuovo vessillo che rappresentava un sol levante. Tra il 1928 ed il 1929, questa bandiera subì altre due variazioni nel disegno del vessillo, portando a sei il numero totale di bandiere diverse adottate nel corso di regno di re Amanullah. Nel 1929, Amanullah fu costretto ad abdicare a favore di Inayatu’llah Khan, che ripropose una bandiera nera quasi identitca a quella adottata nel 1919. Il regno di Inayatu’llah, però, durò solamente tre giorni, in seguito agli eventi della guerra civile afghana.

La bandiera adottata nel 1929 presentava per la prima volta il tricolore afghano con bande verticali.

Ad assumere brevemente il potere fu Habibullāh Kalakāni, leader della fazione dei saqqawisti, che ristabilì l’Emirato dell’Afghanistan. Il nuovo emiro modificò il tricolore afghano, imponendo una bandiera con tre bande verticali di colore rosso-nero-bianco, senza nessun vessillo. Questa bandiera riprendeva quella utilizzata dai mongoli nel corso dell’occupazione risalente al XIII secolo. Una bandiera molto simile venne utilizzata ad Herat, città dove si era concetrata la ribellione dei tagiki contro Kalakāni. Questo vessillo era infatti una versione modificata del tricolore mongolo, con la modifica dell’ordine dei colori e l’imposizione di una mezzaluna bianca al centro.

La prima bandiera adottata dalla ribellione tagika di Herat nel 1929.

Nel frattempo, Ali Ahmad Khan, che si considerava come l’erede al trono della dinastia Barakzai, aveva dato vita ad un governo rivale nella città di Jalalabad, che a sua volta adottò una propria bandiera a bande orizzontali rosse e verdi, che però ebbe preve vita. Tuttavia, solamente nell’ottobre dello stesso anno, Kalakāni venne definitivamente sconfitto, e fu Mohammed Nadir Shah a ristabilire il Regno dell’Afghanistan ed il dominio della dinastia Barakzai. Il nuovo monarca ristabilì l’uso del tricolore nero-rosso-verde con bande verticali ed il vessillo della moschea, molto simile a quello utilizzato in passato durante il regno di Amanullah.

La bandiera utilizzata dal governo di Jalalabad nel 1929.

La bandiera della monarchia Barakzai venne ancora modificata nel marzo del 1930 dallo stesso Mohammed Nadir, rendendo il vessillo della moschea molto più grande. La bandiera restò invariata anche nel corso del regno di Mohammed Zahir Shah, che sarebbe terminato il 16 luglio 1973, con la fine della monarchia e l’istituzione della repubblica. Il primo presidente della Repubblica dell’Afghanistan fu Mohammed Daoud Khan, che a sua volta apparteneva alla dinastia Barakzai. Inizialmente, Daoud mantenne una bandiera identica a quella della monarchia, rimuovendo solamente la scritta che indicava l’anno d’inizio del precedente regno di Zahir.

La prima bandiera della Repubblica dell’Afghanistan (1973), quasi identica a quella del Regno dell’Afghanistan (1930).

Nel maggio del 1974, la Repubblica dell’Afghanistan riportò la disposizione del tricolore afghano in orizzontale, cambiando il significato attribuito ai colori: il nero rappresentava l’oscurità del passato, il rosso il sangue versato per l’indipendenza e il verde la prosperità dell’agricoltura afghana. Inoltre, venne introdotto un nuovo stemma, rappresentante un’aquila sormontata da un sol levante, che rappresentava la nascita della repubblica. Nell’aprile del 1978, la Rivoluzione di Saur portò alla morte del presidente ed alla nascita di uno Stato socialista, la Repubblica Democratica dell’Afghanistan. In un primo momento, la Repubblica Democratica adottò lo stesso tricolore, rimuovendo l’emblema dell’aquila.

La seconda bandiera della Repubblica dell’Afghanistan, adottata nel 1974.

Nel 1978, il colonnello Abdul Qadir Dagarwal, che aveva preso il potere in seguito alla Rivoluzione di Saur cedette la guida della Repubblica Democratica a Nur Mohammad Taraki, che promosse l’adozione di una nuova bandiera, ufficializzata nell’ottobre dello stesso anno. Il nuovo vessillo ufficiale riprendeva il motivo di quello della maggioranza dei Paesi socialisti, ovvero un drappo rosso con uno stemma all’estremità superiore del lato sinsitro. Questo riportava la scritta “Khalq” (la fazione alla quale apparteneva il presidente Taraki) e quella “Rivoluzione di Saur”. Nel 1980, la fazione Parcham prese il potere, sostituendo l’emblema della fazione Khalq con la ruota di un ingranaggio ed una spiga di grano.

La bandiera della Repubblica Democratica dell’Afghanistan, adottata nell’ottobre del 1978.

Tuttavia, nell’aprile del 1980 il nuovo presidente Babrak Karmal decise di riportare in vita il tricolore afghano a bande orizzontali, ed impose la nuova bandiera, i cui colori rappresentavano il passato (nero), il sangue versato per l’indipendenza (rosso) e la fede islamica (verde). Il nuovo emblema era costituito da diversi elementi, tra cui un sol levante ed un libro, considerato il Manifesto del Partito Comunista. Inoltre, le spighe di grano rappresentavano l’agricoltura, la ruota di un ingranaggio rappresentava l’industria ed una stella rossa il comunismo. L’emblema sarebbe stato leggermente modificato nel 1987.

La bandiera adottata nel 1980 dalla Repubblica Democratica dell’Afghanistan.

Nel 1992, la fine della Repubblica Democratica corrispose alla nascita della Repubblica Islamica dell’Afghanistan. La prima bandiera provvisoria adottata era costituita da un tricolore a bande orizzontali nero-bianco-verde, che eliminava dunque il colore rosso, considerato come un simbolo del comunismo. In alcune varianti, questa bandiera riportava anche la Shahada, ovvero il motto “ʾAllāhu ʾakbaru” (“Dio è il più grande”). Nel mese di dicembre, il presidente Burhanuddin Rabbani ufficializzò la nuova bandiera, aggiungendo sul tricolore un emblema che ricordava quello della monarchia, con all’interno anche la Shahada.

La bandiera definitiva adottata dalla Repubblica Islamica dell’Afghanistan (dicembre 1992).

Nel 1996, i talebani istituirono l’Emirato Islamico dell’Afghanistan, prendendo il controllo di gran parte del territorio nazionale. La bandiera imposta dai talebani era costituita da un drappo bianco sul quale campeggiava la Shahada in nero o, in alcune versioni, in verde. Questa bandiera rimase in vigore fino al 2001 ed all’intervento armato degli Stati Uniti, che ristabilirono lo Stato Islamico, che riadottò brevemente la bandiera del 1992, con l’aggiunta della Shahada in lungue pashto e dari.

La bandiera dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, adottata nel 1996 dai talebani.

Nel gennaio del 2002, l’amministrazione di transizione adottò nuovamente il tricolore nero-rosso-verde a bande verticali, come quello che era stato adottato tra il 1928 ed il 1974, ponendo al centro un emblema quasi identico a quello adottato nel 1992. Lo stesso emblema subì ben tre modifiche negli anni successivi. Il 19 agosto 2013 venne adottata l’ultima variante di questa bandiera, quella che sarebbe rimasta in vigore fino alla caduta della Repubblica Islamica ed alla nuova presa del potere da parte dei talebani, il 15 agosto di quest’anno. La bandiera della Repubblica Islamica esiste anche con una variante che riporta l’emblema colorato in luogo di quello interamente bianco.

La bandiera della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, in vigore al momento della presa del potere da parte dei talebani.

Con la presa del potere da parte dei talebani, il 15 agosto di quest’anno, è stato ristabilito l’Emirato Islamico dell’Afghanistan, con una bandiera identica a quella del 1996. In alcune regioni sono state adottate varianti che riportano, al di sotto della Shahada in arabo, scritte in lingua pashto o dari. Il governo nazionale in esilio continua ad utilizzare invece la bandiera della Repubblica Islamica, così come il Fronte di Resistenza Nazionale del Panjshir, che occupa l’unica area del Paese che ancora non è caduta nelle mani dei talebani.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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