Cuba, Cina e Corea Popolare unite nella costruzione del socialismo

Cuba e la Cina continuano oggi a portare alta la bandiera del socialismo nel mondo, insieme agli altri Paesi socialisti sopravvissuti al crollo dell’Unione Sovietica, il Vietnam, il Laos e la Corea Popolare.

Domenica 29 agosto si è svolto un colloquio telefonico tra il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ed il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, che hanno concordato il rafforzamento della cooperazione bilaterale tra i due Paesi socialisti. Si è trattato della seconda conversazione di questo tipo intercorsa tra i due leader dall’inizio di quest’anno.

Secondo Granma, organo ufficiale del Partido Comunista de Cuba, “entrambe le parti hanno convenuto di evidenziare gli importanti progressi compiuti nello sviluppo delle relazioni bilaterali, nonché la coincidenza di posizioni nelle sedi internazionali. Hanno riconosciuto, allo stesso modo, gli stretti rapporti interpartitici, basati sulla reciproca fiducia politica e sulla coincidenza di ideali e finalità”. I due capi di Stato sono infatti anche i leader dei rispettivi partiti comunisti. Díaz-Canel ha inoltre ringraziato il proprio omologo cinese per il sostegno permanente del suo Paese nella lotta contro la revoca del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.

La Cina sta infatti facendo continuamente pressione sugli Stati Uniti per l’eliminazione del blocco economico unilaterale che il Paese nordamericano impone illegalmente ai danni dell’isola caraibica da sei decenni. Nel mese di luglio, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva tenuto una conferenza stampa nella quale ha affermato che Pechino “chiede agli Stati Uniti di revocare immediatamente e completamente il blocco contro Cuba”. In quell’occasione, Zhao ha invitato Washington ad agire in accordo con gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e le norme fondamentali delle relazioni internazionali. “La Cina crede che vada rispettato il diritto di ogni Paese di scegliere autonomamente il proprio sistema sociale e il proprio percorso di sviluppo“, ha concluso il rappresentante diplomatico cinese.

Tali propositi sono stati confermati anche dallo stesso Xi Jinping nel corso della sua telefonata con Díaz-Canel. “La Cina ha sempre creduto che ogni Paese abbia il diritto di scegliere la propria strada, e si oppone a sanzioni unilaterali o interferenze esterne. La Cina sostiene Cuba per continuare sulla strada adatta alla sua situazione e alle sue lotte per salvaguardare la sovranità e la sicurezza nazionali”, ha affermato il presidente cinese, osservando che “la Cina continuerà a fornire gli aiuti di cui Cuba ha bisogno per combattere l’epidemia e migliorare i mezzi di sussistenza del popolo”.

Díaz-Canel ha risposto confermando il sostegno di Cuba alle istanze cinesi per quanto riguarda le questioni internazionali: “Cuba approfondirà il coordinamento con la Cina, si opporrà congiuntamente all’egemonia e alla politica di potere e si opporrà alla politicizzazione e alla stigmatizzazione della pandemia. Cuba sostiene fermamente il principio di una sola Cina e continuerà a sostenere la posizione della Cina sui temi di interesse centrale come la questione di Taiwan e gli affari relativi allo Xinjiang”, ha detto.

Cuba e la Cina hanno stretto un’importante collaborazione anche per la lotta contro la pandemia. Grazie al sostegno cinese, le autorità cubane hanno potuto realizzare un programma di vaccinazione che utilizza congiuntamente il vaccino cinese Sinopharm con il cubano Soberana Plus, applicato per la prima volta nella provincia di Cienfuegos. La dottoressa cubana Dagmar García ha infatti proposto l’utilizzo di due dosi di Sinopharm, con un intervallo di 21 giorni, come raccomandato dal fornitore, e una terza con Soberana Plus, ad altre tre settimane di distanza. “Non è una sperimentazione clinica, è una strategia di immunizzazione che cerca di massimizzare l’efficacia, basata su combinazioni di vaccini“, ha chiarito la dottoressa García. “In questo modo, l’efficacia del 79% avallata da questo vaccino cinese, che è già abbastanza buona per avere un impatto sugli indicatori dell’epidemia, può essere aumentata“.

Commentato la telefonata tra i due presidenti, Pan Deng, direttore esecutivo del Centro di diritto dell’America latina e della regione dei Caraibi dell’Università cinese di scienze politiche e diritto, ha dichiarato al Global Times che Cina e Cuba sono vicini compagni sulla via socialista e combattenti contro l’egemonia occidentale, e che Cuba può anche rappresentare un ponte nelle relazioni tra Cina e America Latina.

Cuba e la Cina continuano oggi a portare alta la bandiera del socialismo nel mondo, insieme agli altri Paesi socialisti sopravvissuti al crollo dell’Unione Sovietica, la Repubblica Socialista del Vietnam, la Repubblica Popolare Democratica del Laos e la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Proprio domenica, L’Avana e Pyongyang hanno celebrato i 61 anni delle relazioni bilaterali, stabilite il 29 agosto 1960 dai leader rivoluzionari Fidel Castro e Kim Il Sung. In quest’occasione, il ministro degli Esteri nordcoreano, Ri Son Gwon, ha inviato un messaggio al suo omologo Bruno Rodríguez Parrilla, nel quale ha espresso “fermo sostegno e solidarietà alla giusta lotta del popolo cubano per difendere fermamente le conquiste della Rivoluzione e portare avanti vittoriosamente la causa socialista”.

Nella giornata di lunedì, invece, il ministro della Pubblica Sicurezza della Repubblica Popolare Cinese, Zhao Kezhi, ha incontrato a Pechino l’ambasciatore nordcoreano Ri Ryong Nam. I due hanno confermato la stretta collaborazione tra i due governi al fine di “migliorare la comunicazione strategica, approfondire la cooperazione pratica e salvaguardare congiuntamente la sicurezza dei due Paesi e la stabilità delle aree di confine”. Zhao ha anche chiesto sforzi per mantenere, consolidare e sviluppare la tradizionale amicizia dei due Paesi e promuovere le loro cause del socialismo per un nuovo sviluppo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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