Venezuela: passi avanti nel dialogo tra governo e opposizione

Il secondo round di colloqui tenutosi in Messico ha portato alla firma di due accordi parziali tra governo e opposizione venezuelani. La terza fase avrà luogo tra il 24 ed il 27 settembre.

Sono ripresi il 3 settembre i colloqui tra il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela e l’opposizione, organizzati a Città del Messico con la mediazione del governo di quel Paese e della Norvegia. Questo secondo round del dialogo, dopo il primo tenutosi nel mese di agosto, si sta concentrando soprattutto sulle tematiche economiche. I primi colloqui avevano portato a risultati incoraggianti, come la firma di un memorandum che sancisce la necessità di revocare le misure coercitive unilaterali, la promozione del rispetto dei diritti umani e il rifiuto di ogni forma di violenza politica contro lo Stato e le sue istituzioni.

La delegazione governativa in Messico è stata guidata dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez. In questa seconda tornata, il presidente Nicolás Maduro aveva chiesto la revoca delle misure coercitive unilaterali imposte contro Caracas su richiesta dell’opposizione, al fine di far avanzare la ripresa dell’economia del Paese. Inoltre, il governo ha chiesto la restituzione dell’oro sequestrato alla Banca d’Inghilterra, dei beni venezuelani in tutti i conti bancari e la revoca di tutte le sanzioni contro la società Estatal Petróleos de Venezuela (PDVSA), la compagnia petrolifera nazionale.

Siamo venuti qui per cercare meccanismi affinché tutto il popolo venezuelano possa beneficiare di questo sforzo di dialogo“, ha affermato il rappresentante del governo nazionale dopo l’arrivo in Messico. Rodríguez ha ricordato che i punti affrontati in questo secondo round di colloqui “influiscono direttamente sulla vita quotidiana delle venezuelane e dei venezuelani; punti relativi all’economia, all’assistenza sociale della popolazione e alla pandemia“.

Nella stessa occasione, il presidente Nicolás Maduro ha pubblicato un messaggio attraverso i social network, nel quale ha affermato che “abbiamo deciso di percorrere la via della riconciliazione per dare le risposte che il popolo chiede. In questa nuova giornata di dialogo, la nostra delegazione si farà carico di richieste che rappresentano la voce dei venezuelani”.

Nella giornata del 4 novembre si è tenuto il primo incontro tra le due delegazioni. “Veniamo qui per cercare di fare in modo che tutto il popolo venezuelano tragga beneficio da questo sforzo di dialogo“, ha ribadito Rodríguez al termine dell’incontro inaugurale. Gerardo Blyde, capo negoziatore dell’opposizione, ha dal canto suo assicurato di essere disposto a continuare a lavorare al tavolo delle trattative con il governo del presidente Nicolás Maduro. “Noi faremo tutti i nostri sforzi per ottenere gli accordi parziali il prima possibile, non inquineremo la buona atmosfera dell’incontro“, ha ancora ribadito il delegato governativo.

A cercare di rovinare il clima di dialogo instauratosi in Messico ci ha invece pensato il governo colombiano, attraverso l’interferenza del ministro degli Esteri e vicepresidente Marta Lucía Ramírez, che in alcune dichiarazioni ha affermato che le conversazioni tra le delegazioni del governo venezuelano e l’opposizione non porteranno davvero a un profondo cambiamento in Venezuela. “Il Venezuela ripudia le dichiarazioni della vicepresidente della guerra e della violenza Marta Lucía Ramírez, che interferisce negli affari interni del nostro Paese“, ha risposto a tono la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez. Quest’ultima ha ricordato che Ramírez sta “violando la legalità internazionale e dimostrando una profonda ignoranza della sua carica di ministro degli Esteri“.

Successivamente, anche il presidente colombiano Iván Duque Márquez è intervenuto con l’intendo di interferire nel dialogo tra le parti. Il ministro venezuelano della Difesa, Vladimir Padrino, ha risposto che la “vera preoccupazione [di Duque, ndr] come legittimo rappresentante dell’oligarchia del narcotraffico colombiano è impedire il consolidamento della pace in Venezuela”. “La vera preoccupazione di Duque è che, una volta concluso il dialogo fruttuoso cui aspirano i veri democratici, gli Stati Uniti mettano ancora una volta la lente di ingrandimento sulla questione del narcotraffico, che è la causa prima di tutti i mali regionali, continentali e planetari”, ha aggiunto Padrino.

Nonostante i tentativi di interferenza, i colloqui tra le due parti hanno raggiunto un importante risultato nella giornata del 7 settembre, con la firma di due accordi parziali a favore del benessere della cittadinanza, come annunciato da Jorge Rodríguez. In particolare, i due accordi parziali alludono alla ratifica e alla difesa della Guayana Esequiba, territorio orientale conteso da Venezuela e Guyana, e alla protezione dell’economia venezuelana e alla protezione sociale del popolo.

Siamo d’accordo su una profonda dichiarazione di sostegno, rispetto della storia e del diritto che il nostro Paese ha sul territorio della Guayana , sottolineiamo che l’Accordo di Ginevra del 1966 è l’unico strumento che riconosciamo per risolvere le controversie in modo amichevole e bilaterale in materia di confine con la Guyana“, ha dettagliato circa il primo accordo. Per quanto riguarda il secondo, invece, Rodríguez ha spiegato che verrà considerato come prioritario il recupero dei soldi che sono nei conti all’estero, che saranno utilizzati per affrontare la pandemia. “Non abbiamo bisogno di donazioni da parte di nessuno, abbiamo risorse sufficienti che appartengono al Paese e che bastano per la stabilizzazione economica e per servire la popolazione“, ha affermato il presidente dell’Assemblea Nazionale.

Anche il presidente Nicolás Maduro, da Caracas, ha salutato favorevolmente i risultati raggiunti nei colloqui: “È un giorno di vittoria per tutti i venezuelani”, ha detto, aggiungendo che gli accordi “cercano il benessere sociale di tutti, comprendendo gli effetti delle sanzioni penali sull’economia e rivendicando indipendenza, sovranità e autodeterminazione“.

Le due parti coinvolte hanno ringraziato il governo messicano del presidente Manuel Andrés López Obrador e il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard, che hanno reso possibile lo svolgimento di questo tavolo diplomatico. Questi i due accordi presentati il 7 settembre si è concluso il secondo ciclo di incontri, che sarà seguito da un terzo, che avrà luogo tra il 24 ed il 27 settembre. Questi colloqui, inoltre, stanno accompagnando il percorso del Venezuela verso lo svolgimento delle elezioni regionali, previste per il mese di novembre.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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