Díaz-Canel: “Cuba è pronta a difendere la Rivoluzione”

Mentre i vaccini cubani stanno sconfiggendo la pandemia e l’isola è pronta a tornare alla normalità, il presidente Díaz-Canel e il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla hanno ribadito che Cuba è pronta a respingere ogni tentativo di destabilizzazione e sovversione proveniente dall’esterno.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta venerdì, il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha affrontato il tema delle continue ingerenze e dei tentativi di destabilizzazione del governo dell’isola fomentati dalle forze imperialiste e reazionarie che hanno il proprio centro nevralgico negli Stati Uniti. Il capo dello Stato ha affermato che Cuba è “una nazione di pace”, ma che allo stesso tempo è pronta ad “affrontare ogni aggressione e difendere la Rivoluzione”.

Queste dichiarazioni sono arrivate in vista della data del 15 novembre, in occasione della quale dovrebbero svolgersi a Cuba manifestazioni di protesta contro il governo sostenute dagli Stati Uniti e dalla mafia anticubana che ha sede a Miami. “Il governo degli Stati Uniti vuole già una rivoluzione colorata trionfante a Cuba. Sogna, senza alcun fondamento nella realtà politica, che si avvicini la fine del fastidioso progetto di una nazione indipendente, sovrana, di profonda giustizia sociale e di orientamento socialista solidale con le lotte dei popoli del mondo”, ha scritto il giornalista cubano Ángel Guerra Cabrera sulle pagine di TeleSur. “Per questo motivo, la Casa Bianca di Joe Biden vive la sciocca fantasia di tenere una ‘marcia pacifica e civica per il cambiamento’ nelle città nell’isola il 15 novembre incanalando, per mesi, fiumi di denaro ai suoi mercenari interni e ai suoi operatori di Miami. Hanno intenzione di rilanciare le proteste dell’11 luglio, ma con una violenza molto maggiore”.

Il presidente cubano ha anche affermato che nel Paese verranno applicate dosi booster dei vaccini contro il Covid-19 creati dalla nazione, Abdala e Soberana. Ha spiegato che studi internazionali mostrano che per mantenere alti i livelli di immunizzazione sono necessarie dosi di richiamo, mentre gli scienziati cubani hanno indicato che l’efficacia dei vaccini prodotti sull’isola è dimostrata. “Abbiamo controllato la malattia“, ha affermato il presidente, aggiungendo che il Paese ha quasi il 99% dei pazienti guariti dal Covid-19. “Siamo in un momento in cui stiamo sconfiggendo la pandemia e stiamo vedendo come il Paese riprende il suo corso e la sua normalità. Con un popolo come quello di Cuba, non è possibile arrendersi“, ha detto. Allo stesso modo, ha evidenziato che oltre il 70% della popolazione è completamente vaccinato, mentre oltre il 90% ha ricevuto almeno una dose.

Con l’ingresso nella nuova normalità, la nostra economia si riprenderà“, ha affermato ancora Díaz-Canel, ribadendo che il turismo è fondamentale per il rilancio dell’economia dell’isola. Le autorità del turismo cubano prevedono già un aumento dei flussi di visitatori negli ultimi due mesi del 2021, prima di una ripresa completa nel 2022. Inoltre, anche per i turisti sarà possibile vaccinarsi gratuitamente a Cuba.

Sul tema delle ingerenze e dei tentativi di destabilizzazione da parte degli Stati Uniti, era intervenuto mercoledì anche il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez Parrilla, il quale ha dichiarato che la risposta alle provocazioni sarà fatta in stretta conformità con la legge cubana. Ha denunciato che l’asse centrale dell’ingerenza statunitense consiste nel presentare Cuba come uno Stato fallito, come giustificazione per aumentare il blocco economico, commerciale e finanziario contro il Paese. Il ministro degli Esteri ha inoltre definito ciniche e silenziose le dichiarazioni dei funzionari statunitensi di fronte alla repressione altrove, compresa quella in atto nei Paesi latinoamericani, che stonano con le continue critiche che vengono rivolte nei confronti di Cuba, ma anche di altri Paesi come Venezuela e Nicaragua.

Il capo della diplomazia cubana ha poi negato che il governo degli Stati Uniti avesse inviato aiuti umanitari a Cuba, anzi ha affermato che Washington non ha fatto altro che ostacolare l’arrivo di aiuti umanitari sull’isola, oltre a rallentare il processo di produzione dei farmaci cubani con le misure di blocco. Nel suo discorso, il ministro degli Esteri cubano ha denunciato il finanziamento di organizzazioni che promuovono il cambio di governo a Cuba e ha affermato che questo ha creato un’atmosfera di incitamento all’odio e alla violenza sui social network. Infine, ha descritto la politica statunitense di ingerenza e ostilità come un fallimento.

Nella sua lotta contro i tentativi di sovversione sostenuti dall’imperialismo internazionale, Cuba ha ricevuto il sostegno della Repubblica Popolare Cinese, che, attraverso le parole del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha rinnovato il suo appoggio a Cuba nel suo diritto di proteggere la sovranità nazionale, rifiutando così qualsiasi forma di interferenza nei suoi affari interni e ha chiesto agli Stati Uniti di porre fine all’assedio economico, commerciale e finanziario che esercitano sull’isola da sessant’anni. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha invitato Washington a gestire i rapporti bilaterali con L’Avana nel rispetto della Carta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e delle norme globali, oltre ad ascoltare la comunità internazionale e a revocare immediatamente il blocco.

Anche l’istituto culturale Casa de las Américas ha denunciato attraverso un documento le vessazioni di cui Cuba è vittima: “Cuba è vessata brutalmente dal suo nemico storico, fiducioso di poter ingannare l’opinione pubblica mondiale e presentarsi come portatore di democrazia e libertà per i cubani”, si legge nel documento. “In un momento in cui il Paese inizia a riprendersi dai duri effetti della pandemia, quando è finalmente in vista una via d’uscita dai mesi strazianti che abbiamo vissuto, i tamburi di guerra si sentono ancora una volta. Le nuove manovre sono avvolte in termini come ‘diritti costituzionali’, ‘marce pacifiche’ e altri di una vena simile“, recita ancora il testo che ha ricevuto firme illustri come quelle dell’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, dell’ex presidente honduregno Manuel Zelaya e del premio Nobel per la Pace argentino Adolfo Pérez Esquivel.

Riprendendo ancora le parole di Ángel Guerra Cabrera, il 15 novembre non sarà la giornata del trionfo delle forze reazionarie, ma una nuova vittoria della Rivoluzione: “Il clou del 15 novembre sarà l’apertura di Cuba alla nuova normalità, compresi il turismo, altri settori economici e l’anno scolastico per i suoi studenti di tutti i livelli, grazie al Paese più vaccinato delle Americhe con i propri vaccini autoprodotti. Risultato che disturba molto Washington”.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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