Gennadij Zjuganov: “Condannare i crimini di guerra dei nazisti ucraini”

Il leader del Partito Comunista della Federazione Russa ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale chiede una condanna internazionale dei crimini di guerra commessi dai nazisti ucraini contro la popolazione del Donbass.

Il Partito Comunista della Federazione Russa (Коммунистическая партия Российской Федерации, КПРФ; Kommunističeskaja partija Rossijskoj Federacii, KPRF) ha sempre portato avanti una posizione coerente per quanto riguarda la delicata questione del Donbass. La formazione guidata da Gennadij Zjuganov aveva proposto al governo di Mosca un intervento in difesa della Repubblica Popolare di Lugansk (RPL) e della Repubblica Popolare di Doneck (RPD) ben prima che Vladimir Putin considerasse l’effettiva entrata in azione delle sue truppe.

I comunisti russi hanno accolto positivamente la decisione di Putin di riconoscere le repubbliche popolari e di intervenire in difesa della popolazione del Donbass contro gli attacchi dei nazisti ucraini. Ora, però, chiedono che i crimini di guerra dei nazisti ucraini, i “banderisti” che si ispirano al collaborazionista nazista Stepan Bandera, proclamato eroe nazionale dal governo di Kiev, vengano condannati a livello internazionale, come si legge in una dichiarazione ufficiale rilasciata da Zjuganov.

Secondo Zjuganov, i nazisti ucraini stanno utilizzando “la stessa tattica della “terra bruciata” che hanno attuato gli invasori fascisti, quando abbandonarono sotto i colpi dell’Armata Rossa il territorio dell’URSS”, nel corso della seconda guerra mondiale. “Mentre si ritirano dal Donbass, continuano a bombardare le città e i paesi di questa regione. I civili vengono uccisi ogni giorno. Questi sono crimini di guerra”, afferma ancora il leader comunista, che accusa “i “moralisti” e gli “umanisti” dell’Unione Europea e degli Stati Uniti” di essere complici di crimini di guerra.

Cercando di creare l’impressione che l’esercito russo sia responsabile della morte di civili, ricorrono a sporche provocazioni bombardando le città sotto il loro stesso controllo”, fa notare Zjuganov, smentendo alcune notizie che sono state frettolosamente diffuse dai media occidentali in funzione antirussa. “C’è stata una potente esplosione nel centro di Kharkov. Tutti i media “mondiali”, completamente controllati da Washington, hanno strombazzato la colpa della Russia. Ma è stata chiaramente l’esplosione di un’auto piena di centinaia di chilogrammi di esplosivo, che indica chi sono gli autori del crimine. Questa è la tattica praticata da numerose organizzazioni terroristiche controllate dalla CIA in tutto il mondo”.

L’Occidente e la sua “quinta colonna” in Russia stanno difendendo i famigerati fascisti e terroristi che hanno preso il potere in Ucraina e hanno reso i suoi cittadini ostaggi della loro vile russofobia e del loro anti-sovietismo”, si legge ancora nella dichiarazione. “Chiediamo all’Unione Europea e agli Stati Uniti di condannare il terrore dei banderisti contro le città del Donbass, la pratica di prendere ostaggi come scudo umano e di piazzare fucili e mortai nelle aree residenziali delle città sotto il loro controllo. Se l’Occidente non impedisce questa terribile violazione delle norme elementari della guerra, la responsabilità dei crimini dei suoi vassalli ricadrà sui loro protettori”.

Per coloro che non conoscessero molto della figura di Stepan Bandera, soprattutto al di fuori del mondo ex sovietico, risulta utile la lettura del breve riepilogo che viene proposto da Zjuganov. Bandera viene definito come un “mercenario di Hitler”: “Fu Bandera a commettere le più mostruose atrocità nei territori dell’URSS occupati dalle truppe tedesche. Fu Bandera a sparare agli ebrei a Babij Jar, a massacrare i polacchi nella regione della Volhynia e a bruciare vive le persone nei villaggi della Bielorussia. E il modo in cui hanno bruciato dozzine di persone vive a Odessa nel 2014 mostra che questi mostri hanno ereditato dai loro antenati nazisti una prontezza per i crimini più gravi contro l’umanità. Nessuna persona decente può associarsi a loro”.

Zjuganov sottolinea giustamente la doppiezza di certi difensori della pace che ora si strappano i capelli in difesa dell’Ucraina, ma che hanno taciuto per otto anni sui crimini commessi dai nazisti ucraini: “Ci colpisce la doppiezza e l’ipocrisia dei cosiddetti “combattenti per la pace”. Facciamo a tutti una semplice domanda: perché siete rimasti in silenzio per otto anni, quando quasi ogni giorno le aree residenziali del Donbass venivano colpite dai cannoni? Quando i civili venivano uccisi ogni giorno? Perché non avete provato una goccia di simpatia per le famiglie e gli amici di migliaia di persone uccise e mutilate? Siete stai in silenzio per tutti questi anni. Pertanto, abbiamo seri dubbi sulla sincerità dei nuovi “combattenti per la pace””.

Anche noi siamo per la pace e sosteniamo sempre la risoluzione pacifica di qualsiasi conflitto. Siamo contrari allo spargimento di sangue. E speriamo vivamente che sia possibile evitare gravi perdite non solo tra il personale militare dell’esercito russo, ma anche tra i soldati e gli ufficiali delle forze armate ucraine, tra i quali ci sono molti russi e ucraini che sono stati ingannati. Attendiamo sinceramente una rapida cessazione delle ostilità e una soluzione politica negoziata. E facciamo del nostro meglio per aiutarla. Facciamo appello all’Occidente e soprattutto agli Stati Uniti affinché non ostacolino la ricerca di una soluzione pacifica”. “L’America e l’Unione Europea non stanno combattendo in difesa dell’Ucraina. Stanno combattendo per il loro diritto, affidandosi ai nazisti locali, di saccheggiare l’Ucraina e trasformarla in un trampolino di lancio per l’aggressione contro la Russia”, si legge nella parte finale del testo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

There is one comment

  1. Il decalogo della guerra in Ucraina secondo lo storico Vjačeslav Tetëkin | World Politics Blog

    […] Altre tattiche sono perseguite dalle forze armate ucraine e dai battaglioni nazisti. Si basano su immigrati dall’Ucraina occidentale, che trattano con disprezzo gli abitanti della parte orientale del paese, considerandoli ucraini inferiori. Pertanto, non considerano un crimine la morte di civili e la distruzione delle infrastrutture civili dell’Ucraina orientale. Posizionano le loro fortificazioni non in spazi aperti, ma nelle aree residenziali delle città, esponendo alla morte le persone che affermano di proteggere.  […]

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